Lorenzo Amoruso tra Bari, Fiorentina, Rangers e Premier League

Lorenzo Amoruso tra Bari, Fiorentina, Rangers e Premier League

Nato nel capoluogo pugliese il 28 giugno 1971, ha iniziato la carriera da calciatore nella squadra della sua città, poi la Viola prima degli indimenticabili anni trascorsi in Gran Bretagna

Jacopo Pascone/Edipress

28 giugno

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Un leone al centro della difesa, un combattente dell’area di rigore. Faccia da duro e un cuore grande che gli ha permesso di salire alla ribalta e di essere protagonista in un campionato per veri duri come quello scozzese. Lorenzo Amoruso ha anche vestito la fascia da capitano dei Rangers, primo calciatore cattolico a essere scelto come leader della compagine storicamente protestante.

Gli inizi a Bari

 

Ma Amoruso, prima di approdare a Glasgow (26 anni), ha fatto benissimo anche in Italia. L’avventura calcistica del roccioso difensore parte dalla sua città natale, Bari, dove ha giocato dal 1986 al 1995 (in mezzo le esperienze in prestito al Mantova e alla Vis Pesaro). I biancorossi lo pescano dal piccolo Palese, compagine del quartiere in cui cresce. Due anni tra i ragazzi per poi esordire tra i grandi in Serie B nella stagione 1988-89. Il club pugliese raggiunge la promozione e il giovane Amoruso debutta in Serie A l’8 ottobre 1989, in una delle cornici più romantiche del nostro calcio, subentrando a Joao Paulo a sette minuti dal termine, per difendere il prezioso 1-1 che sta maturando al Meazza contro l’Inter campione d’Italia in carica. L’annata si chiude con un sorprendente decimo posto per i Galletti, che si tolgono la soddisfazione di vincere anche il loro primo, e finora unico, trofeo internazionale: la Coppa Mitropa. Le presenze nel secondo anno in massima serie crescono da 3 a 5, arriva anche il primo gol, segnato nella sconfitta di Cesena del 7 ottobre ‘90. Il giovane difensore non trova il dovuto spazio in una squadra che riesce ancora a salvarsi. Viene così mandato in prestito per i successivi due anni (Mantova e Vis Pesaro). Al suo ritorno il Bari è tornato in B e Amoruso rientra nel giro dei titolari: insieme a Onofrio Barone e Francesco Pedone è il più presente della squadra (37 partite giocate) contribuendo alla risalita. Diventa così uno dei leader dei biancorossi che incastonano un’altra grande annata in Serie A, accumulando 44 punti e piazzandosi dodicesimi. 

L’esperienza alla Fiorentina

 

Arriva il momento del salto di qualità, che si concretizza con il passaggio alla Fiorentina di Batistuta. La Viola sborsa 5,4 miliardi di lire per assicurarsi le sue prestazioni. Stagione di livello assoluto per la squadra allenata da Claudio Ranieri che termina al quarto posto dietro Milan, Juve e Lazio. Per Lorenzo Amoruso sono due i centri in campionato, al quale si aggiunge il fondamentale sigillo nella finale di Coppa Italia contro l’Atalanta. Il 18 maggio 1996 a Bergamo, dopo l’1-0 di Firenze deciso dall’implacabile Batistuta, sblocca la finale di ritorno girando in rete il corner di Rui Costa. È l’indimenticabile rete che ipoteca il successo, il sigillo che consente al difensore barese di prender parte a un successo storico: la Viola non vinceva un titolo dal lontano 1975. La Coppa Italia porta un altro trofeo nella bacheca viola: tre mesi più tardi, la doppietta di Batistuta contro il Milan regala alla Fiorentina anche la Supercoppa Italiana. Al termine della stagione successiva, il 29 maggio 1997, Amoruso firma con i Rangers di Glasgow, salutando Firenze e aprendo un altro importante e romantico capitolo della sua carriera.

Ai Rangers

 

Arriva in Scozia a 26 anni in un campionato più congeniale alle sue caratteristiche. L’inizio non è facile. Viene preso di mira per uno sputo rifilato a James Grady del Dundee United, che gli costa quattro giornate di squalifica. In breve tempo i tifosi azzurri dimenticano tutto, le prestazioni tutto cuore e polmoni, le bordate da lontano su punizione e le prestazioni da vero leader lo collocano presto nel cuore della “Inter City Firm”. Incarna alla perfezione lo spirito scozzese in campo, e lo fa in una squadra italianissima, in cui militano anche Gennaro Gattuso, Sergio Porrini, Marco Negri e Luigi Riccio. Con la maglia dei Rangers arrivano titoli a go-go: tre campionati (1999, 2000, 2003), quattro Coppe di Scozia (1999, 2000, 2002, 2003) e tre Coppe di Lega (1999, 2002, 2003). Nel 2002 viene insignito con il premio di miglior giocatore della Scottish Premier League, stesso anno in cui gli viene assegnata la storica fascia da capitano dei Rangers.

La Premier League 

 

Gioca anche in Premier League per tre stagioni con i Blackburn Rovers. Si presenta con un gol dopo soli 16 minuti nella gara d’esordio, grazie al solito colpo di testa su azione d’angolo. Non una novità per lui, che a fine carriera conterà 49 reti da difensore. Partita alla grande, l’esperienza in Premier si rivelerà fallimentare, questo per via dei continui infortuni che lo terranno lontano dal campo per diversi lunghi periodi. Lascia la Gran Bretagna nel 2006 al termine di un’esperienza fantastica, durante la quale Amoruso ha anche provato a far parte della nazionale scozzese. Ignorato dai ct italiani, ha più volte dichiarato di meritare una chiamata che non è mai arrivata.

Oggi è conosciuto più per le sue apparizioni televisive, in cui negli ultimi anni ha messo da parte quella grinta scozzese, dimostrandosi un uomo tutto d’un pezzo. Per noi Lorenzo Amoruso resta quel combattente coli capeli lunghi che faceva esplodere Ibrox Stadium con le sue bombe dalla distanza.

 

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