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F1 Monza: vince Verstappen, Norris e Piastri sul podio

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 8 settembre 2025, 11:10
Una vittoria netta, mai messa in discussione se non nei primissimi giri. Max Verstappen fa suo il Gp d’Italia (sedicesima prova del Mondiale 2025 di Formula 1) precedendo rispettivamente di 19”207 e di 21”351 le McLaren di Lando Norris e di Oscar Piastri al termine di una corsa in cui il campione olandese ha fatto letteralmente la differenza in pista nei confronti del team di Woking. Fondamentale ai fini della vittoria di Verstappen (la sessantaseiesima in carriera, la terza a Monza dopo quelle ottenute nel 2022 e nel 2023) è stata la scelta di puntare su un assetto più scarico volto ad esaltare l’efficienza aerodinamica della RB21 sul rettilineo, in piena contrapposizione alla McLaren, che, per favorire una migliore gestione delle gomme aveva puntato su un assetto un po' più carico.

Se per via dell’ala posteriore più scarica (e trimmata nel corso della FP3 del sabato mattina) Verstappen è risultato fin da subito molto veloce sia nel primo che nel terzo settore, il vero capolavoro del campione olandese è stato nel secondo settore, che lo ha visto eguagliare le prestazioni di Norris e di Piastri (se non addirittura essere più veloce) grazie al suo stile di guida e alla sua sensibilità al volante della monoposto.
Nella vittoria di Verstappen a Monza importante è stato anche il contributo della squadra, abile a supportare il campione olandese nel seguire la strada dell’assetto più scarico, e a trovare una soluzione in grado di garantire un bilanciamento il più ottimale possibile, potendo contare anche sul nuovo fondo introdotto in questa gara, che alla fine si è comportato piuttosto bene.
Guai, però, a pensare, a una corsa vinta fin dall’inizio per Verstappen, il quale sopratutto nei primi giri ha avuto il suo maggior momento di difficoltà.
Al via della gara il campione olandese parte bene e prova a chiudere Norris (che mette la gomma anteriore e posteriore destra sull’erba), ma i due arrivano testa a testa alla prima Variante. Al momento di affrontare la prima curva, Norris è leggermente in vantaggio e chiude Verstappen, il quale però taglia la chicane, portandosi automaticamente in testa. L’episodio viene notato dalla Direzione Gara, e per evitare un’investigazione che avrebbe portato quasi sicuramente a una penalità, la Red Bull (tramite l’ingegnere di pista Giampiero Lambiase) invita Verstappen a restituire la posizione a Norris, cosa che avviene al termine del primo giro lungo il rettilineo del traguardo. A differenza di altre occasioni Norris non riesce ad ampliare il proprio vantaggio nei confronti di Verstappen, il quale non solo rimane attaccato al pilota inglese, ma all’inizio del quarto giro lo ripassa nuovamente.
Sfruttando il rettilineo del traguardo, infatti, Verstappen sferra il suo attacco arrivando in leggero vantaggio alla Prima Variante, cosa che gli permette di chiudere la strada a Norris e di poter così tornare in testa alla gara. Giro dopo giro il campione olandese amplierà progressivamente il proprio vantaggio, e solo in occasione della sosta (avvenuta sul finire del 37°giro) perderà la testa della corsa, che recupererà nove tornate dopo (nel corso del 47°giro), quando Norris si fermerà ai box per effettuare la sosta.
Nei nove-dieci giri che lo vedono alle spalle di Norris in seconda posizione, c’è stato anche un brivido per Verstappen in occasione del contatto avvenuto nel corso del 41°giro alla Variante della Roggia tra la Williams di Carlos Sainz Jr e la Haas di Oliver Bearman (successivamente punito dalla Direzione Gara per aver determinato il contatto) per il timore di un possibile ingresso della Safety Car. Per fortuna entrambe le monoposto coinvolte nel contatto sono potute ripartire, e così, una volta ripresa la testa della corsa dopo la sosta di Norris, Verstappen ha potuto festeggiare una vittoria a Monza (in un weekend di gara che ha visto il suo compagno di squadra Yuki Tsunoda chiudere in tredicesima posizione), che peraltro rappresenta anche il primo successo in un Gp domenicale per il neo Team Principal Red Bull Laurent Mekies.

©Getty Images
Dopo i record ottenuti in qualifica, anche il Gp d’Italia ha visto un nuovo record registrato da Max Verstappen (nominato dagli appassionati di tutto il mondo Driver Of The Day), con l’edizione 2025 che diventa la gara più corta di sempre nella storia della Formula 1, in quanto il campione olandese ha chiuso la gara in 1h13’24”325 con una velocità media di 250.706 Km/h, andando così a battere il record fatto registrare nel 2003 da Michael Schumacher, che all’epoca si era aggiudicato il Gp d’Italia in 1h14’19”838 con una velocità media di 247.585 Km/h.

