Mazzola, Maldini e Chiesa: quando l’azzurro è un affare di famiglia

Mazzola, Maldini e Chiesa: quando l’azzurro è un affare di famiglia

Una storia di padre in figlio: sono tre i giocatori che hanno indossato la maglia della Nazionale come il proprio genitore

Paolo Colantoni/Redazione Edipress

25 giugno

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Di padre in figlio. Un motto, uno slogan, che racchiude romanticismo, passione e voglia di continuare a lasciare il segno, nel nome della continuità famigliare. Nel calcio internazionale capita spesso di imbattersi con delle vere e proprie dinastie. Figli capaci di seguire le orme paterne e giocare con la maglia della Nazionale dopo i papà. Dagli Schmeichel, capaci di difendere i pali della porta danese a distanza di decenni, ai Larsson, fino a Rafinha, figlio di Mazinho o a André e Jordan Ayew, figli di Abedì Pelè. L'Italia è rappresentata dalle famiglie Mazzola, Maldini e Chiesa. 

Da Valentino a Sandro, l’epopea dei Mazzola

Il primo caso di “successione calcistica” è rappresentato da Sandro Mazzola, capace di esordire in azzurro dopo papà Valentino. Quest'ultimo, rimasto ucciso dallo schianto di Superga, è riuscito a collezionare solo dodici gettoni con la maglia della Nazionale. Sandro ha fatto decisamente meglio. È sceso in campo in ben 72 partite con l'Italia e ha portato a casa l'Europeo del 1968. L'unico vinto dalla nostra Nazionale. In quel torneo scese in campo sia nella semifinale di Napoli contro l'Urss (vinta grazie alla monetina dopo il pareggio nei tempi regolamentari), sia nella finalissima contro la Jugoslavia. Sandro ha giocato anche i mondiali del 1970, dando vita alla storica rivalità con Rivera.

Maldini, l’allievo che supera il maestro

Diverso il percorso dei Maldini. Quattordici presenze (da calciatore, più la lunga avventura da tecnico dell'Under 21 e della Nazionale A) per Cesare, 126 per Paolo. Due esperienze diverse, un unico, grande rammarico: non essere riusciti a portare a casa un successo. Paolo ha sfiorato i Mondiali nel 1994 e gli Europei nel 2000 (perdendo in finale), Cesare ha vinto titoli con l'Under 21, ma da giocatore e allenatore della prima squadra è rimasto a secco.

Enrico e Federico, i Chiesa in Nazionale

La dinastia famigliare azzurra è tornata ad arricchirsi di un nuovo capitolo, grazie alla promozione di Federico Chiesa, che ha esordito in Nazionale il 23 marzo 2018, diciassette anni dopo l'ultima apparizione con l'Italia di papà Enrico. L'ex attaccante di Sampdoria, Parma, Lazio e Fiorentina, ha giocato 17 partite con la maglia dell'Italia, segnando sette reti. Ha partecipato agli Europei inglesi del 1996 (segnando un gol alla Repubblica Ceca) e ai Mondiali francesi del 1998. Il suo ultimo gol è stato segnato contro il Galles nella sfida giocata a Bologna il 5 giugno 1999. Federico ha già superato papà Enrico per numero di presenze: 27, collezionando (fino ad oggi) una sola rete: contro l'Armenia nel 9-1 di Palermo del 18 novembre 2019. È pronto a scrivere altre importanti pagine di storia, sperando che la sua famiglia riesca a battere, nel duello a distanza, i Maldini e portare in bacheca almeno un trofeo.

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