L'intervista impossibile: Pietro Anastasi

L'intervista impossibile: Pietro Anastasi

Abbiamo immaginato di incontrare un grande bomber degli anni '70: vinse uno storico Europeo con l'Italia, tre scudetti e una Coppa Italia con la Juve 

Paolo Valenti/Edipress

4 giugno 2021

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Il 10 giugno 1968 toccò a lui mettere la parola fine a una disputa che si protraeva con ansia da più di due giorni. Roma, stadio Olimpico, seconda finale della terza edizione del Campionato Europeo: al 31° minuto, raccolta palla al limite dell’area, con un gesto istintivo e, al tempo stesso, risolutivo, Pietro Anastasi alza la sfera, fa perno sul piede d’appoggio e gira in rete un pallone che allontana dal cielo ormai blu e dai pensieri degli italiani le ombre cupe che a lungo erano aleggiate sulle loro aspirazioni di vittoria. La Jugoslavia veniva spazzata via dopo il problematico 1-1 di quarantotto ore prima da un ragazzo del Sud che divenne l’emblema dei flussi migratori che negli anni Sessanta, sull’onda del boom economico, spingevano centinaia di migliaia di lavoratori dalle region

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