Il cuoio

Quando Giacomino Losi divenne “Core de Roma”

La sfida alla Sampdoria dell'8 gennaio 1961 trasportò definitivamente il ragazzo giunto da Soncino nella leggenda giallorossa

Ci sono partite che vengono tramandate nel tempo, momenti che travalicano il semplice gioco del calcio ed entrano, di diritto, nella leggenda. È ciò che accade alla Roma, e in particolare a Giacomo Losi, per tutti semplicemente Giacomino, che l’8 gennaio 1961, dopo sette anni di militanza in maglia giallorossa, smette di essere semplicemente un ottimo difensore per diventare Core de Roma.

L’uomo da Soncino

Giacomo Losi viene acquistato dalla Cremonese nell’estate del 1954 quando non ha ancora compiuto 19 anni: il ragazzo arriva nella capitale per giocare con i giallorossi che hanno in Alcides Ghiggia, colui che aveva gettato nel dramma il Brasile ai Mondiali del 1950, la loro punta di diamante.

Losi esordisce nel marzo 1955 contro l’Inter e da allora, fino al 1969, diventa simbolo e capitano dei giallorossi. Con la Roma vince due Coppe Italia e la Coppa delle Fiere nel 1961 ma sono le 455 presenze totali, terzo romanista di ogni epoca dopo Francesco Totti e Daniele De Rossi, a farne una leggenda. Durante questi 15 anni, il difensore sigla solo due reti: la seconda il 18 dicembre 1966 a Foggia per il 2-2 finale e la prima l’8 gennaio 1961 contro la Sampdoria. La partita della leggenda.

Senza sostituzioni

Giallorossi e blucerchiati arrivano alla sfida dell’Olimpico in condizioni più o meno simili e con due campioni del mondo del 1938 in Francia seduti in panchina: Alberto Foni per la Roma ed Eraldo Monzeglio per la Sampdoria. Quest’ultimo con la Roma aveva giocato per quattro anni mettendo insieme 101 gettoni.

Nel 1961 le sostituzioni in Italia non sono ancora ammesse e così i padroni di casa, dopo soli 25 minuti, si ritrovano a giocare praticamente in nove: Guarnacci, dopo uno scontro con Lojodice, riporta la distorsione del ginocchio sinistro mentre Losi subisce uno strappo inguinale e si posiziona sul lato sinistro dell’attacco per fare numero. La gara, almeno nel primo tempo, vede la Roma provarci soprattutto con Manfredini e la Sampdoria difendersi con ordine: il risultato di zero a zero, di fatto, accontenta entrambe.

Core de Roma

Non passa un minuto della ripresa che Lojacono porta i giallorossi in vantaggio con una punizione micidiale. Lo stadio esplode ma la gioia dura poco perché, dopo sette minuti, Cucchiaroni riprende una corta respinta di Cudicini e firma il pareggio. La doppia inferiorità numerica si inizia a far sentire in casa Roma e così al 30’ arriva il raddoppio blucerchiato: Lojodice pennella un perfetto cross per la testa di Brighenti che insacca. L’attaccante doriano, che sarà il secondo di Azeglio Vicini a Italia 90, a fine stagione sarà capocannoniere del torneo con 27 reti.

Qui finisce la partita e inizia la leggenda. I giallorossi, spinti dall’Olimpico non ci stanno, e due minuti dopo pareggiano con Manfredini che non lascia scampo a Sattolo. Quando tutti ormai pensano alla divisione della posta, Lojacono batte un calcio d’angolo, Losi, con una gamba sola, salta più in alto di tutti e batte il portiere doriano per il definitivo 3-2. Un colpo di testa da gladiatore, da capitano, da autentico Core de Roma.