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Williams e la rinuncia ai test di Barcellona

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 24 gennaio 2026, 11:48
Un inizio stagione più complicato del previsto. Nel giorno in cui Ferrari e Alpine presentano le monoposto che prenderanno parte al Mondiale 2026 di Formula 1, la Williams ufficializza la sua rinuncia ai Shakedown Test che si svolgeranno dal 26 al 30 Gennaio sul circuito del Montmelò a Barcellona, e che vedranno i vari team scendere in pista a propria scelta in tre delle cinque giornate. Una scelta difficile, legata (secondo quanto riportato dal team di Grove nel comunicato ufficiale) ad alcuni ritardi nella tempistica di realizzazione della nuova monoposto (la FW48), ma che secondo un’indiscrezione riportata dalla testata britannica Racing News 365 sarebbe da addebitarsi a una certa difficoltà nel superare il crash test anteriore, che avrebbe a sua volta ritardato il fire-up (la prima accensione) del nuovo motore Mercedes sulla monoposto, avvenuto solamente pochissimi giorni fa.
Il ritardo accumulato avrebbe così messo la Williams nelle condizioni di poter disporre a Barcellona né della monoposto, né tantomeno degli eventuali ricambi. Da qui, quindi, la decisione di cancellare la partecipazione ai Shakedown Test (per i quali peraltro aveva già preparato la livrea sopra raffigurata), con l’obiettivo da parte del team di Grove guidato da James Vowles di arrivare (per quanto possibile) il più preparato possibile per i test ufficiali del Bahrain, che andranno in scena dall’11 al 13 Febbraio e poi dal 18 al 20 Febbraio sul circuito del Sakhir.
Statement from Atlassian Williams F1 Team. pic.twitter.com/N4O1F6cgUz
— Atlassian Williams F1 Team (@WilliamsF1) January 23, 2026
Questo il comunicato ufficiale diffuso dalla scuderia inglese. “Il team Atlassian Williams F1 ha deciso di non partecipare ai test shakedown della prossima settimana a Barcellona a causa dei ritardi nel programma FW48, mentre continuiamo a impegnarci per ottenere le massime prestazioni dalla vettura. Il team condurrà invece una serie di test, tra cui un programma VTT [Virtual Track Testing] la prossima settimana con la vettura 2026, per prepararsi al primo test ufficiale in Bahrain e alla prima gara della stagione a Melbourne. Non vediamo l'ora di scendere in pista nelle prossime settimane e vogliamo ringraziare tutti i nostri tifosi per il vostro continuo supporto: c'è molto da aspettarci insieme nel 2026.”
Aldilà delle dichiarazioni entusiastiche di circostanza riportate dal comunicato, non c’è dubbio che non solo la rinuncia ai Shakedown Test di Barcellona rappresenta per la Williams un chiaro passo falso in un momento in cui la squadra inglese aveva evidenziato sopratutto nell’ultimo triennio una decisa crescita tecnica (ben concretizzata dai due podi conquistati lo scorso anno da Carlos Sainz Jr in Azerbaijan e Qatar), ma sopratutto mette il team di Grove nelle difficili condizioni di dover recuperare il ritardo accumulato nelle ultime settimane possibilmente prima dell’inizio del campionato in Australia, per evitare di dover buttare alle ortiche una stagione che nelle previsioni della stessa Williams (e di Carlos Sainz Jr) doveva avere il sapore della rivincita, e che avrebbe dovuto consentire al team inglese di poter finalmente lottare per il titolo mondiale, dopo aver di fatto sacrificato la stagione 2025 (portando pochi, mirati aggiornamenti) per puntare tutto sul 2026.
Bisogna dire che non è la prima volta che la Williams si vede costretta a rinunciare a una sessione di test a Barcellona: era già successo, infatti, nel 2019, quando il team allora guidato da Claire Williams a causa del mancato completamento della FW42 dovette forzatamente rinunciare a due delle quattro giornate di test in programma, con i due piloti dell’epoca (l’esordiente George Russell e l’esperto Robert Kubica, al rientro come pilota titolare dopo l’incidente accusato nel 2011 durante il Rally di Andora) che poterono girare solamente dalla terza giornata di test, accumulando fin da subito un importante svantaggio nei confronti della concorrenza. L’augurio, forte e sentito, è che quest’anno le cose possano andare diversamente rispetto a quanto avvenne nel 2019, con Carlos Sainz Jr ed Alexander Albon che nel corso del Mondiale 2026 possano dimostrare tutto il loro valore, e che non debbano per nulla risentire del ritardo di queste settimane, senza così compromettere una stagione, prima ancora che questa possa prendere il via.
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