Messina, quella promozione in Serie A attesa 39 anni

Messina, quella promozione in Serie A attesa 39 anni

Il 5 giugno 2004 il club siciliano allenato da Bortolo Mutti e trascinato dai gol di Arturo Di Napoli battè il Como allo stadio Celeste ritornando nella massima serie

Daniele Drago/Edipress

5 giugno

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Il 5 giugno, a Messina, non è un giorno qualunque. Nel 2004, poi, faceva ancora più caldo del solito. Fu un'estate bellissima per i tifosi bianco-giallorossi. Quella del ritorno in Serie A. Il Messina con i grandi. Era successo una sola volta nella storia del club, nel 1963, quando i ragazzi di Mannocci vinsero la B e salirono nella massima categoria per la prima volta. Trentanove anni dopo, i protagonisti sono diversi, tranne uno, lo stadio Giovanni Celeste, dagli anni '30 casa del Messina dai tornei dilettantistici fino alla Serie B. Un impianto storico per la città siciliana, che proprio il 5 giugno 2004 si congedò dai suoi tifosi nel migliore dei modi, scaldato dalle temperature estive e da una gioia incontenibile.

Messina, inizio campionato travagliato

Nessuno poteva immaginare un epilogo così bello. La squadra, seppur composta da giocatori di qualità, non era pronosticata tra le pretendenti alla promozione. Mister Vincenzo Patania poteva contare su elementi come Storari in porta, la colonna della Nazionale iraniana Rezaei, Aronica - che poi avrebbe giocato nel Napoli -, Arturo Di Napoli, scuola Inter, in attacco. In mezzo al campo, Salvatore "Sasà" Sullo, che qualche anno dopo sarebbe diventato cittadino onorario della città.
Eppure, l'inizio fu complicato. In un campionato di B dove erano presenti formazioni che avevano vinto lo scudetto come Napoli, Fiorentina, Genoa e Cagliari, il Messina raccolse solo 4 punti nelle prime 6 partite. Il pareggio casalingo contro il Cagliari indusse il presidente Franza a esonerare Patania e a chiamare al suo posto Bortolo Mutti.

Con Mutti e Di Napoli parte la rimonta

Il tecnico bergamasco porta un po' di ordine e in qualche modo riesce a stimolare i giocatori. Con lui in panchina, sarà una cavalcata lunga nove mesi. La prima vittoria in campionato all'esordio, il 12 ottobre 2003, in trasferta ad Avellino (0-1), tre giorni dopo la prima al Celeste, 2-0 al Piacenza. Seguiranno altre 19 vittorie. Numero non casuale, perché 19 saranno alla fine i gol del capocannoniere della squadra, Di Napoli. Arrivato proprio nell'estate 2003 dal Palermo, "Re Artù" ha trovato nei bianco-giallorossi la sua isola felice. Se ne andrà via nel 2007, per poi tornare nel 2009-10 e deliziare i tifosi messinesi grazie al suo marchio di fabbrica: il gol.

Messina-Como 3-0: l'apoteosi

A ottobre 2003, Mutti prende la squadra all'ultimo posto in classifica. Il 5 giugno 2004, quando alle ore 20.30 il Messina si presenta in campo, il tecnico sa che battendo il già retrocesso Como la squadra sarebbe aritmeticamente in Serie A.
Al Celeste quella sera non c’è un posto disponibile. Lo stadio è colorato di giallo e rosso. Non si attende che l'inizio della festa.
Ad aprire le danze ci pensa lui, e chi, altrimenti. Al 16' Di Napoli sfrutta una discesa sulla destra di Lavecchia, taglia sul primo palo e con un rasoterra batte il portiere ospite. Dieci minuti dopo si ripete, ed esulta mimando verso la tribuna il gesto di un volante: sta sorridendo verso il presidente Franza, che gli ha promesso un'auto nuova di zecca in caso di promozione.
Nel secondo tempo il sinistro di Parisi (14 gol quell'anno) s'infila sotto l'incrocio dei pali. Non ci sono più dubbi. E quando l'arbitro Collina fischia la fine, una festa attesa 39 anni può esplodere. Il 5 giugno 2004 a Messina faceva più caldo del solito.

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