F1 Australia: doppietta Mercedes, Leclerc terzo

George Russell fa suo il Gp d’Australia precedendo il compagno di squadra Antonelli, e le due Ferrari di Leclerc e di Hamilton. Quinto Norris davanti a Verstappen
 
F1 Australia: doppietta Mercedes, Leclerc terzo
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 9 marzo 2026, 12:04

Mercedes, Ferrari e il duello di Melbourne

Una vittoria che se da una parte sancisce la decisa forza della Mercedes, dall’altra, però, si è rivelata decisamente più complicata del solito. Il team tedesco fa suo (come da previsioni) il Gp d’Australia, con George Russell (al suo sesto successo in Formula 1) che ha preceduto di 2”974 la monoposto gemella di Andrea Kimi Antonelli, ma sopratutto nella prima metà di gara la squadra guidata da Toto Wolff ha dovuto lottare duramente con la Ferrari, che a sua volta conferma le indicazioni intravviste nel corso dei test precampionato, ribadendo al momento di essere la seconda forza, staccata di circa tre-quattro decimi dalla Mercedes stessa. 

Uno dei più grandi timori della Mercedes è che al via la Ferrari (grazie alla turbina più piccola) potesse facilmente prendere la testa della corsa. Ed è quello che puntualmente avviene, con Leclerc (partito dalla quarta posizione) che allo spegnimento dei semafori riesce a trovare uno scatto tale da poter superare Russell poco prima di curva 1 e prendere la testa della corsa, con Hamilton che nel frattempo sale in quinta posizione. Da rilevare come sia Russell che Antonelli al via fossero con la batteria di fatto scarica: se il pilota inglese riesce comunque a mantenere la seconda posizione, Antonelli precipita al momento di affrontare curva 1 addirittura in settima posizione. 
Già nel corso del primo giro Russell (sfruttando la maggiore potenza in rettilineo dovuta alla turbina più grande), riesce ad avvicinarsi a Leclerc (con Hamilton che nel frattempo supera sia la Red Bull di Hadjar che la Racing Bulls di Lindblad, salendo così in terza posizione), e nel corso della tornata successiva tenta invano il sorpasso all’altezza di curva 9. Mercedes sembra averne un po' di più in questa fase, e così poco prima di curva 11 Russell contrattacca il pilota monegasco, passando in testa.

Il timore (per quanto visto in qualifica) è che il pilota inglese possa acquisire fin da subito un grosso vantaggio, ma non è così: Leclerc, infatti, risupera Russell tornando in testa, mentre alle loro spalle Hamilton si avvicina ai due contendenti. Nella stessa tornata Antonelli supera Norris e sale in sesta posizione, che diventerà poi quinta nel corso del quinto giro, quando il giovane pilota bolognese supera la Racing Bulls di Arvid Lindblad, e poi quarta nel corso del settimo giro, quando Antonelli supererà la Red Bull di Isack Hadjar.
Nel frattempo Russell approfittando di una gestione dell’energia un po' troppo rigorosa (che aveva portato Leclerc quasi a fermarsi) nel corso dell’ottavo giro supera il pilota monegasco della Ferrari in curva 3 tornando in testa, ma Leclerc poco dopo ha a sua volta più batteria di Russell in curva 9, e così sorpassa nuovamente il pilota inglese della Mercedes tornando in testa. 

Neanche il tempo di rifiatare che Russell (sfruttando il rettilineo del traguardo) attacca nuovamente Leclerc all’inizio del nono giro e torna in testa, ma il pilota monegasco a sua volta esce meglio da curva 1 e controsorpassa Russell, tornando in testa. Alle loro spalle Hamilton è pronto ad approfittare di ogni possibile errore dei due pilota dinanzi a lui, mentre Antonelli si riavvicina prontamente al terzetto di testa.

L’undicesimo giro vede i primi quattro piloti (Leclerc, Russell, Hamilton e Antonelli) compresi in 2”9, quando all’improvviso in curva 9 Isack Hadjar è costretto a rallentare improvvisamente e a parcheggiare la sua Red Bull a causa di un problema tecnico alla power unit, con la Direzione Gara che decide di optare per la Virtual Safety Car (VSC). 

Questo è di fatto l’episodio che decide la gara: se la Mercedes nel corso del 13°giro decide di effettuare un doppio pit stop fermando in contemporanea sia Russell che Antonelli approfittando dei tempi ridotti della sosta effettuata in condizioni di VSC (10 secondi contro i 18 secondi previsti tradizionalmente dal pit-stop), la Ferrari decide di proseguire, con Hamilton che via radio si lamenterà un po' con il muretto per questa scelta, sostenendo che almeno uno dei due doveva fermarsi, in modo tale da marcare almeno con una monoposto la strategia Mercedes. 

La classifica al momento della ripartenza (14°giro) vede in testa le due Ferrari di Leclerc e di Hamilton davanti a Russell (terzo), Lindblad (quarto) e Antonelli (quinto), ma appare ben chiaro a tutti come Russell (una volta che Leclerc e Hamilton si fermeranno ai box) sia destinato a prendere la testa della corsa, in un frangente che vede Antonelli risalire in quarta posizione grazie al sorpasso effettuato nei confronti di Lindblad. 

