Antonelli e la cinquantesima pole di un pilota italiano in Formula 1

Il 19enne pilota bolognese conquista in Giappone la sua seconda pole consecutiva, precedendo il compagno di squadra Russell e la McLaren di Piastri. Ferrari: Leclerc quarto, Hamilton sesto. Verstappen eliminato in Q2
Antonelli e la cinquantesima pole di un pilota italiano in Formula 1
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 28 marzo 2026, 17:16

Un pilota in evidente ascesa. Dopo aver conquistato in Cina la sua prima pole position nonché la prima vittoria in Formula 1, Andrea Kimi Antonelli concede subito il bis in Giappone, ottenendo sul circuito di Suzuka al volante della Mercedes W17 la sua seconda pole in carriera nella massima serie motoristica con il tempo di 1’28”778, precedendo di 298 millesimi il compagno di squadra George Russell (1’29”076) e di 354 millesimi la McLaren di Oscar Piastri (1’29”132). Il tutto al termine di una qualifica che ha ribadito una volta di più la netta supremazia della Mercedes (e della sua power unit), e con la McLaren che almeno sul giro secco sembra aver fatto un deciso passo avanti nella comprensione e nell’utilizzo della power unit tedesca. 

Su un circuito tecnico come quello di Suzuka (destinato ad esaltare i punti di forza della power unit così come del telaio Mercedes) a conquistare la pole position è dunque Andrea Kimi Antonelli: se nella prima sessione di prove libere del venerdì era stato Russell ad avere la meglio per soli 26 millesimi sul più giovane compagno di squadra, fin dalla FP2 (per poi proseguire nella FP3 e nelle qualifiche odierne) è stato il 19enne pilota bolognese a prevalere sul più esperto pilota inglese, grazie anche a uno stile di guida che ha portato Antonelli a fare la differenza e a ridurre man mano le difficoltà emerse nelle prime sessioni di libere. 

Andando ad esaminare con molta attenzione il giro lanciato che ha consentito ad Antonelli di ottenere la sua seconda pole position consecutiva in Formula 1, possiamo già notare che rispetto alle libere il 19enne pilota bolognese tende ad anticipare l’angolo di sterzata prima di affrontare curva 2, il che gli permette di avere una maggiore velocità in ingresso, potendo anche contare su un retrotreno molto più stabile, e di ottimizzare così la performance del primo settore (caratterizzato tra le altre cose anche dallo snake compreso tra le curve 3,4,5 e 6). Spostandoci nel secondo settore (che ha visto emergere la netta superiorità delle Mercedes tra potenza e ricarica della batteria rispetto alle altre monoposto), Antonelli è abile a fare la differenza al momento di affrontare la Spoon Curve, con particolare riferimento alla curva 14, dove riesce ad andare su con l’acceleratore piuttosto rapidamente, denotando peraltro un migliore bilanciamento rispetto alla monoposto gemella di Russell. 
Nell’ultimo settore, poi, al momento di affrontare l’ultima chicane (la Triangle Chicane, attualmente denominata Casio Triangle), Antonelli riesce a sfruttare al massimo il cordolo di destra e ad appoggiarsi poi molto bene su quello di sinistra, il che gli permette di trovare la giusta direzionalità per affrontare il rettilineo del traguardo a ottenere così la sua seconda pole position in carriera con quasi tre decimi sul compagno di squadra. 

Sotto il profilo delle statistiche, bisogna registrare che quella odierna ottenuta da Andrea Kimi Antonelli è la cinquantesima pole position conquistata da un pilota italiano in Formula 1, mentre erano ben 35 anni che un pilota italiano non otteneva ben due pole consecutive: l’ultima volta era stato nel 1991 Riccardo Patrese, che al volante della Williams-Renault fece sue addirittura tre pole consecutive in Canada, Messico e Francia. 

Tornando alla qualifica odierna, differente è stato lo stato d’animo dei due piloti Mercedes, intervistati da Mara Sangiorgio (Sky). Antonelli ha spiegato che questa pole è più bella rispetto a quella ottenuta in Cina, in quanto si è sentito molto bene in macchina, e che rispetto alle libere inizialmente ha sofferto un po' più con la macchina per via della differente direzione del vento. Una volta adattatosi alla situazione, è riuscito a fare una buona sessione, arrivando a compiere un buon giro in Q3, mentre nell’ultimo run il giro era partito anche bene, ma poi in curva 11 ha compiuto un bloccaggio dopo essere arrivato molto lungo. Se da una parte Kimi è un po' deluso perché avrebbe potuto migliorare la prestazione cronometrica, dall’altra è comunque contento del risultato, con la pole odierna arrivata dopo un continuo miglioramento arrivato sessione dopo sessione. Il fatto di aver fatto anche nella precedente gara di campionato in  Cina un weekend pulito senza errori particolarmente significativi (gara Sprint a parte) lo ha aiutato molto ad ottenere il risultato finale nella gara domenicale. C’è ancora da migliorare, ma il giovane pilota bolognese è sicuro di essere sulla strada giusta. Guardando alla gara di domenica, Antonelli non nasconde di avere una consapevolezza diversa rispetto alla Cina, sicuramente avrà molte farfalle nello stomaco, però al contempo si troverà nella migliore posizione possibile da cui partire, motivo per il quale cercherà di fare una partenza pulita senza strafare, con l’auspicio di essere primo in curva 1 e di poter poi fare un buon passo. 

Più telegrafico George Russell, il quale ha spiegato che sulla sua macchina sono state cambiate alcune cose piuttosto piccole, perché aveva avuto la sensazione che qualcosa si fosse rotto. Il pilota inglese non sa cosa possa essere successo, ma di fatto ha dovuto adeguare molto il suo stile di guida per compensare questo problema, con la sua monoposto che tendeva a scivolare al momento di entrare in curva, con in particolare l’ultima curva assai complicata da affrontare, e in cui lo stesso George ammette ha quasi rischiato di girarsi. Russell non nasconde il proprio dispiacere in quanto prima di questo inconveniente si stava trovando molto bene, ma poi le qualifiche sono state sotto questo aspetto un disastro. 

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