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Romain Grosjean e il ritorno al volante della Haas© Formula 1 via Facebook

Romain Grosjean e il ritorno al volante della Haas

A distanza di quasi cinque anni dall’incidente occorsogli in Bahrain, il 39enne pilota francese è tornato nei giorni scorsi a guidare la Haas, testando la VF-23

29 settembre

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Una rivincita nei confronti del destino. A distanza di quasi cinque anni dall’incidente occorsogli nel primo giro del Gp del Bahrain (che gli provocò alcune ustioni di secondo grado sopratutto alle mani e in parte anche alle caviglie), il 39enne pilota francese Romain Grosjean lo scorso 26 Settembre è tornato al volante di una monoposto di Formula 1 partecipando a un test organizzato appositamente per lui al Mugello dalla Haas (suo ex team al momento dell’incidente) in cui ha potuto testare la VF-23, la monoposto che il team americano portò in pista due stagioni fa. 

Dopo aver debuttato in Formula 1 nel 2009 al volante della Renault in Ungheria al fianco di Fernando Alonso (prendendo il posto del licenziato Nelsinho Piquet), nel biennio 2010-2011 Grosjean viene escluso dal team francese (che aveva ceduto le sue quote al fondo d’investimento Genii Capital, che gli preferì il pilota russo Vitaly Petrov), salvo però rientrare dal 2012 al 2015 quando la squadra aveva assunto la denominazione Lotus, ottenendo come migliori risultati due secondi posti (Canada 2012 e Austin 2013) e otto terzi posti (Bahrain 2012 e 2013, Ungheria 2012, Germania 2013, Corea 2013, Giappone 2013, India 2013 e Belgio 2015). 
Approdato nel 2016 nel team esordiente Haas, Grosjean regala alla squadra americana i primi punti della sua storia ottenendo un sesto posto in Australia e un quinto posto in Cina. In quella stagione (che lo vede correre affiancato da Esteban Gutierrez) sarà proprio Romain a conquistare la totalità dei punti ottenuti dal team americano (29), così come nel 2017 otterrà 28 dei 47 punti conquistati dal team guidato da Gunther Steiner in una stagione che vede come suo nuovo compagno di squadra il pilota danese Kevin Magnussen. Nel biennio 2018-2019 il pilota francese risulterà essere un po' più discontinuo rispetto al compagno di squadra danese (nel 2018 conquista 37 dei 93 punti complessivi della squadra, nel 2019 invece saranno solo 8 dei 28 punti complessivi), mentre nel 2020 dinanzi a un’evidente crisi tecnica da parte della squadra Grosjean riesce a conquistare due dei tre punti che la Haas conquisterà nell’intero arco della stagione (nono posto nel Gp dell’Eifel corso sul circuito del Nürburgring contro il decimo posto conquistato da Magnussen in Ungheria). 

Il 22 Ottobre 2020 sia Magnussen che Grosjean alla vigilia del Gp del Portogallo ufficializzano l’addio al team americano (che vedrà nel 2021 una nuova line-up formata da due rookie del calibro di Mick Schumacher e da Nikita Mazepin). Restano però ancora da disputare sei gare che entrambi i piloti vogliono disputare al meglio prima di salutare il mondo della Formula 1. Dopo aver ottenuto un diciassettesimo posto in Portogallo, un quattordicesimo posto a Imola e un ritiro in Turchia, Grosjean si presenta in Bahrain con l’obiettivo di provare quantomeno ad entrare in zona punti, ma non può immaginarsi come la gara in programma sul circuito del Sakhir sia destinata purtroppo a cambiare la sua carriera in Formula 1. 