Alle spalle della Red Bull di Max Verstappen troviamo in seconda e terza posizione le McLaren di Lando Norris e di Oscar Piastri. Su una pista come quella di Monza non congeniale alle caratteristiche tecniche della MCL39 (dotata di un assetto più carico pensato per gestire meglio le gomme), il team di Woking non ha potuto fare nulla contro l’assetto più scarico della Red Bull, non avendo di fatto una velocità di punta tale da rispondere alle performance di Verstappen. Come se questo non bastasse, nell’ultima parte del primo stint Norris accusa il ritmo piuttosto spinto che aveva assunto a inizio gara per restare il più vicino possibile a Verstappen, con Piastri abile a riavvicinarsi al compagno di squadra.
Arriviamo così alla sosta dei due piloti McLaren tra il 46° e il 47°giro, con Piastri che si ferma una tornata prima rispetto a Norris. Se il pit-stop di Piastri avviene molto rapidamente (1.9 secondi), quello di Norris vede l’errore con la pistola da parte di un meccanico al momento di avvitare la gomma anteriore destra, che permette così al pilota australiano di salire in seconda posizione.
Il team di Woking però non voleva assolutamente invertire la posizione in pista dei propri piloti, né al contempo penalizzare Norris per un errore originato al momento della sosta. Per questo motivo, la squadra (in accordo con il Team Principal Andrea Stella) chiede a Piastri di restituire la posizione a Norris, assicurandogli che negli ultimi giri sarebbe stato libero di lottare con il compagno di squadra per la seconda posizione alle spalle di Verstappen. Piastri inizialmente è titubante (come possiamo ascoltare nelle conversazioni con il suo ingegnere di pista Tom Stallard), sostenendo che un pit stop più lento può far parte delle corse. Dopo che ben due volte il suo ingegnere di pista gli ricorda che lo scorso anno a parti invertite Norris gli aveva lasciato strada in Ungheria (permettendogli di conquistare la sua prima vittoria in Formula 1), Piastri accetta, rassicurato dalla squadra che negli ultimi cinque giri avrebbe potuto battagliare con Norris per la seconda posizione.
All’inizio del 49°giro, dunque, Piastri restituisce la seconda posizione a Norris, il quale costruirà in quelle ultime quattro tornate un vantaggio di 2”144 che gli consentirà di tagliare il traguardo davanti al compagno di squadra.
La McLaren esce da Monza prendendo atto delle sue difficoltà sulle piste ad alta velocità, consapevole che anche la prossima gara di campionato a Baku potrebbe essere altrettanto ostica.

Chi esce delusa da Monza è la Ferrari, che sperava di poter ottenere una pole (o quantomeno bissare la vittoria dello scorso anno), e che invece chiude il Gp d’Italia in quarta posizione con Charles Leclerc (sopra raffigurato) e in sesta posizione con Lewis Hamilton.
L’idea di utilizzare un assetto più scarico per la gara di casa era buona (e la vittoria di Verstappen lo dimostra), il problema è semmai rappresentato dal potenziale della SF-25 che a Monza purtroppo si è visto solo in parte. Sia ben chiaro: sia Leclerc che Hamilton hanno fatto il massimo con quello che avevano a disposizione, il problema purtroppo è che di fatto mancava prestazione da parte della macchina, sopratutto nelle primissime fasi. Non solo per lottare con la McLaren, ma anche con la Red Bull.

Vero, al via Leclerc era riuscito a superare Piastri salendo in terza posizione, ma già all’altezza di Lesmo-1 il pilota australiano della McLaren è stato in grado di controsorpassarlo, approfittando del fatto che la SF-25 sembrava quasi scivolare in curva, cosa che ha portato nel corso dei primi giri le gomme di Charles a surriscaldarsi, con alle sue spalle la Mercedes di Russell che giro dopo giro era sempre più vicina.

© Getty Images
Solamente il lift and coast per una decina di giri ha permesso alle gomme di ritornare a delle temperature più accettabili, e solo a quel punto Leclerc è stato in grado di poter tornare ad effettuare dei tempi più vicini a quelli delle monoposto che lo precedevano (anche ampliando il suo vantaggio nei confronti di Russell), ma ormai purtroppo il gap era stato creato, e non c’era più alcun modo di poterlo ridurre in maniera significativa.
Intervistato al termine della gara da Mara Sangiorgio (Sky), Leclerc non nasconde come i primi giri siano stati complicati, avendo da parte sua provato a seguire delle macchine che ne avevano più di loro, ma le temperature si erano alzate eccessivamente, al punto che nei successivi dieci giri è stato costretto a dove effettuare del lift and coast per abbassarle. Charles però non ha rimpianti, è chiaramente dispiaciuto in un weekend così speciale come quello di Monza di non aver potuto fare di più, ma (come dichiarato anche in altre interviste) questo era il massimo che poteva ottenere. Guardando alle prossime gare, Leclerc guarda con parziale fiducia a Baku, che è una pista che gli piace tanto, e in cui nel 2021 (pur con una macchina con cui faticava) riuscì ad ottenere la pole position. Detto questo, dopo le qualifiche c’è la gara, ed è lì secondo il pilota monegasco che si vede il passo della macchina, cosa che però in questo momento manca alla SF-25. Se una vittoria a Baku potrebbe essere complicata secondo Leclerc (più probabile la pole), maggiormente possibilità è sembrato essere per quanto riguarda Singapore (altra pista che gli piace e dove la pole position è importante), così come Las Vegas dove a seconda di Charles ci potrebbe essere una possibilità.

