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F1 Grand Prix of Emilia-Romagna - Qualifying

IMOLA, ITALY - MAY 18: Pole position qualifier Max Verstappen of the Netherlands and Oracle Red Bull Racing is presented with the Pirelli Pole Position Award by Joshua Zirkzee in parc ferme during qualifying ahead of the F1 Grand Prix of Emilia-Romagna at Autodromo Enzo e Dino Ferrari Circuit on May 18, 2024 in Imola, Italy. (Photo by Mark Thompson/Getty Images)© Getty Images

F1 Imola: Verstappen in pole, Ferrari in seconda fila

Il campione olandese conquista la pole position del Gp del Made in Italy e dell’Emilia Romagna precedendo la McLaren di Lando Norris e le Ferrari di Leclerc e di Sainz. Piastri retrocesso dal secondo al quinto posto per impeding ai danni di Magnussen

Il sigillo del campione. In un weekend che ha visto la Red Bull in evidente difficoltà nelle tre sessioni di prove libere per via di un bilanciamento non del tutto ottimale nel secondo settore, è Max Verstappen a fare la differenza nel corso delle qualifiche del Gp del Made in Italy e dell’Emilia Romagna (settima prova del Mondiale 2024 di Formula 1), andando a conquistare non solo la sua settima pole position stagionale (la 39° in carriera), ma addirittura riuscendo ad emulare ben due record: quello relativo all’ottava pole position consecutiva (stabilito da Ayrton Senna tra il 1988 e il 1989 con la McLaren) e quello relativo alla sette pole nelle prime sette gare, conseguito da Alain Prost nel 1993 al volante della Williams.

A differenza di altre occasioni la Red Bull RB20 fin dalla prima sessione di prove libere del venerdì aveva evidenziato sia con Verstappen che con Perez di essere molto performante nel primo settore, ma di soffrire non poco il secondo settore, dando quasi la sensazione di non riuscire a stare in strada, con Verstappen autore di numerosi errori/lunghi sia nella percorrenza della curva delle Acque Minerali sia della Variante Gresini.

Nel corso della notte tra venerdì e sabato la squadra aveva studiato tantissime soluzioni per provare a risolvere il problema (coinvolgendo al simulatore anche il pilota di Formula E Jake Dennis), senza però riuscirci completamente, con Perez che nel finale della FP3 era andato addirittura a muro all’altezza della Gresini, danneggiando ala e sospensione anteriore.

È in questo frangente così delicato per il team campione del mondo che è emerso una volta di più il talento di Verstappen: non solamente una modifica suggerita all’ultimo minuto e applicata sulla monoposto nella pausa tra la FP3 e le qualifiche ha portato i risultati sperati sul fronte del bilanciamento, ma nel corso delle qualifiche è stato lo stesso campione del mondo olandese a prendere per mano la squadra, facendo letteralmente la differenza in pista nel primo settore (con particolare riferimento alle curve 2-3-4), difendendosi poi con merito nel secondo settore (affrontato con una monoposto decisamente più bilanciata rispetto alle libere), così come nel terzo, ottenendo così delle pregevoli prestazioni sia in Q1 (1’15”762, con 61 millesimi di vantaggio sulla Ferrari di Leclerc), che in Q2 (1’15”176, con 152 millesimi sulla Rossa del pilota monegasco), che nel primo tentativo del Q3 (1’14”869, con 73 millesimi di vantaggio sulla McLaren di Lando Norris).
Se a questo poi aggiungiamo nell’ultimo tentativo lanciato in Q3 la preziosissima scia volutamente fornitagli dal pilota tedesco della Haas Nico Hulkenberg (che Max aveva aiutato in precedenza fornendogli un po' di scia all’uscita della Variante Alta), ecco spiegato il tempo record di 1’14”746 (nonostante un errore in uscita all’uscita della Rivazza 2), grazie al quale il campione olandese della Red Bull si è potuto assicurare una nuova, prestigiosa pole position, nonostante le difficoltà patite sopratutto nella giornata di venerdì, e non ancora del tutto risolte dalla Red Bull, come emerge dall’undicesimo tempo finale del compagno di squadra Sergio Perez, eliminato in Q2 dopo aver rischiato di perdere per la seconda volta la sua monoposto alla Variante Gresini dopo l’incidente occorsogli (come detto in precedenza) negli ultimissimi minuti della FP3 odierna.

Tornando però a Verstappen (premiato con il tradizionale ruotino dal connazionale attaccante del Bologna Joshua Zirkzee), quello che ha colpito tutti gli osservatori nel paddock è stata la facilità con cui il campione olandese è riuscito a trovare una buona prestazione non solo rispetto al compagno di squadra Perez ma anche e sopratutto in confronto ai principali avversari di McLaren e Ferrari, riuscendo a far prevalere il talento di un pilota sulla monoposto. Aspetto, questo, caratteristico della Formula 1 di una volta, ma che purtroppo in quella contemporanea siamo andati progressivamente a perdere.

