Formula 1, presentazione Gp Spagna

La Formula 1 approda a Madrid sul neonato circuito del Madring per il Gp di Spagna, quattordicesima prova del Mondiale 2026
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Formula 1, presentazione Gp Spagna
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 11 settembre 2026, 06:52

Caratteristiche tracciato e gomme Pirelli in Spagna

Il Gp di Spagna a partire da quest’anno viene ospitato dal Madring, il circuito cittadino progettato in prossimità del centro espositivo IFEMA di Madrid. 
Progettato dalla Dromo di Jarno Zaffelli (che già a sua volta aveva realizzato l’ammodernamento del circuito di Zandvoort), il Madring presenta un rettilineo del traguardo lungo 589 metri, mentre sono 202 i metri che separano la linea del traguardo dalle curve 1-2, una chicane lenta sinistra-destra che ricorda non poco le prime due curve del circuito di Gedda in Arabia Saudita e che in gara potrebbe offrire una prima possibilità di sorpasso. Proseguiamo poi con una curva a destra (la 3) denominata Curva de Hortaleza, la quale ci porta nel tratto più urbano della pista sfruttando il lungo rettilineo caratterizzato da Via Ribera de Sena, intermezzato da una leggerissima curva (la 4) da affrontare a piena velocità. Un rettilineo, quello, che parte da curva 3 e arriva a curva 5 che ricorda molto seppur con minor distanza la parte finale del circuito di Baku, in cui le monoposto raggiungono delle velocità piuttosto elevate e che ovviamente facilità le possibilità di sorpasso, da sfruttare tassativamente. Arrivati all’altezza di curva 5, abbiamo una chicane sinistra-destra che ci porta in curva 6 dove entriamo in un primo piccolo tunnel (anche qui sfruttabile per un sorpasso), al termine del quale (curva 7) comincia una salita dell’8% denominata Salida de Las Carcavas (in onore al quartiere che attraversa), al termine della quale abbiamo una curva cieca (la 8) a destra denominata El Bunker, in quanto nei pressi dei forti utilizzati durante la guerra civile spagnola, nella zona di La Mata Espesa. Le curve 9-10-11 ci mostrano una serie di curve veloci, che ci preparano all’ingresso in curva 12, quella che si può considerare come la più emozionante ma al contempo più impegnativa del tracciato: la Monumental, una curva ripida a destra con una forma semicircolare che trae ispirazione dalla curva Luyendyk di Zandvoort e dall'arena per corrida Las Ventas di Madrid, con una pendenza del 24%
Usciti dalla Monumental, i piloti affrontano una curva a sinistra (la 13) piuttosto lenta, la quale da il via a un tratto di pista da affrontare ad alta velocità che si trova nei pressi del centro di allenamento del Real Madrid a Valdebebas e denominato “Las Enlazadas de Valdebebas”, costituito dalla curve 14-15-16 da affrontare in pieno, per poi arrivare, pochissimi metri dopo curva 16, alla curva 17, una curva secca a 90° a destra da affrontare a velocità decisamente più bassa. Superata curva 17, la pista prevede un breve sottopasso diviso in due parti, al termine del quale troviamo la curva 18, chiamata Curva Norte, perché posta dinanzi al Centro Congressi IFEMA Nord, che ospita le hospitality delle varie squadre. Dopo una curva a destra (la 19) da affrontare a medio-alta velocità, il circuito prevede un’ultima parte piuttosto tortuosa (che ricorda molto l’ultima parte della pista di Sochi), caratterizzata dalle curve 20 e 21, che porta i piloti verso l’ultima curva, la 22, che immette le monoposto verso il rettilineo del traguardo.
Considerando le caratteristiche della pista, è consigliabile utilizzare un carico aerodinamico medio-alto. 57 i giri previsti al Madring (con il circuito lungo 5.416 Km) per una distanza totale di gara pari a 308.524 Km.

Due i punti in cui sarà possibile utilizzare l’aerodinamica attiva, e in particolare la Straight Mode: tra curva 3 e curva 4, e tra curva 22 e curva 1 sfruttando il rettilineo del traguardo.  Fissato poco prima di curva 22 l’Overtake Detection entro il quale il pilota che segue dovrà rimanere sotto il secondo, e una volta superata la suddetta curva l’Overtake Activation.

La Federazione ha inoltre comunicato quanto i piloti potranno ricaricare la batteria della power unit nelle varie sessioni.
Nelle tre sessioni di prove libere, così come nei giri di schieramento in griglia per la gara domenicale fino a 9 MJ ogni giro. In qualifica, invece, i piloti potranno ricaricare fino a 7.5 MJ ogni giro. 
Nella gara domenicale vera e propria i piloti potranno ricaricare la batteria ogni giro fino a 8.5 MJ, salvo che non si trovino ad utilizzare la modalità Overtake (Sorpasso), e in quel caso potranno arrivare a caricare la batteria in quel dato giro fino a 9 MJ.  

© Pirelli

Per quanto riguarda le gomme, Pirelli ha deciso di portare al Madring le mescole C2, C3 e C4: ogni pilota avrà a disposizione 8 set di gomme morbide C4, 3 set di gomme medie C3 e 2 set di gomme dure C2.

© Pirelli

Il Gp di Spagna vedrà per l’ottava volta in ambito stagionale l’utilizzo degli speciali Podium Cap realizzati da Denis Dekovic, che in quanto caso si presentano con una colorazione bianca, e in cui si possono apprezzare sotto la visiera bianca le sette stelle dell’Orsa maggiore, uno dei simboli più riconoscibili della celebre capitale spagnola. 

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