L’incidente in Bahrain

Dopo essersi qualificato in diciannovesima e penultima posizione, nel corso del primo giro del Gp del Bahrain Romain Grosjean prova a superare (al pari del compagno di squadra) in curva 3 l’AlphaTauri di Daniil Kvyat, il quale però (dopo aver subito il sorpasso ad opera di Magnussen) non si accorge del sopraggiungere anche della Haas del pilota francese, andando così a chiudere la traiettoria. La gomma anteriore sinistra dell’AlphaTauri e la posteriore destra della Haas si toccano, con Grosjean che va ad impattare a 180 Km/h contro il guardrail. Nell’impatto non solamente la monoposto si spezza in due (con l’avantreno che rimane infilato in mezzo alle lame del guardrail), ma addirittura prende fuoco (per via quasi sicuramente dell’esplosione della batteria dell’ERS).

Le immagini che arrivano dalla pista fin da subito appaiono particolarmente agghiaccianti, e la Direzione Gara decide immediatamente per la sospensione della gara, con le monoposto superstiti che rientrano scortate dalla safety car in pitlane. In quel frangente, però, la paura maggiore è per le condizioni di Grosjean, e la mancanza d’immagini da parte della FOM fanno subito temere il peggio.

Per fortuna, però, il pilota francese (come confermerà il comunicato diffuso nelle ore successive dalla Federazione) in seguito al violento impatto con le barriere non aveva perso i sensi, era rimasto piuttosto cosciente, e così, tirandosi fuori con fatica dalla cellula di sopravvivenza, riesce in pochi secondi a uscire con le proprie gambe fuori da quella palla di fuoco aggrappandosi alle mani del pilota della Medical Car (il sudafricano Alan Van der Merwe), che assieme al medico FIA Ian Roberts non esita ad aiutare Grosjean a superare il guardrail mettendolo così in salvo, potendo contare anche sul supporto dei commissari di pista che in quei momenti così concitati avevano cominciato a lanciare la schiuma verso le fiamme per spegnerle, ma anche per aprire un varco d’uscita a beneficio del pilota francese della Haas.

Un vero e proprio miracolo reso possibile in primis grazie alla robustezza della cellula di sopravvivenza (e in tal senso ottimo si è rivelato il lavoro della Dallara, che della Haas ha realizzato il telaio), a cui poi bisogna aggiungere la presenza dell’Halo (che ha protetto il casco e la testa del pilota dal fuoco), e cosa ancor più importante l’istinto di sopravvivenza del pilota (che ha consentito allo stesso di non svenire in seguito al violento urto subito, e di uscire repentinamente dalla sua monoposto, mantenendo una certa lucidità).

Trasportato in ospedale, a Grosjean vengono diagnosticate delle ustioni di secondo mano a entrambe le mani così come in modo minore alle caviglie, ma in quel frangente l’obiettivo del pilota francese è quello di affrontare l’ultima gara della stagione e della carriera nella massima serie motoristica ad Abu Dhabi per evitare che la sua avventura in Formula 1 possa concludersi con le immagini del bruttissimo incidente occorso in Bahrain. Romain Grosjean, però, in quei momenti non è da solo: oltre che sulla sua famiglia, può infatti contare sul supporto e sull’amicizia del quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel, che gli consiglia di tornare a casa dalla sua famiglia e di riposarsi, in modo tale da poter curare al meglio le ustioni, e di poter così correre debuttando l’anno successivo in IndyCar con uno spirito nuovo e con una maggiore motivazione e fame di vittoria.
Con il senno di poi il suggerimento di Vettel si rivelerà essere corretto, ma nel corso degli anni non è mai venuto meno il rammarico di vedere l’ultima immagine di Grosjean al volante di una monoposto di F1 associata alle immagini dell’incidente occorso nel Novembre 2020 in Bahrain.  