Nel corso del 19°giro la Cadillac di Valtteri Bottas si ferma all’ingresso della pitlane. Gara finita per il pilota finlandese, ma sopratutto nuova VSC. La Ferrari sarebbe pronta a sfruttare l’occasione facendo fermare entrambi i piloti per la sosta, ma la Direzione Gara decide di chiudere la pitlane alla luce della posizione della monoposto di Bottas. 
Con la mancata effettuazione del pitstop ad opera della Ferrari, appare chiaro come al momento della sosta Leclerc sia destinato a rientrare alle spalle non solo di Russell, ma anche di Antonelli.  Cosa che avviene puntualmente nel corso del 26°giro, quando Leclerc si ferma ai box per effettuare la sua unica sosta e montare un set di gomme dure, tornando così in quarta posizione

Hamilton passa così in testa davanti alle Mercedes di Russell e (più staccato) Antonelli, ma Lewis ornai è a gomme finite, e nulla può contro l’attacco in curva 9 del suo ex compagno di squadra, che nel corso del 28°giro prende la testa della corsa

Da questo momento la gara cambia completamente registro, non regalando più particolari emozioni. Russell, infatti giro dopo giro aumenterà progressivamente il proprio ritmo (salvo nel finale accusare del graining sulle proprie gomme dure), e andrà a conquistare il Gp d’Australia con 2”974 di vantaggio sulla W17 gemella di Antonelli, e con 15”519 di vantaggio sulla Ferrari di Leclerc, che con gomme dure più fresche di 13 giri rispetto alle Mercedes non solamente non riuscirà minimamente ad avvicinarsi alla monoposto di Antonelli, ma addirittura con il passare delle tornate comincerà ad accusare un noioso graining che lo porterò a girare più lento di Hamilton, che non a caso chiuderà la gara staccato solamente di 625 millesimi dal compagno di squadra monegasco. 

Andando ad analizzare con attenzione la gara, appare evidente come (aldilà della prima fase di gara piuttosto combattuta) la Mercedes ribadisca la sua superiorità tecnica. Se in partenza il team tedesco paga il fatto di avere non solo una turbina più grande ma anche poca carica dalla batteria, una volta passato in testa dopo il sorpasso nei confronti di Hamilton (28°giro) Russell è abile ad infliggere subito il suo ritmo, riuscendo a gestire le gomme dure e a limitarne il graining (approfittando anche della VSC chiamata per una trentina di secondi dalla Direzione Gara nel corso del 34°giro per rimuovere il pezzo di carbonio perso dalla Cadillac di Sergio Perez).

Un aspetto, questo, visibile ancora di più sulla monoposto di Antonelli, abile a gestire molto bene il degrado delle gomme sulla W17 così come a ricostruire la sua gara (dopo i problemi in partenza che lo avevano fatto retrocedere in curva 1 fino al settimo posto) riuscendo a risalire (grazie anche all’aiuto della strategia in occasione della sosta anticipata) fino al secondo posto finale.  

Se la Mercedes si conferma in questa prima fase di campionato come la squadra di riferimento, la Ferrari ribadisce in gara di essere la seconda forza, subito alle spalle del team tedesco. Se le qualifiche l’avevano vista pagare un distacco nei confronti di Russell di oltre otto decimi al termine di una sessione assai pasticciata dagli uomini in Rosso, il Gp d’Australia ha ribadito come il distacco Ferrari nei confronti della Mercedes sia quantificabile in circa tre-quattro decimi, così come evidenziato peraltro dai test precampionato. 
Se al via sia Leclerc (sopra raffigurato) che Hamilton approfittano della turbina più piccola per guadagnare delle posizioni in partenza (nel caso del pilota monegasco addirittura la testa della corsa), è chiaro come la VSC esposta in occasione del ritiro di Hadjar abbia di fatto deciso l’esito del Gp d’Australia. Se la Mercedes in quel frangente ha deciso di effettuare la doppia sosta, la Ferrari ha deciso di non fermarsi. Vero, forse la squadra (come suggerito da Hamilton via radio) avrebbe fatto meglio a differenziare la strategia fermando almeno un pilota, ma la domanda è: anche fermandosi nel corso del 13°giro (al pari di Russell e di Antonelli) la Ferrari sarebbe stata in grado di far suo il Gp d’Australia? La risposta è chiaramente no. 

Se la Mercedes (più con Antonelli che con Russell, a dire il vero) è stata in grado di gestire il graining delle gomme sulla W17, Leclerc pur avendo gomme dure più fresche di 13 giri rispetto al duo Mercedes non solo non è riuscito ad avvicinarsi quantomeno ad Antonelli, ma sopratutto nel corso degli ultimi giri ha cominciato sempre più ad accusare del graining (e di conseguenza un decadimento prestazionale da parte delle gomme), al punto da vedere crescere notevolmente il proprio gap nei confronti di entrambi i piloti Mercedes, e con Hamilton che alle sue spalle ha chiuso staccato di soli 628 millesimi. Ed è proprio dall’eptacampione del mondo inglese che viene la notizia più bella per la Ferrari. 

Con questa nuova tipologia di monoposto Hamilton è chiaramente un pilota ritrovato, e lo si può apprezzare non solo dall’ottimo feeling che Lewis ha saputo instaurare con la sua SF-26, ma anche e sopratutto dalla sua celeberrima gestione delle gomme, sparita al volante della SF-25, e ritornata con la SF-26. 
In una stagione molto lunga come quella appena cominciata, ecco quindi che diventa fondamentale per la Ferrari poter contare su entrambi i piloti per quantomeno provare a battagliare con la Mercedes. Non solo su Leclerc ma anche su un pilota che ha fatto dell’esperienza e della sua gestione gomme il suo tratto distintivo. Un campione del calibro di Lewis Hamilton. 

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