Il cuoio

Henri Delaunay, l'inventore dell'Europeo

L'ex arbitro francese fu il primo a partorire l'idea di una competizione continentale, il trofeo porta il suo nome ancora oggi

L’inventore dell’Europeo non è mai riuscito a vedere la sua creatura. Strana sorte quella di Henri Delaunay, papà della manifestazione nata completamente diversa da come la conosciamo oggi, allargata a 32 squadre e addirittura itinerante nella sua fase finale. 

Una vita con il fischietto e la giacca nera

Se Jules Rimet ha “inventato” i Mondiali da presidente della Fifa, il suo amico e collaboratore Delaunay è stato colui che per primo ha avuto l’intuizione, nel 1927, di creare una competizione simile ma limitata al Vecchio Continente. Entrambi francesi, Henri era stato anche calciatore e addirittura arbitro. Fino a quando, durante una partita, una pallonata in faccia gli aveva provocato la rottura di due denti. Fine della carriera da fischietto e inizio di quella, trionfale, da dirigente.

Il figlio Pierre e la realizzazione del sogno

Delaunay per decenni interi lima la sua idea, controllando quante federazioni abbiano voglia di aderire. Non molte in realtà, visto che già allora c’è il problema dei calendari troppo intasati. La morte nel 1955 di Delaunay, diventato nel frattempo primo Segretario Generale della Fifa, sembra dover bloccare tutto, ma ci pensa il figlio Pierre a mandare avanti il progetto del padre. Ne perfeziona il formato adottato poi nelle prime cinque edizioni, con solo le semifinali e la finale da disputare in un unico luogo. Nella prima e nella seconda edizione le squadre si sfidano in partite di andata e ritorno, poi dal 1968 debuttano i gironi di qualificazione ai quarti di finale, prima dell’ultima fase, in quel caso in Italia. Formula replicata anche nel 1972 e nel 1976 fino alla rivoluzione del 1980. Ma sempre e comunque con quel nome, Henri Delaunay, incastonato nella coppa che si assegna al vincitore dell’Europeo.