F1 Miami: vince Antonelli, harakiri Leclerc

Il giovane pilota bolognese della Mercedes conquista il Gp di Miami precedendo le McLaren di Norris e di Piastri. Ferrari: Hamilton sesto, Leclerc ottavo e penalizzato
F1 Miami: vince Antonelli, harakiri Leclerc
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Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 5 maggio 2026, 11:33

Mercedes: la vittoria di Antonelli e il quarto posto di Russell 

Il primo pilota nella storia della Formula 1 ad ottenere le prime tre vittorie in carriera consecutivamente, e in particolare partendo dalla pole position. Andrea Kimi Antonelli non solo conquista il Gp di Miami, ma sopratutto dimostra una volta di più tutto il suo talento, in una giornata d’oro per lo sport italiano che ha visto anche la vittoria di Jannik Sinner nel Master 1000 di Madrid contro il tedesco Alexander Zverev, così come il successo di Nicolò Bulega in sella alla Ducati nel Gp d’Ungheria svoltosi sul circuito del Balaton Park e valido per la Superbike. 

Al via Antonelli trova un buono scatto, ma al momento di affrontare curva 1 arriva con le gomme ormai raffreddate, e (al pari di Verstappen) a compiere un bloccaggio andando lungo, con Leclerc abile ad anticipare la frenata e a prendere la testa della corsa. Antonelli con la sua Mercedes ha chiaramente più passo della Ferrari del pilota monegasco non tanto in curva, quanto sopratutto in rettilineo, potendo contare sul maggior numero di cavalli erogati dalla sua power unit, e così nel corso del quarto giro sfruttando in rettilineo tutta la scia riesce all’ingresso di curva 17 a superare Charles e a prendere la testa della gara. Leclerc, però, non ci sta e così nel giro successivo sfruttando nel secondo settore tra curva 9 e 10 la modalità Overtake riesce a controsorpassare il pilota bolognese e a riprendersi la testa della corsa. Della lotta tra i due se ne approfitta la McLaren di Lando Norris, che supera Antonelli salendo in seconda posizione all’inizio del sesto giro, in un momento piuttosto caotico della gara che vede Hadjar (Red Bull) colpire con la gomma il muro nella chicane compresa tra curva 14 e curva 15  danneggiando così la sospensione e mettendo così fine alla sua gara dopo un ulteriore tocco al muretto posto in curva 16, e al contempo Gasly decollare (dopo essere stato toccato dalla Racing Bulls di Lawson) andando poi dopo un 360° ad impattare contro il muro, senza fortunatamente farsi nulla. Necessario l’ingresso in pista della Safety Car, per rimuovere e mettere in sicurezza sia la Red Bull che l’Alpine incidentate. 

Alla ripartenza (12°Giro) Leclerc è abile a trovare un buono scatto e a mantenere la testa della corsa, ma nulla può nel corso del 13°giro dinanzi all’attacco di Norris in curva 11, che prende così la testa della corsa, così come nei confronti di Antonelli, che come in precedenza sfrutta il rettilineo tra curva 16 e curva 17, e sale così in seconda posizione.

Se in un primo frangente Norris sembra scappare via nei confronti del pilota bolognese della Mercedes, portando il vantaggio a circa 3 secondi nel corso del 20°giro, man mano Antonelli comincia a ridurre il distacco nei confronti della McLaren del campione del mondo inglese, portandolo a poco meno di due secondi nel corso del 24°giro. 
Al termine del 26°giro Antonelli si ferma ai box per effettuare quella che sarà l’unica sosta ai box passando dalle gomme medie alle gomme dure, rientrando in quinta posizione, mentre Norris in testa prosegue e Piastri (approfittando del pit stop del pilota bolognese della Mercedes) sale in seconda posizione. Al termine del 27°giro è Norris ad effettuare la sosta rientrando in terza posizione subito davanti ad Antonelli, il quale approfittando delle gomme appena mandate in temperatura riesce a superare il pilota inglese della McLaren.

Un sorpasso, questo, che gli consente di riprendere la testa virtuale della gara, considerato che Piastri deve ancora effettuare la sosta (cosa che avverrà al termine del 28°giro), e che Verstappen ha più giri sulle gomme dure, con Antonelli che alla fine riuscirà a superare in curva 11 l’amico-rivale della Red Bull nel corso del 29°giro prendendosi di fatto la testa reale della corsa, imitato da Norris che supererà Verstappen tra curva 17 e curva 18. 

È in questo frangente che emerge la grande maturità e la costanza di guida di Antonelli, cosa che gli permetterà di aggiudicarsi la tappa di Miami: con una monoposto identica a quelle della precedenti tre gare di campionato e senza particolari aggiornamenti, il pilota bolognese riesce a gestire molto bene la pressione esercitata su di lui da Norris, ma sopratutto grazie alla pulizia di guida riesce a contenere il surriscaldamento delle gomme, che a un certo punto della gara comincia ad emergere intorno al 38°-39°giro favorendo un riavvicinamento del pilota della McLaren.

Antonelli riesce a mantenere il vantaggio nei confronti di Norris tra 1”6 e 1”8 fino al 50°giro, salvo poi cominciare a guadagnare progressivamente sul campione del mondo, andando a vincere il Gp di Miami con 3”264 di vantaggio nei confronti della McLaren del pilota inglese, e dedicando la vittoria ad Alex Zanardi. 

Se Antonelli conquista il Gp di Miami al termine di una corsa assolutamente positiva e riuscendo a gestire molto bene il surriscaldamento delle gomme sulla sua Mercedes W17, non altrettanto è successo a George Russell, che ha chiuso la gara in quarta posizione (anche approfittando dei problemi occorsi all’ultimo giro alla Ferrari di Charles Leclerc), staccato di ben 43 secondi dal compagno di squadra al termine di una corsa a dir poco anonima caratterizzata da uno scarso feeling con la vettura, continue correzioni al volante, e in cui ha sofferto (non poco) il surriscaldamento delle gomme della sua monoposto in una pista che (come ammesso più volte nell’arco del weekend) non è tra le sue preferite. Non è un caso se al termine della gara il pilota inglese abbia espresso quasi soddisfazione per la conclusione del weekend, non vedendo l’ora di tornare a correre su circuiti più tradizionali e che quello di Miami è stato da parte sua un weekend piuttosto frustrante, non nascondendo che negli ultimi dieci giri abbia potuto migliorare le proprie prestazioni provando i settaggi utilizzati dal compagno di squadra Antonelli, a dimostrazione di come Russell si sia trovato profondamente a disagio sul Miami International Autodrome. 

Una Mercedes, dunque, che lascia Miami con la consapevolezza di poter contare su un talento del calibro di Andrea Kimi Antonelli (maturato molto rispetto alla passata stagione) e di disporre comunque di un ottimo pacchetto monoposto-power unit che gli consente di poter lottare con gli altri anche senza avere alcun tipo di aggiornamenti, e che a questo punto non vede l’ora nella prossima gara di campionato in Canada di poter presentare le sue novità tecniche, che sulla carta dovrebbero permetterle di ritrovare quella netta superiorità che aveva caratterizzato le prime tre gare di campionato in Australia, Cina e Giappone. 

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