Il cuoio

F1, Schumacher e la prima vittoria in Ferrari

© Motorsport Images

Il 2 Giugno 1996 il campione di Kerpen si aggiudica il Gp di Spagna, la prima delle 72 vittorie conseguite con la scuderia di Maranello.

Una vittoria speciale, che ancora oggi viene ricordata con grande affetto dai tifosi del Cavallino sparsi in tutto il mondo. Esattamente 25 anni fa (il 2 Giugno 1996) Michael Schumacher conquistò la sua prima vittoria con la Ferrari facendo suo il Gp di Spagna (corso sul circuito del Montmelò a Barcellona) al termine di una gara interamente disputata sotto un vero e proprio diluvio. In queste condizioni così difficili il campione tedesco dimostrò ancora una volta a tutti il suo immenso talento nella guida sul bagnato, dominando una corsa estremamente complicata che vedrà arrivare al traguardo solamente 6 monoposto (due in più rispetto alla precedente gara di Montecarlo, vinta a sorpresa dalla Ligier di Olivier Panis), e per di più non tutte a pieni giri.

I primi passi di Schumacher in Ferrari

Il 1996 è un anno speciale per Michael Schumacher: dopo aver vinto nelle due stagioni precedenti il Mondiale a bordo della sua Benetton (motorizzata Ford nel 1994, e poi Renault nel 1995), il campione tedesco è infatti approdato in Ferrari, con la scuderia di Maranello fortemente intenzionata a riportare il mondiale in Italia. Il lavoro da fare è tanto (nelle due stagioni precedenti, infatti, la Rossa aveva vinto solamente due volte, nel 1994 in Germania con Gerhard Berger, e l'anno successivo con Jean Alesi in Canada), per cui si sa benissimo che la stagione 1996 alla fine servirà solamente per porre le basi (3 vittorie l'obiettivo stagionale prefissato) per poi a partire dagli anni successivi tentare di vincere il Mondiale.

Un Mondiale, quello targato 1996, che nelle prime sei gare vede il netto dominio della Williams dello storico rivale di Schumi, Damon Hill, in testa alla classifica iridata con 43 punti, seguito dal compagno di squadra, l'esordiente Jacques Villeneuve, a 23 punti. Il campione tedesco della Ferrari è terzo, a soli 16 punti (terzo posto in Brasile e due secondi posti al Nurburgring dietro a Villeneuve, e a Imola dietro a Hill), con un inizio di campionato non semplice nonostante le due ultime due pole consecutive conquistate a Imola e a Montecarlo per via dei tre ritiri fin qui registrati (in Australia per un problema ai freni, in Argentina a causa di un detrito che aveva incrinato l'ala anteriore della F310, a Montecarlo per un incidente nel corso del primo giro).

Dal terzo posto in qualifica sull’asciutto alla vittoria sul bagnato

Un dominio, quello Williams, che si conferma anche nel corso delle qualifiche del GP di Spagna, con le due monoposto di Hill (1'20”650) e Villeneuve (1'21”084) che conquistano agevolmente la prima fila, e con Schumacher in terza posizione staccato quasi di un secondo (1'21”587) con il muletto, che il pilota tedesco aveva preferito per il miglior assetto. Sul fronte gara il risultato sembra già scritto, difficilmente la Ferrari di Schumacher potrebbe impensierire su questa pista la monoposto del team di Grove. L'unica cosa che potrebbe stravolgere le carte potrebbe essere la pioggia, che arriva nella serata di sabato e che cadrà sul circuito nella notte, e poi fino al pomeriggio di domenica 2 Giugno, gara compresa.
I piloti non sono preparati a una condizione di pista bagnata aspettandosi una gara asciutta, per cui approfittano del warm up per prendere confidenza con la nuova situazione venutasi a creare.

Tanta era l'acqua caduta in quelle ore, e lo si capisce chiaramente al via (effettuato in maniera tradizionale e non dietro alla Safety Car, in quanto il circuito del Montmelò presentava dei moderni sistemi di drenaggio dell'acqua) a causa del muro d'acqua alzato dalle monoposto. Grazie comunque alla presenza di alcune telecamere laterali, si riesce a capire come i due rivali storici Damon Hill e Michael Schumacher non siano partiti piuttosto bene (nel caso del tedesco, a tradirlo fu ancora una volta la frizione, punto dolente della F310). In testa alla corsa c'è così Jacques Villeneuve, seguito da Jean Alesi (Benetton), Damon Hill (Williams), Gerhard Berger (Benetton), Rubens Barrichello (Jordan-Peugeot), e dalle due Ferrari di Eddie Irvine e di Michael Schumacher. Subito nei primi giri diversi colpi di scena, con un incidente nelle retrovie che mette subito fuori gioco ben cinque monoposto (la Footwork di Rosset, la McLaren di Couthard, la Ligier di Panis e le Minardi di Fisichella e di Lamy), e poi al secondo giro il ritiro della Ferrari di Irvine per via dell'aquaplaning che lo porta in testacoda, e con Schumi che di li a poco supera Barrichello.

Il campione tedesco della Ferrari man mano comincia a prendere sempre più confidenza con la pista, dimostrando ancora una volta tutta la sua grande sensibilità nella guida sul bagnato, risultando il pilota nettamente più veloce in pista, riuscendo a guadagnare tantissimo nei confronti di chi lo precedeva. Al quarto giro Hill esce fuori pista, e rientra subito dietro Schumi, al quinto giro il campione di Kerpen supera nettamente Berger, guadagnando così la terza posizione. Al nono giro è secondo, superando Jean Alesì dopo un bellissimo duello, al 12° giro raggiunge e supera agevolmente Villeneuve. Da qui in poi la gara sarà come spezzata in due: da una parte il campione tedesco della Ferrari guiderà in netto solitario rifilando costantemente ai propri avversari dai 3 ai 4 secondi al giro; dall'altra la gara dei rimanenti piloti, con Alesi che supererà grazie all'undercut Villeneuve in occasione del pit stop fermandosi al 32° giro, e sfruttando così le gomme nuove (al contrario del canadese, che si fermerà al 36° giro). Da qui a fine gara non ci saranno più grossi stravolgimenti con Schumacher che si aggiudicherà il GP di Spagna (seppur con un motore depotenziato (8-9 cilindri invece dei tradizionali 10) a causa di alcuni problemi emersi nella seconda metà di gara, come da lui confessato in conferenza stampa), seguito da Jean Alesi a più di 45 secondi, da Villeneuve a 48 secondi, dalla Sauber di Frentzen e dalla McLaren di Hakkinen a 1 giro, e dalla Ligier di Diniz a due giri, con gli altri piloti ritiratisi nel corso della gara.

Dopo quel primo emozionante successo, il 1996 di Schumacher in Ferrari vedrà altre due splendide vittorie in Belgio sul circuito di Spa-Francorschamps, e a Monza davanti al popolo del Cavallino. Tutto in preparazione del 1997, che lo vedrà lottare fino all'ultima gara per il titolo mondiale (vinto poi dalla Williams di Villeneuve), come anche nel 1998, quando a battere il campione di Kerpen sarà la McLaren-Mercedes di Mika Hakkinen. Solamente nel 2000 Michael riuscirà a portare la Ferrari sul tetto più alto, conquistando il primo di cinque mondiali piloti consecutivi fino al 2004.