Bisogna dire che la Mercedes tra il 2021 e il 2022 aveva proposto a Grosjean un test al volante della W10 del 2019 al fine di rendere omaggio al pilota francese, consentendogli di salutare la Formula 1 nel modo più dignitoso possibile. Purtroppo, però, le restrizioni legate al Covid (con lo spostamento del test a data da destinarsi dopo che inizialmente era stato programmato nel weekend del Gp di Francia 2021) associate l’anno successivo alle mutate condizioni tecniche (con il team tedesco guidato da Toto Wolff in evidente difficoltà con le neonate monoposto ad effetto suolo) hanno spinto Mercedes a cancellare il test inizialmente concordato, con Grosjean nel frattempo tornato a correre a tempo pieno in Indycar. 

© Formula 1

Dietro le quinte, però, c’è sempre stato chi voleva dare a Grosjean la possibilità di chiudere la sua avventura in Formula 1 nel miglior modo possibile, e una volta concretizzatasi questa occasione, non ha esitato a contattare il pilota francese, invitandolo al Mugello nella giornata di Venerdì 26 Settembre per offrirgli la possibilità di un test al volante di una monoposto delle passate stagioni. Stiamo parlando dell’attuale Team Principal Haas Ayao Komatsu, il quale conosce molto bene Grosjean, essendo stato suo ingegnere di pista sia ai tempi della Renault/Lotus (come possiamo vedere nella foto sopra pubblicata), che poi in Haas. 

Haas e il test al Mugello per Grosjean

© Formula 1

Una volta ottenuto il parere favorevole del patron Gene Haas, è Komatsu a invitare Grosjean a partecipare al test appositamente previsto per lui al Mugello, dandogli la possibilità di scendere in pista per la prima volta al volante di una monoposto ad effetto suolo (la VF-23 che partecipò al Mondiale 2023 di Formula 1, che Romain non aveva mai avuto modo di testare), e di indossare il casco che i suoi figli avevano disegnato per quella che sarebbe stata la sua ultima gara in Formula 1 (Abu Dhabi 2020), e che il pilota francese ha aggiornato prontamente inserendo gli attuali sponsor della Haas.

© Haas via Facebook

Queste le dichiarazioni con cui Ayao Komatsu (sopra raffigurato assieme al pilota francese, e agli attuali piloti Haas, Bearman e Ocon, presenti nella giornata di Giovedì 25 Settembre al Mugello per i test Pirelli) ha voluto dare il bentornato a Grosjean alla vigilia del test del Mugello. "Sono assolutamente entusiasta di dare il benvenuto a Romain Grosjean di nuovo su una monoposto di Formula 1 per la prima volta in cinque anni, ma sono particolarmente orgoglioso che torni a bordo di una delle nostre monoposto: è più che giusto. Romain e io abbiamo lavorato insieme per tutta la sua carriera in Formula 1, quindi questo test al Mugello ha un significato particolare per entrambi. Sono felice che abbia colto l'opportunità di tornare al volante con noi, una giornata che sarà resa ancora più speciale dalla presenza di così tanti membri della squadra originale riuniti per assistervi. Sarà una giornata divertente e, conoscendo Romain come lo conosco, so che vorrà dare il massimo come al solito. Non mi aspetto niente di meno, soprattutto perché ne parliamo da molto tempo."

Così invece Grosjean ha commentato la decisione della Haas di consentirgli di tornare in pista nei test del Mugello. "Sono incredibilmente grato a Gene Haas e ad Ayao Komatsu per avermi invitato a partecipare al TPC (Test Previous Cars n.d.r) al Mugello. Dire che sono entusiasta di tornare al volante di una monoposto di Formula 1 sarebbe naturalmente un eufemismo. Non riesco davvero a credere che siano passati quasi cinque anni, ma tornare e fare questa esperienza con la mia vecchia squadra è davvero qualcosa di speciale.
Non vedo l'ora di rivedere tutti, sono sicuro che passeremo un po' di tempo a ricordare i vecchi tempi, ma sono anche desideroso di essere utile per quanto riguarda l'agenda in pista con la VF-23: è fantastico che il team ora abbia il programma TPC come parte del suo sviluppo continuo. Finalmente, i miei figli hanno disegnato il mio casco per quello che doveva essere il mio ultimo Gran Premio ad Abu Dhabi nel 2020: finalmente potrò provarlo su una monoposto di Formula 1 venerdì."

