Giampiero Galeazzi: Bisteccone compie 75 anni

Giampiero Galeazzi: Bisteccone compie 75 anni

Canottiere di successo, ha poi raccontato agli italiani quasi 40 anni di imprese sportive. Competente e divertente, il suo giornalismo è stato apprezzato da tutti

Jacopo Pascone/Edipress

18 maggio 2021

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Un uomo nato con lo sport nel sangue, figlio d’arte, canottiere e giornalista sportivo apprezzato da tutti. Giampiero Galeazzi ha segnato un’epoca impossibile da rivivere.

Nato a Roma il 18 maggio 1946, si è laureato in Economia e ha intrapreso la carriera sportiva del papà, che era arrivato a trionfare negli Europei nel “due senza” del 1932. Da canottiere - è stato allenato anche dal padre stesso -, nel 1967 vinse il campionato italiano nel singolo, mentre nel doppio, in coppia con Giuliano Spungardi, si aggiudicò quello del 1968. Nello stesso anno sfiorò la qualificazione alle Olimpiadi di Città del Messico, un episodio che ha ricordato con amarezza in un’intervista del 2020 a Ubitennis: “La qualificazione non solo era meritata, ma era praticamente cosa fatta. Solo che il canottaggio allora era considerato uno sport figlio di un Dio minore. Partirono ben 171 atleti e noi del canottaggio pagammo per tutti perché furono esclusi quelli dell’otto, del doppio e del 4 con”.

Parallelamente alla sua carriera sportiva, ha intrapreso quella di giornalista, ritrovandosi a commentare il canottaggio già nella successiva edizione dei Giochi. Da lì, una vita col microfono in mano: dapprima in radio, ma poi soprattutto in televisione. Sul piccolo schermo ha saputo dare il meglio di sé, mescolando alla perfezione la sua professionalità con il suo carattere da palcoscenico, divertente e autoironico. È andato sempre fiero del suo soprannome “Bisteccone”, affibbiatogli da Gilberto Evangelisti all’inizio della sua esperienza in Rai. Ha commentato per 30 anni il tennis, iniziando al fianco di Guido Dotto. Poi ovviamente il canottaggio, che ha raccontato fino alle Olimpiadi del 2004: indimenticabile la sua voce che ha accompagnato l’epica impresa dei fratelli Abbagnale alle Olimpiadi di Seul nel 1988. “Rinviene la Germania, ma la prua è italiana!”. Passione, entusiasmo e voce inconfondibile hanno reso celebre Giampiero Galeazzi. Oltre al tennis e al canottaggio, il suo nome è legato anche al calcio, cominciato a raccontare già a partire dalla fine degli anni ’70, partecipando alla conduzione di Dribbling e de La Domenica Sportiva. La generazione degli anni ’90 è cresciuta con lui, che ha infervorato per sette anni (dal 1992 al 1999) lo studio di “90° minuto”. Indimenticabili i due scudetti del Napoli, per cui Galeazzi fece l’inviato dal San Paolo, passando in entrambi i casi la conduzione delle interviste post-partita direttamente a Diego Armando Maradona, che si dilettava a saltellare da una parte all’altra dello spogliatoio con il microfono in mano. Ricordi indelebili per qualsiasi nostalgico, tra secchiate d’acqua, champagne e commozione. Perle di giornalismo che solo una personalità come quella di Bisteccone poteva permettersi. Proprio dopo la recente morte di Diego è apparso per l’ultima volta in televisione: collegato da casa sua per dimostrare l’affetto e la stima nei confronti dell’argentino, che oltre ad aver avuto la fortuna di commentare, ha anche avuto il privilegio di conoscere e apprezzare a livello umano. I sintomi della grave forma di diabete si sono fatti vedere, ma non è mancata la sua solita grinta. L’ultima apparizione vera e propria in tv risale invece al 13 gennaio 2019, quando ospite a Domenica In, visibilmente commosso, ha fatto piangere mezza Italia con una scenetta epica insieme alla sua amica intima Mara Venier, rivivendo i momenti indimenticabili passati insieme a far ridere gli italiani. Una figura iconica quella di Galeazzi, un uomo con lo sport nel sangue. “Per me il canottaggio è stato tutto. Anche se giornalista e uomo di spettacolo, io rimango dentro canottiere”. “Mi restano gli ultimi 500 metri”. Chissà se oggi Giampiero Galeazzi abbia ben presente di quanto una figura pulita e divertente come la sua manchi al giornalismo e allo sport italiano. Sicuramente questi 75 anni li vivrà in famiglia con i suoi due figli, Susanna e Gianluca, entrambi giornalisti, e insieme alla moglie Laura, magari ricordando con nostalgia il passato e con l’assoluta consapevolezza di non avere assolutamente smesso di remare.

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