Italia: contro Haiti la prima volta a Monaco di Baviera

Italia: contro Haiti la prima volta a Monaco di Baviera

Il 15 giugno 1974 gli azzurri superarono la formazione caraibica per 3-1 all’esordio nel mondiale tedesco

Daniele Drago/Edipress

2 luglio

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Fino al 15 giugno 1974 il mondo del calcio non aveva mai conosciuto Haiti. La piccola isola caraibica ottenne quel giorno il proprio momento di gloria, sebbene terminato con una sconfitta. Quello degli haitiani fu un vero e proprio exploit: la squadra sonnecchia per 50 anni, poi, sotto la guida dell’italiano Ettore Trevisan, nel 1973 vince il girone CONCACAF e ottiene una clamorosa qualificazione al Mondiale. Il tecnico litiga però con la federazione, e quindi in Germania la squadra è affidata al suo vice, Antoine Tassy. A bagnare il loro storico debutto, ci siamo noi. L’Italia sbarca all’Olympiastadion di Monaco. È la prima volta che la Nazionale gioca in Baviera (ci tornerà poi nel 2016 per un’amichevole contro i tedeschi). Gli Azzurri si presentano da vicecampioni del mondo in carica, ma con diversi volti nuovi rispetto a Messico ’70. Ma i pronostici, per la partita contro gli haitiani, sono ovviamente tutti dalla nostra parte.

Haiti in vantaggio

Peccato che nei primi 45 minuti l’Italia non riesca a sfondare. Gli haitiani si limitano a difendere e ripartire in contropiede, ma corrono tantissimo. Quello azzurro è un forcing, ma il migliore in campo è il portiere haitiano Francillon. E all’intervallo è 0-0. Poi, inizia la ripresa, passa qualche secondo ed Emmanuel Sanon, leggenda del suo Paese, salta Spinosi e batte Zoff. Haiti è in vantaggio. In patria si festeggia nelle piazze, qualcuno esagera e spara un paio di colpi di pistola: due morti. A Monaco invece tutti vivi ma sgomenti. Zoff ha anche visto interrompersi il record d’imbattibilità: 1143 minuti, recentemente battuto da Donnarumma a Euro 2020.

La rimonta degli azzurri

La fortuna dell’Italia è che la sorpresa dura poco, lo spazio di sette minuti. Quelli che servono per vedere Chinaglia servire Rivera, che indovina il tiro e rimette tutto in parità. Passata la paura di un’altra “Corea” come quella del 1966, gli Azzurri si muovono più liberi, e al 64’ la conclusione di Benetti trova la deviazione decisiva di Auguste. Valcareggi sostituisce Chinaglia per Anastasi: il laziale non la prende bene e manda a quel paese il suo allenatore. Il ct però azzecca la mossa, perché al 78’ il violento destro dell’attaccante siciliano vale il definitivo 3-1. Sollievo per l’Italia, ancora inconsapevole che sarà eliminata dalla Polonia nel girone. Haiti invece si sgonfia subito: prende 7 gol dai polacchi e 4 dall’Argentina. Torna mestamente a casa e, ancora oggi, attende di rigiocare, clamorosamente, un altro Mondiale.

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