Intervistato al termine delle qualifiche da Davide Valsecchi, Verstappen ha ammesso quanto anche questa mattina il weekend fosse stato per lui molto difficile, per cui alla fine era incredibilmente felice della pole conseguita a Imola, frutto anche di alcune modifiche apportate prima delle qualifiche che lo hanno fatto sentire meglio. Il campione olandese non ha nascosto l’emozione di essere riuscito ad eguagliare il record di otto pole consecutive fatto registrare da Senna tra il 1988 e il 1989 proprio ad Imola, affermando che questa cosa è un bel modo per ricordare il leggendario campione brasiliano, definito da Verstappen come un fenomeno sopratutto sui giri di qualifica.

In casa Red Bull, quindi, se da una parte Verstappen festeggia una incredibile pole position dimostrando una volta di più di fare la differenza quando veramente conta, Perez deve registrare una clamorosa eliminazione in Q2 con l’undicesimo tempo (che complicherà non poco la sua gara, su una pista dove non è facilissimo superare). Intervistato al termine delle qualifiche, il pilota messicano ha motivato questo suo passo falso con un bloccaggio alla Tosa che, complice anche il lungo alla Variante Gresini, lo ha portato a perdere ben due decimi e mezzo rispetto al tempo precedente. L’auspicio è che quella odierna possa esser stata una semplice battuta d’arresto e non l’inizio delle ormai tradizionali difficoltà che caratterizzano le sue performance in Red Bull una volta che arriva un pacchetto di aggiornamenti volto a privilegiare lo stile di guida di Verstappen.

Alle spalle di Verstappen troviamo la McLaren, che conferma anche a Imola la bontà tecnica dell’aggiornamento introdotto a Miami in toto sulla monoposto di Lando Norris, e che in questo weekend è stato inserito del tutto anche sulla monoposto di Oscar Piastri, con il giovane pilota australiano che nel corso della giornata odierna (tra la terza sessione di prove libere e le qualifiche) si è fatto decisamente preferire rispetto a Norris, autore di un lungo nel corso della simulazione del giro secco nella FP2 del venerdì che lo ha privato del miglior tempo, e che nella giornata odierna in qualifica non è riuscito a tirare fuori il massimo potenziale della sua monoposto.


Nel corso del Q1, però, Piastri è stato protagonista di un impeding ai danni di Kevin Magnussen, risultato purtroppo decisivo ai fini dell’eliminazione del pilota danese della Haas.

Inevitabile l’investigazione da parte della Direzione Gara, così come le tre posizioni di penalità a carico del giovane pilota australiano della McLaren: se le qualifiche avevano visto Piastri chiudere in seconda posizione con 17 millesimi di vantaggio sul compagno di squadra Norris (terzo), dopo la penalità inflitta a Piastri la griglia di partenza del Gp del Made in Italy e dell’Emilia Romagna vedrà Lando Norris partire secondo, con Piastri retrocesso dal secondo al quinto posto in griglia.

Soffermandoci sulle prestazioni della McLaren nel corso dell'ultimo giro lanciato in Q3 è peraltro possibile notare alcune differenze tra Piastri e Norris: se il primo settore vede entrambi i piloti del team di Woking migliorare il proprio tentativo precedente nonostante il loro parziale sia superiore a quello fatto registrare da Verstappen seppur con l'aiuto della scia di Hulkenberg (23.408), nel secondo settore mentre Norris non riesce a migliorarsi (con il gap su Verstappen quantificabile in 195 millesimi, salvo poi salire a 344 millesimi una volta che il campione olandese fa registrare il tempo di 1'14"746), Piastri riesce addirittura a far registrare il parziale record (25.921), con il gap su Verstappen che in quel tratto scende a 50 millesimi, salvo poi salire a 199 millesimi una volta che il campione olandese migliora la propria prestazione come detto in 1'14"746. Nel terzo settore, infine, sia Norris che Piastri riescono a recuperare la quasi totalità del distacco nei confronti di Verstappen: se Piastri taglia il traguardo in 1'14"820, con un distacco finale di 74 millesimi dalla Red Bull del campione olandese, Norris fa registrare il parziale record nell'ultimo settore (25.163) chiudendo con il tempo di 1'14"837, con ben 253 millesimi recuperati nell'ultimo settore, e con il gap che scende a 91 millesimi, come si evince anche da questo filmato che mette a paragone il giro di Verstappen con quello di Norris.
In ottica gara è necessario rilevare che il team di Woking non solo nella simulazione del passo gara fatta in FP2 è stata l’unica squadra a simulare il long run sia con gomme medie che con gomme dure, ma è stata anche l’unica squadra ad evidenziare un passo gara molto interessante con le gomme più dure. Ecco, quindi, perché in ottica gara la McLaren potrebbe diventare un cliente piuttosto complicato per la Red Bull, e in particolare per Max Verstappen.
Se entrambi i piloti McLaren al termine delle qualifiche hanno espresso massima soddisfazione per il proprio giro ai microfoni di Davide Valsecchi, Norris non ha mancato di sottolineare come essere davanti alle Ferrari sia per il team un bel risultato, affermando che in ottica gara i margini sono minimi, per cui tutto si deciderà tra partenza e strategia.