© Formula 1 via Facebook

Venerdì 26 Settembre va dunque in scena il test Haas al Mugello appositamente studiato per Grosjean, in una giornata che vede in pista anche Ferrari e Red Bull, impegnate nei test Pirelli volti a determinare le mescole più dure che vedremo il prossimo anno. Presente ai box della Haas anche il Team Principal della Ferrari Frederic Vasseur, che si intrattiene a parlare alcuni minuti con il pilota francese. Presente al muretto anche il Team Principal Haas Ayao Komatsu, che per questo test dal sapore così speciale riprende eccezionalmente la sua precedente mansione di ingegnere di pista, assistendo via radio Grosjean per tutti i giri che lo vedranno scendere in pista al Mugello.

© Formula 1 via Facebook

Per via della pioggia caduta nella notte (così come di prima mattina) a Romain viene notato un set di gomme full wet, con il pilota francese che scenderà in pista in più occasioni effettuando alcune serie di giri anche ad alta velocità.

Una volta ultimati i giri concordati, Grosjean rientra in pitlane per tornare ai box della Haas, ma lungo la pitlane viene accolto dagli applausi e dalla standing ovation dei meccanici Ferrari, Red Bull e Haas presenti sul circuito toscano. Un momento veramente emozionante, che ha commosso non poco il pilota francese, che, una volta sceso dalla macchina, ha così commentato quello che di fondo è stato il suo saluto alla Formula 1. 

© Haas via Facebook
"Cinque anni dopo il Bahrain, eccoci al Mugello. Un grande ringraziamento al MoneyGram Haas F1 Team, è stata una giornata speciale! Naturalmente, Gene Haas e Ayao Komatsu (sopra raffigurato con il pilota francese, n.d.r) hanno reso possibile tutto questo. 
Era una giornata piovosa, ma come si dice ai matrimoni, matrimonio sotto la pioggia, matrimonio felice, quindi è stata una giornata piovosa, giornata felice. All'inizio mi sentivo un po' arrugginito, poi tutto è tornato come prima. Sono persino riuscito a fare una partenza da fermo, e indovinate un po'? La mia ultima partenza da fermo è stata in Bahrain 2020. Questa volta è andata decisamente meglio!
Un'opportunità davvero unica, rivedere alcune delle persone che erano in Australia nel 2016 [per il primo Gran Premio della Haas] e guidare la nuova generazione di monoposto. È stato fantastico. Sono davvero, davvero grato. Non ci sono altre parole.
Mi hanno fatto piangere a fine giornata! Ho tenuto la visiera abbassata, ma durante il mio ultimo giro di pista tutti, dalla Ferrari alla Red Bull, dalla Pirelli e ovviamente il MoneyGram Haas F1 Team, erano qui, ad applaudire e a tributarmi un'ovazione. È qualcosa che mi aspettavo ad Abu Dhabi 2020, ma credo che oggi sia stato ancora meglio."

© Haas via Facebook

Una giornata speciale, ma doverosa per il pilota capace di sconfiggere il fuoco fuoriuscendo dalle fiamme in quella domenica di fine novembre 2020 in Bahrain (e per questo soprannominato a partire da quella sera “The Phoenix”, al pari di una fenice capace di risorgere dalle proprie ceneri), ma anche per l’uomo, che venerdì scorso al Mugello ha potuto così salutare quello che per anni è stato il suo mondo. Un pilota capace di commuoversi dinanzi all’applauso finale delle squadre presenti sul circuito toscano, e consapevole che (aldilà dei risultati conseguiti in pista) ha e avrà sempre un posto speciale nel cuore degli appassionati di Formula 1. Il regalo più bello e sentito per Romain Grosjean

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