Zak Brown e la proposta McLaren ad Alonso per la Triple Crown

In un’intervista rilasciata ad Autosport il CEO McLaren sarebbe intenzionato a riportare Alonso a Woking per consentirgli di vincere la 500 Miglia di Indianapolis, e di aggiudicarsi così la Triple Crown
Zak Brown e la proposta McLaren ad Alonso per la Triple Crown
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Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 9 febbraio 2026, 13:02

Dare la possibilità a Fernando Alonso di vincere la 500 Miglia di Indianapolis al volante della McLaren, consentendogli così di conquistare la Triple Crown. È questa l’ultima idea del CEO McLaren Zak Brown, rivelata nei giorni scorsi alla testata britannica Autosport in occasione dell’inaugurazione del McLaren Racing Centre (la nuova sede dell’Arrow McLaren, la divisione della squadra inglese impegnata in Indycar). Nel caso in cui la trattativa dovesse andare a buon fine, quello di Alonso sarebbe un ritorno in McLaren, avendo già corso per il team di Woking in Formula 1 sia nel 2007 che nel quadriennio 2015-2018, mentre per quanto riguarda la 500 Miglia di Indianapolis il campione asturiano aveva già provato a far sua la celebre corsa americana senza però riuscirci nel 2017 con una McLaren motorizzata Honda appartenente al team Andretti, e nel biennio 2019-2020 con una McLaren motorizzata Chevrolet schierata direttamente dal team di Woking.

Da sempre la Triple Crown rappresenta un obiettivo estremamente ambito, che non a caso viene assegnato al pilota capace nell’arco della sua carriera di conquistare il titolo mondiale in Formula 1 (o in alternativa il Gp di Monaco), la 24 Ore di Le Mans e la 500 Miglia di Indianapolis. Non è un caso se ad oggi solamente un pilota è riuscito a conquistare la Triple Crown: stiamo parlando di Graham Hill, capace di conquistare il titolo mondiale in Formula 1 sia nel 1962 che nel 1968 (così come cinque edizioni del Gp di Monaco nel triennio 1963-1965 con la BRM e nel biennio 1968-1969 con la Lotus), la 500 Miglia d’Indianapolis nel 1966 con una Lola-Ford del Mecom Racing Team, e la 24 Ore di Le Mans nel 1972 assieme al francese Henri Pescarolo al volante della Matra MS670. 

Nel caso di Alonso, il pilota asturiano attualmente in forza all’Aston Martin è molto vicino al riconoscimento, avendo finora conquistato  in Formula 1 sia il titolo mondiale (nel 2005 e nel 2006 con Renault) che il Gp di Monaco (nel 2006 con Renault, e nel 2007 con McLaren), così come la 24 Ore di Le Mans nel 2018 e nel 2019 al volante della Toyota TS050 Hybrid, in un equipaggio di cui facevano parte anche il giapponese Kazuki Nakajima e lo svizzero Sebastien Buemi.

Manca però, come detto, la vittoria nella 500 Miglia di Indianapolis: se è vero che nel 2019 Alonso non riuscì a qualificarsi alla gara a causa della scarsa esperienza del team ufficiale McLaren in IndyCar (così come nel 2020 si dovette accontentare del ventunesimo posto), bisogna anche dire che nel 2017 al debutto nella celebre corsa americana il campione asturiano (qualificatosi in quinta posizione) dopo un inizio gara piuttosto negativo (che lo aveva portato a perdere alcune posizioni retrocedendo fino al nono posto) era riuscito poi a risalire fino a conquistare la testa della corsa, e quasi sicuramente avrebbe potuto vincere Indy500 se un problema tecnico al motore Honda non si fosse materializzato a ventuno tornate dal termine (nel corso del 179° dei 200 giri previsti), decretandone giocoforza il ritiro. 

Dall’ultima partecipazione di Alonso alla 500 Miglia di Indianapolis 2020 il team di Woking ha fatto un enorme passo avanti con il proprio team ufficiale (denominato Arrow McLaren) potendo contare anche sul prezioso contributo di alcuni ex vincitori di Indy 500, che negli ultimi anni hanno corso la celebre corsa americana proprio con il team papaya: ci riferiamo in particolare all’ex pilota di Formula 1 Juan Pablo Montoya (2021-2022) e a Tony Kanaan (2023), così come al due volte campione della Nascar Kyle Larson nel biennio 2024-2025. 
Anche quest’anno McLaren proverà la scalata verso Indy 500, e per questo oltre ai piloti titolari impegnati nel corso dell’intera stagione del campionato IndyCar (Pato O'Ward, Christian Lundgaard e Nolan Siegel) potrà contare anche su Ryan Hunter-Reay, vincitore nel 2014 di Indy 500. 

Intervistato da Autosport, il CEO McLaren Zak Brown si è soffermato sulle possibilità di poter far sua la celebre corsa americana già quest’anno. “A partire da Ryan, [sono] molto contento di averlo in macchina quest'anno. È sicuramente in grado di vincere la 500 Miglia di Indianapolis, quindi penso che le nostre probabilità siano aumentate con l'arrivo di Ryan”.

© Formula 1

Zak Brown però non nasconde (anche dietro richiesta di Autosport) il suo desidero di voler conquistare Indy 500 con Fernando Alonso al volante della McLaren, una volta che il campione asturiano avrà conclusa la sua esperienza in Formula 1 al volante dell’Aston Martin. “Pubblicate questo quando Fernando smetterà di correre in F1, questo è il suo ultimo anno contrattuale, non significa che non continuerà, ma ne parlo con lui ogni volta che lo vedo. Penso che abbiamo una macchina che può vincere la 500 Miglia di Indianapolis. E penso che lui sia molto capace di vincere la 500 Miglia di Indianapolis. Mi sono divertito moltissimo a correre con lui qui. Si è divertito tutti gli anni tranne uno (il 2019 n.d.r), ma ha adorato il primo anno (il 2017, quando, come già detto, sfiorò la vittoria n.d.r). Voglio dire, è stato magico. Mi piacerebbe rivedere Fernando alla 500 Miglia di Indianapolis con noi. È una cosa di cui continuerò a insistere.”

Non c’è dubbio che la vittoria nella 500 Miglia d’Indianapolis e la conseguente conquista della Triple Crown sia un duplice obiettivo che Fernando Alonso (una volta conclusa la sua lunga avventura in Formula 1) proverà in tutti i modi a cercare. Se sarà o no assieme alla McLaren, sarà solo il tempo a dirlo. 

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