Monoposto Formula 1 2026: Red Bull RB22

Il team austriaco punta al titolo mondiale con Max Verstappen presentando la RB22, dotata del nuovo motore realizzato per la prima volta in casa (e in collaborazione con Ford).
 
Monoposto Formula 1 2026: Red Bull RB22
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 2 marzo 2026, 10:35

Un passo importante della propria storia. La Red Bull si presenta al via del Mondiale 2026 di Formula 1 con la prima power unit interamente realizzata dalla neonata divisione Red Bull Powertrains (potendo contare sulla preziosa partnership tecnica con Ford per quanto riguarda la batteria), con l’obiettivo di consentire a Max Verstappen di poter nuovamente tornare a competere per il titolo piloti dopo aver perso lo scorso anno per soli due punti l'iride a beneficio del pilota McLaren Lando Norris. Il tutto in una stagione che vedrà al fianco del quattro volte campione olandese il 21enne pilota franco-algerino Isack Hadjar, che ha preso il posto di Yuki Tsunoda (retrocesso quest'anno nel ruolo di terzo pilota). 

Red Bull RB22

Motore: Red Bull Powertrains DM01 1.6 V6 a 90° turbo ibrido
Piloti: Max Verstappen (3), Isack Hadjar (6).

La Red Bull si presenta al via del Mondiale 2026 di Formula 1 con l’obiettivo di consentire a Max Verstappen di poter puntare alla conquista del quinto titolo mondiale della sua carriera, e con la grande novità della trasformazione della squadra da team cliente (fino allo scorso anno di Honda) a team in grado di costruirsi autonomamente la propria power unit. Una metamorfosi, quella del team austriaco, dovuta all’iniziale addio di Honda alla Formula 1 ufficializzato nell’Ottobre 2020 (con il motorista nipponico che comunque fino allo scorso anno è rimasto accanto sia alla Red Bull che alla Racing Bulls costruendo le power unit nello stabilimento di Sakura), e che ha portato alla creazione di un apposito dipartimento nella factory inglese di Milton Keynes denominato Red Bull Powertrains. Non è un caso se la prima power unit interamente realizzata dalla Red Bull (che ha visto la preziosa partnership tecnica con Ford per quanto concerne la realizzazione della batteria) denominata DM01 sia stata dedicata al compianto patron Dietrich Mateschitz (scomparso nell’Ottobre 2022), che aveva sempre creduto nella possibilità di una power unit interamente realizzata dalla sua squadra. Una scommessa vinta anche grazie al prezioso lavoro organizzativo portato avanti fino allo scorso Luglio dall’ex Team Principal Christian Horner

Andando ad analizzare la Red Bull RB22, notiamo come l’ala anteriore abbia subito nel corso delle settimane alcune variazioni: se nei Shakedown Test di Barcellona così come nel primo test precampionato in Bahrain si presentava (come possiamo vedere nella foto sopra pubblicata con Hadjar al volante) quasi rettilinea senza minimamente accennare la forma a cucchiaio utilizzata da buona parte delle squadre, nella specifica utilizzata nel corso della seconda sessione di test precampionato (nella foto sotto pubblicata con Verstappen al volante) possiamo notare nella sua porzione centrale un cucchiaio appena accennato nella forma, mentre ai lati si presenta alcune ondulature, con il muso (ancorato al mainplane) che sembra essere appena più alzato rispetto alla primissima versione.

Dopo anni di pull-rod, la sospensione anteriore torna a presentare lo schema push-rod, con gli elementi del triangolo superiore che evidenziano un’inclinazione (seppur contenuta) verso il basso. L’airbox si presenta ovale, con la porzione centrale di forma triangolare, circolata da due orecchiette necessarie per far confluire l’aria al motore, mentre ai lati sono state posizionate due piccole corna, con l’obiettivo di convogliare i flussi d’aria verso l’ala posteriore. Rispetto ai Shakedown Test di Barcellona e alla prima sessione di test precampionato del Bahrain è stata inserita una piccola novità anche nella zona dell’halo, il quale ora presenta nella zona dell’attaccatura del telaio due piccoli profili
Le bocche dei radiatori si presentano un po' schiacciate e neanche troppo grandi, mentre sotto di esse merita una particolare menzione il badgeboard collocato all'incirca sotto di esse, perché in occasione delle due sessioni di test precampionato in Bahrain è stata presentata una nuova specifica che lo vede addirittura suddiviso in quattro elementi orizzontali, caratterizzati dalla presenza di alcuni piccoli flap

Grandissimo lavoro è stato effettuato dalla Red Bulla sulle fiancate, e in particolare sulle pance che si presentano profondamente rastremate, e tendono (a differenza di numerose monoposto 2026) ad essere meno picchiate, quasi come se volessero convogliare verso il fondo un flusso d’aria meno cospicuo. Presente all’altezza del cofano motore una pinna stabilizzatrice di medie dimensioni. 

La sospensione posteriore mantiene lo schema push-rod, mentre l’ala posteriore è sorretta dal doppio pilone a collo di cigno, con l’attuatore posizionato a metà distanza dai piloni (i quali al loro interno presentano delle micro alette, con l’obiettivo di reindirizzare i flussi d’aria verso l’esterno. Il diffusore presenta nella sua zona più esterna alcune dentellature con l’obiettivo di far uscire i flussi in maniera più ordinata.  

Anche la Red Bull RB22, infine, presenta l'assetto Rake, anche se sembra meno marcato rispetto a quello utilizzato dallo stesso team austriaco sulle sue monoposto fino al 2021. 

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