Formula 1, presentazione Gp Australia

La Formula 1 scende in pista sul circuito cittadino dell’Albert Park per il Gp d’Australia, prima prova del Mondiale 2026
Formula 1, presentazione Gp Australia
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 6 marzo 2026, 17:19

News dal paddock

Aston Martin e la complicata situazione tecnica con Honda

Un vero e proprio dramma sportivo. Non ci sono altre parole per commentare il momento a dir poco complicato che sta caratterizzando le prime fasi della partnership tecnica tra Aston Martin e Honda. Partita con l’obiettivo di lottare per il titolo mondiale ingaggiando un progettista di assoluto valore del calibro di Adrian Newey (promosso lo scorso Novembre nelle mansioni di Team Principal) e potendo contare su un grande campione del calibro di Fernando Alonso, Aston Martin sperava nella qualità dei motori Honda per fare la differenza in pista. 
La realtà, purtroppo, sta mostrando uno scenario totalmente differente, con la squadra inglese di proprietà del multimiliardario canadese Lawrence Stroll che di fatto ha potuto girare pochissimo sia nei Shakedown Test di Barcellona che nei test precampionato del Bahrain (così come nelle prime due sessioni di prove libere in Australia) a causa delle vibrazioni generate dalla power unit Honda che a loro volta determinerebbero un danneggiamento dopo poche centinaia di Km della batteria. 

Nella giornata di giovedì (ancor prima della disputa delle due sessioni di prove libere) in Aston Martin si è svolta un’apposita conferenza stampa a cui hanno parte il Team Principal Adrian Newey e il Presidente Honda HRC Koji Watanabe, in cui è emersa una verità se vogliamo ancora più delicata. Non solo è emerso come Aston Martin sia arrivata in Australia con la consapevolezza di poter effettuare solamente pochi giri alla luce della scarsa resistenza della batteria a causa delle vibrazioni generate dalla power unit, ma sopratutto lo stesso Newey ha manifestato una profonda preoccupazione sui danni (anche permanenti) che tali vibrazioni potrebbero determinare nei piloti, e in particolare alle dita delle mani. 

Se secondo Newey le vibrazioni consentirebbero a Stroll di poter guidare al massimo per 15 giri e ad Alonso al massimo per 25 giri, lo stesso pilota asturiano sempre nella giornata di giovedì aveva quasi smentito il suo nuovo Team Principal affermando che le vibrazioni non rappresentavano qualcosa di doloroso, che l’adrenalina era più forte di qualsiasi dolore, e che se fossero stati in lotta per la vittoria sarebbe potuto rimanere in macchina anche per tre-quattro ore, fermo restando il fatto che la problematica delle vibrazioni è piuttosto insolita e che non sapendo se ci potrebbero essere delle conseguenze a lungo termine la necessità è di trovare quanto prima una soluzione. 
Di differente avviso Lance Stroll, secondo il quale queste vibrazioni erano molto fastidiose e dannose non solo per il motore, ma anche per i piloti, al punto da paragonarle alle scosse ricevute sulla sedia elettrica. 

Tornando ad affrontare la questione da un punto più prettamente agonistico, nella giornata di venerdì sono emersi ulteriori dettagli in merito alle difficoltà accusate dalla power unit Honda. Nel corso della tradizionale Press Conference destinata ai Team Principal, Adrian Newey è stato piuttosto perentorio nell’affermare che alla momento della firma del contratto da parte di Aston Martin nel 2023, il team inglese non era per niente a conoscenza della mancanza di esperienza da parte di Honda (vale la pena ricordare, infatti, che quando nel 2020 Honda annunciò la volontà di lasciare la Formula 1, il 70% del team che progettò la power unit che portò Max Verstappen e la Red Bull a conquistare quattro titoli piloti e due titoli costruttori era stato reindirizzato in altri progetti, con solamente il 30% di quel nucleo di ingegneri ancora disponibile), cosa scoperta solamente lo scorso Novembre in una visita fatta a Tokyo dal patron Lawrence Stroll assieme all’allora Team Principal Andy Cowell e allo stesso Newey. 

Non solo: nel corso della giornata odierna è poi emerso che alla luce dei problemi di affidabilità accusati da Alonso e Stroll nelle varie sessioni di test precampionato, al momento Aston Martin delle quattro batterie tradizionalmente a disposizione  avrebbe per questo weekend di gara solamente le due batterie attualmente montate sulle monoposto dei due piloti. Visto e considerato che nell’arco del weekend non arriveranno ulteriori ricambi dal Giappone, ciò vuol dire che nel caso in cui la monoposto di Alonso o di Stroll dovesse accusare ulteriormente dei problemi alla batteria, sarebbe già automaticamente fuori dalla gara, non avendo dei ricambi per poterla sostituire. 

F1: a rischio cancellazione Bahrain e Arabia Saudita

Nel paddock di Melbourne in queste ore è stata affrontata la questione relativa alle gare di Bahrain (12 Aprile) e Arabia Saudita (19 Aprile) che la Formula 1 avrebbe dovuto affrontare nelle prossime settimane in Medio Oriente, e che la guerra scatenata nei giorni scorsi da Usa e Israele nei confronti dell’Iran ha finito con il mettere a serio rischio, anche e sopratutto a causa della reazione di Teheran, che ha cominciato a bombardare i paesi limitrofi. 

Se per ora il Presidente e Ceo della Formula 1 Stefano Domenicali ha affrontato la questione con la massima cautela, seguendo un approccio volto a garantire la sicurezza di tutte le parti interessate, e monitorando la situazione che appare comunque in evoluzione, secondo un’indiscrezione diffusa da Sky Sports Uk una decisione verrà comunque presa entro e non oltre il prossimo 20 Marzo, con lo scenario ritenuto più plausibile al momento di una cancellazione di entrambe le gare, con il Mondiale che non solo scenderebbe a 22 tappe, ma che vedrebbe anche una pausa di ben cinque settimane tra il Gp del Giappone (29 Marzo) e il Gp di Miami (3 Maggio). 
Se è vero che altri circuiti si erano candidati per occupare gli slot del 12 e 19 Aprile (eventualmente liberati in seguito alla cancellazione dei Gp di Bahrain e Arabia Saudita), è altrettanto vero, però, che pensare di inserire due gare negli slot sopra elencati risulterebbe assai complicato da organizzare sotto il profilo prettamente logistico. Da qui la decisione (in caso di cancellazione) di non sostituire con nessun'altra gara i Gp di Bahrain e di Arabia Saudita, abbassando così a 22 il numero totale delle gare del Mondiale 2026. 

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