Max Biaggi: 50 anni a tutto gas e quelle vittorie ad Assen...

Max Biaggi: 50 anni a tutto gas e quelle vittorie ad Assen...

L’ex pilota, quattro volte campione del mondo nella 250 e due in Superbike, festeggia un grande traguardo. E i ricordi vanno al GP d’Olanda

Cosimo Santoro/Edipress

26 giugno

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C’era un bambino che sognava di fare il calciatore. Aveva 7 anni e giocava nel Trionfal-Doria, la squadra del quartiere Prati, a Roma. Era già un ragazzo quando in una domenica d’estate a Vallelunga, un suo amico, Daniele, lo invita a fare un giro sulla sua moto. È amore a prima vista. Il giovane, che di nome fa Massimiliano e di cognome Biaggi, non se ne separerà più. Il calcio ormai è solo un vecchio ricordo d’infanzia.

50 anni al Max

Max inizia a gareggiare tardi: è un 18enne nel 1989 e papà Pietro gli fa da meccanico. L’anno dopo, con un meccanico vero, stravince il campionato italiano Sport Production in sella a una Aprilia 125. Sarà la Casa di Noale a farlo debuttare poi nel Motomondiale nella classe 250. Per quel ragazzo, che oggi compie 50 anni, è l’inizio di una lunga e bellissima avventura che lo porterà a vincere quattro Mondiali consecutivi in 250 e poi due in Superbike, una volta lasciato il Motomondiale. Oltre a dare vita a duelli appassionanti, gomito a gomito, con tanti altri campioni delle due ruote, Valentino Rossi su tutti. Un dualismo che ricorda quello di Coppi-Bartali nel ciclismo e che ha diviso, come allora, l’Italia dello sport.

I trionfi di Biaggi ad Assen

Sul circuito olandese, il più tecnico del Mondiale, tanto da essere considerato l’università della moto, almeno fino al 2006 quando poi il tracciato è stato modificato, Biaggi ha trionfato 3 volte in carriera. La prima arriva in una stagione molto importante per lui e l’Aprilia: è il 1994, l’anno del primo di quattro Mondiali vinti nella classe 250: tre con la Casa di Noale e uno con la Honda. Si corre di sabato, come da tradizione ad Assen (fino al 2015 è stato così) ed è la vigilia del compleanno di Max che decide di farsi un bel regalo: approfitta delle cadute di Loris Capirossi e del compianto Doriano Romboni e vince in solitaria allungando così in vetta al Mondiale che vincerà. L’anno dopo, il Corsaro si concede il bis: il suo acerrimo rivale, il giapponese Tetsuya Harada, deve rinunciare alla gara a seguito della brutta caduta del giorno prima. Max fa subito il vuoto e domina il Gran Premio d’Olanda portandosi a +25 sul suo diretto concorrente per il titolo.
Nel 2001, anno del suo terzo e ultimo trionfo ad Assen, è cambiato tanto: il pilota romano è già alla sua quarta stagione nella classe regina, la 500, e si ritrova a duellare con un altro grande talento italiano, Valentino Rossi che, al suo secondo anno nella categoria, punta deciso al titolo. Il Corsaro e il Dottore danno vita a un avvincente corpo a corpo a partire dal 12° giro: sorpassi e controsorpassi fino a quando non arriva la pioggia a interrompere uno spettacolo del quale era impossibile prevedere il finale. Alla 16ma tornata la gara viene sospesa e per la classifica si tiene conto dell’ordine di arrivo al traguardo del giro precedente che recita così: primo Biaggi, secondo Rossi, terzo Capirossi. Ancora un podio tutto italiano, come due settimane prima in Catalogna: sempre loro tre davanti a tutti. Il Mondiale poi lo vincerà Valentino, il primo di 7 nella classe regina. Per Max la vittoria di Assen stavolta non coinciderà con quella del titolo, ma il suo sogno questo ragazzo cresciuto in uno dei quartieri bene di Roma lo ha già realizzato.

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