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Se Leclerc ha chiuso il Gp d’Italia in quarta posizione, positiva può essere considerata la gara di Lewis Hamilton, partito dalla decima posizione, e risalito fino al sesto posto finale dopo aver guadagnato al via due posizioni sulla Mercedes di Antonelli e sulla Red Bull di Tsunoda, e dopo aver superato in prossimità dell’ingresso alla Prima Variante sfruttando il rettilineo del traguardo sia l’Aston Martin di Alonso (costretto poi al ritiro nel corso del 25°giro per la rottura della sospensione anteriore sinistra al momento di passare sul cordolo esterno alla Variante Ascari) all’inizio del quinto giro e la Sauber di Gabriel Bortoleto all’inizio della settima tornata.
Una volta giusto alle spalle della Mercedes di Russell, Hamilton ha provato a fare qualcosa di differente provando ad allungare il primo stint con l’obiettivo di effettuare la sosta in occasione di una possibile Safety Car, alla fine non palesatasi. Fermatosi nel corso del 39° giro, l’eptacampione inglese ha chiuso la gara staccato di 4”568 da Russell.
Intervistato al termine della gara da Mara Sangiorgio (Sky), Hamilton ha dichiarato di essere molto contento dei progressi che sta facendo con la squadra, affermando di essere reduce da un weekend molto forte in termini di prestazione complessiva, e di riuscire a comprendere sempre di più questa vettura. Lewis non sa se sarà mai al 100% a suo agio, però spera che la macchina 2026 gli permetterà di contribuire di più a cominciare dall’inizio del weekend. Se non fosse stato per la penalità rimediata a Zandvoort, Hamilton è convinto che in gara avrebbe potuto fare molto di più, aggiungendo di essere sicuro che ci sarà l’opportunità di poterlo fare.

A sandwich tra le Ferrari di Leclerc e di Hamilton troviamo in quinta posizione la Mercedes di George Russell, con il pilota inglese autore di una gara regolare in cui ha finito per soffrire non solo il maggior carico presente sulla W16, ma anche la tendenza a surriscaldare le gomme posteriori da parte della sua monoposto. Difficoltosa anche la gara di Andrea Kimi Antonelli, con il 18enne pilota bolognese che nelle fasi finali della gara è stato penalizzato di cinque secondi (retrocedendo dall’ottavo al nono posto finale) e con un punto sulla Superlicenza per aver spinto la Williams di Alexander Albon con due ruote sull’erba ad alta velocità prima di affrontare curva 3 (la Biassono).
Se al termine della gara ai microfoni di Sky il Team Principal Mercedes Toto Wolff ha avuto parole estremamente lusinghiere nei confronti del vincitore Max Verstappen (affermando che oggi c’è solo un ragazzo che va bene, che fa sembrare gli altri stupidi), per quanto riguarda la sua squadra il manager austriaco non è apparso particolarmente soddisfatto, affermando che per loro il weekend non è stato ottimo, così come non lo è stato sia per Russell che per Antonelli. Secondo Wolff, infatti, ci sono state troppe cose sbagliate, così come i tempi hanno oscillato un po' troppo. La macchina non era al livello della gara vinta a Montreal, e un quinto e nono posto non sono per lui soddisfacenti.
Scorrendo la classifica, merita di essere sottolineato positivamente il settimo posto della Williams di Alexander Albon (al termine di una gara che ha visto il compagno di squadra Carlos Sainz Jr chiudere appena fuori dalla zona punti in undicesima posizione), così come l’ottavo posto della Sauber di Gabriel Bortoleto, che si conferma un giovane di talento in una gara che ha visto il ritiro del più esperto compagno di squadra Nico Hulkenberg al termine del giro di formazione per un problema idraulico. Punto prezioso per la Racing Bulls, grazie a Isack Hadjar (partito dalla pitlane) che regala al team di Faenza un decimo posto che gli consente di consente di ridurre a un solo punto il distacco dal sesto posto in Classifica Costruttori, attualmente occupato dall’Aston Martin.

Le Classifiche iridate
In Classifica Piloti Oscar Piastri resta in testa con 324 punti, con il compagno di squadra Lando Norris (secondo) a quota 293. In terza posizione troviamo Max Verstappen con 230 punti, seguito da Russell (194), Leclerc (163), Hamilton (117), Albon (70), Antonelli (66), Hadjar (38), Hulkenberg (37), Stroll (32), Alonso (30), Ocon (28), Gasly e Lawson (20), Bortoleto (18), Bearman e Sainz (16), Tsunoda (12).
In Classifica Costruttori la McLaren è in testa con 617 punti, seguita da Ferrari (280), Mercedes (260), Red Bull (239), Williams (86), Aston Martin (62), Racing Bulls (61), Sauber (55), Haas (44), Alpine (20).
Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 21 Settembre per il Gp d’Azerbaijan, che verrà trasmesso in diretta pay da Sky (e in streaming su Now) e in differita pomeridiana in chiaro su TV8.
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