Il cuoio

Bryan Robson, uno dei grandi 7 da leggenda del Manchester United

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Tredici stagioni con i Red Devils, dal 1981 al 1994: ha indossato la maglia di Best, Law e oggi sulle spalle di Cavani

C'è sempre stato qualcosa di magico in quella maglia rossa con il numero 7. L’hanno indossata soltanto grandi campioni: George Best, Eric Cantona, David Beckham, Cristiano Ronaldo. E ovviamente Bryan Robson. Centrocampista, anima, capitano, ora ambasciatore del Manchester United nel mondo. Pensi ai Red Devils, e tra i primi nomi che vengono in mente c’è proprio quello di “Robbo”, che per 13 stagioni ha vestito con orgoglio la maglia dello United. Sarebbe stato a suo agio anche nel calcio moderno, gli inglesi lo avrebbero definito un giocatore “box to box”, a tutto campo, con un piede fortissimo - il sinistro - e l’altro altrettanto forte. Un diavolo, che i tifosi del Manchester United soprannominarono Captain Marvel. 

Leggenda del Manchester United

Best, dicevamo: era difficile che un giocatore, pochi anni dopo di lui potesse prendere con quella maglia il suo posto nei cuori dei tifosi dello United. Arrivò nel 1981, dopo aver fatto la storia anche di un altro club, il West Bromwich Albion. Il manager dello United era Atkinson, spinse per averlo a tal punto da spendere un milione e mezzo di sterline. Investimento ampiamente ripagato, sebbene tra Best e Robson – caratteri diversi – ci fosse in comune solo la maglia numero 7. Tre anni dopo il suo arrivo a Manchester, arrivarono anche i gradi di capitano, vista la partenza di Wilkins in direzione Milano. E non era facile, in quel tempo, essere il capitano di una squadra inglese che non fosse il Liverpool: i Reds dominavano in Inghilterra e in Europa, ma Robson rappresentò il suo popolo come se fosse il migliore di tutti. Quello United non vinse il campionato, ma Robbo si portò a casa durante la sua permanenza a Old Trafford quattro edizioni della FA Cup, trofeo che in Inghilterra vale almeno quanto il campionato. Vinse nel 1983, nel 1985, nel 1990 e nel 1994: nel 1985, proprio un suo gol al termine di una splendida azione fu decisivo contro i rivali del Liverpool nel replay della semifinale. E poi due campionati, nel ’93 e nel ’94.

Poca Europa

Se c’è un rimpianto che Robson può avere, è quello di non aver potuto rappresentare lo United nelle coppe europee come avrebbe voluto. La tragedia dell’Heysel portò alla squalifica dei club inglesi dalle competizioni internazionali per diverse stagioni: Robson, però, prima di quella maledetta notte del 1985 aveva già avuto modo di cancellare il Barcellona di Maradona. Coppa delle Coppe 1984, quarti di finale, lo United aveva perso 2-0 all’andata al Camp Nou, ma al ritorno una doppietta di Robbo rovesciò il risultato. Nella prima stagione dopo la fine della squalifica, però, sempre contro il Barcellona arrivò un’altra vittoria, stavolta decisiva per il trionfo finale.