Il cuoio

Orlando e quel poker alla Turchia nel giorno dell'esordio in Nazionale

Il 2 dicembre del 1962, convocato per la prima volta dal ct Edmondo Fabbri, debuttò in azzurro a Bologna segnando ben quattro reti ai turchi

Una carriera più che decorosa in Serie A, costellata da maglie importanti e da un numero di reti complessivamente al di sopra della media sindacale, tenuto conto del fatto che, pur essendo definibile come centravanti, ha spesso e volentieri agito da ala destra, anche per non perdere il posto. Alberto Orlando, classe 1938, nato a Roma e dalla Roma svezzato, fino all’esordio in Serie A. Per lui un cammino in maglia giallorossa durato la bellezza di 177 partite, con la punteggiatura di 43 reti e la vittoria di due trofei storici nella storia e nella bacheca romanista: la Coppa delle Fiere del 1961 e la prima delle nove Coppa Italia vinte dalla società capitolina, quella del 1964. Dopo quella stagione, un anno a Firenze, uno a Torino in maglia granata, poi l’approdo al Napoli dal 1966 al ’68: 14 reti in tutto duettando ora con Sivori, ora con Altafini. 

Un esordio da sogno contro la Turchia

Se dici Turchia, un soffio di vento levantino spalanca l’album dei ricordi di Orlando, sia con la maglia giallorossa che, soprattutto, con quella azzurra della nazionale italiana. Una memoria da record che va a braccetto col paradosso, a pensarci bene, perché le sue presenze con la selezione maggiore, cinque in tutto, sono indicative di un passaggio fugace, di un utilizzo episodico. Al tempo stesso, però, dici Orlando con l’Italia e si materializza un record difficilmente battibile, nella sintesi tra numeri ed esordio: il 2 dicembre del 1962, convocato per la prima volta dal ct Edmondo Fabbri, giocò a Bologna contro la Turchia in una gara di qualificazione al Campionato europeo del 1964. Questi gli azzurri titolari in quel freddo pomeriggio bolognese: Negri, Maldini, Robotti, Tumburus, Janich, Fogli, Orlando, Bulgarelli, Sormani, Rivera, Pascutti. In quell’occasione Orlando fu partecipe per due terzi del rotondissimo risultato finale: 6–0 in favore degli azzurri. Quattro di quelle reti furono siglate da lui: in dettaglio la seconda, la terza, la quarta e la sesta; portò a casa il pallone e, comprensibilmente, la convinzione che la sua storia in azzurro sarebbe stata caratterizzata da molte più presenze, da chissà quante occasioni. Così non fu, ma bisogna ricordarsi di quale straordinaria generazione del calcio italiano fu contemporaneo, pur se quelli sono anche gli anni della Caporetto del ’66 contro la Corea del Nord, così come, però, dell’unico trionfo all’Europeo due anni dopo e dell’indimenticabile mondiale messicano del 1970. 

Quel gol in Coppa delle Fiere 1962-63

Ma il suo score contro i turchi, dicevamo, aveva preso l’avvio qualche mese prima, anche se in quell’occasione vestiva la maglia della Roma: il 26 settembre del 1962, un giorno prima del suo ventiquattresimo compleanno, Alberto Orlando mise a segno il primo gol giallorosso contro una squadra turca, nella gara di andata della Coppa delle Fiere, della quale la Lupa era detentrice, contro l’Altay di Smirne.