Alle spalle della McLaren, troviamo in quarta e quinta posizione (divenute terza e quarta dopo la penalità per impeding inflitta alla McLaren di Piastri) le Ferrari di Charles Leclerc (sopra raffigurato) e di Carlos Sainz Jr, fortemente attese per via del pacchetto di aggiornamenti introdotto in questa gara dalla scuderia di Maranello. Se è vero che Imola forse non rappresentava la gara ideale per valutare la bontà degli aggiornamenti in quanto la pista ben si sposa con le caratteristiche di Red Bull e McLaren, bisogna comunque dire che gli aggiornamenti sembrano aver indubbiamente funzionato sulla SF-24, la quale però continua ancora a mantenere la difficoltà nell’accendere correttamente la gomma sul giro secco. Una riprova sta nel fatto che sopratutto nel primo settore (e in particolare nelle curve 2 e 3) Leclerc e Sainz abbiano particolarmente faticato nei confronti non solo della Red Bull ma anche della McLaren, mentre sopratutto nel secondo settore così come nel terzo la Ferrari era decisamente più performante rispetto ai principali avversari, con Leclerc apparso in particolare più a suo agio con i nuovi aggiornamenti, come peraltro era emerso nella giornata del venerdì, che aveva visto il pilota monegasco ottenere la migliore prestazione cronometrica sia in FP1 che in FP2.

Intervistato al termine delle qualifiche da Sky, Leclerc ha dichiarato che pur essendo stati vicini ai principali avversari, sia lui che Carlos non riescono a capire cosa manchi nelle curve 2 o 3, o comunque nel primo settore, nonostante siano state provate tante cose. Un problema, questo, su cui la squadra continuerà a lavorare, ma che al momento tende ancora a manifestarsi. Secondo Leclerc al momento un altro punto di forza della Red Bull di Verstappen è la capacità della RB20 di saper forzare con i cordoli, con il pilota monegasco che ha provato ad emulare il campione olandese, senza però riuscirci con la sua SF-24.

Se al termine delle qualifiche Leclerc è apparso un po' deluso dall’andamento della sessione dalla quale si aspettava qualcosa di più, di tutt’altro parere è apparso Carlos Sainz Jr, il quale sempre ai microfoni di Sky ha dichiarato che da questa gara non si aspettava sinceramente qualcosa di più, ritenendo la pista di Imola più a favore di McLaren o di Red Bull, con il pilota spagnolo che è fortemente convinto del fatto che nel corso della stagione arriveranno sicuramente dei circuiti pro Ferrari. Al momento (secondo il pilota spagnolo) alla squadra mancano ancora 2-3 decimi, che gli attuali regolamenti non consentono di trovare facilmente.
Confermando le parole di Leclerc, Sainz ha poi dichiarato che oggi in qualifica per via del vento che spingeva al posteriore la macchina faceva fatica sia in curva 2-3 che in curva 7. Questo vuol dire che bisognerà perfezionare alcuni dettagli con i pacchetti, ma in ottica gara Carlos è convinto di poter lottare per il podio. Non però per la vittoria, dove a suo parere ci vorrebbe qualcosa di simile a quello che la McLaren ha trovato nella precedente gara di Miami.

Più ottimista sotto questo aspetto è sembrato Frederic Vasseur: intervenuto ai microfoni di Sky in occasione del “Paddock Live Show”, il Team Principal della scuderia di Maranello ha infatti dichiarato che se indubbiamente a Imola è difficile superare e che per farlo i piloti dovranno riuscirci o in partenza o con le strategie, dall’altra parte Vasseur ha dichiarato che per via della ghiaia presente in alcune curve (vedi ad esempio la Variante Gresini) potrebbero esserci in gara diverse occasioni in cui possa scendere in pista la Safety Car, per cui sarà senza dubbio importante la strategia, aggiungendo che domani potrebbe essere possibile la vittoria.

In sesta e ottava posizione troviamo le Mercedes rispettivamente di George Russell (sopra raffigurato) e di Lewis Hamilton. Se nelle libere di venerdì la Mercedes aveva molto ben impressionato (facendo registrare in FP1 il secondo tempo con Russell e il settimo con Hamilton, mentre in FP2 era stato Hamilton a far registrare il quarto tempo con Russell quinto), in qualifica il team tedesco ha confermato di essere la quarta forza in campo, con Russell che ha provato a tirar fuori il massimo dalla sua W15 arrivando a un solo millesimo dalla Ferrari di Carlos Sainz Jr, con Hamilton ottavo, preceduto dalla Racing Bulls di Yuki Tsunoda.
Se al termine delle qualifiche Russell si è dichiarato molto soddisfatto del suo ultimo tentativo in Q3, ammettendo però che in gara sarà molto difficile superare (sperando di venir smentito dai fatti) e concludendo che rispetto alle ultime gare la macchina va molto meglio (motivo per il quale bisogna solo continuare a lavorare e a migliorare), un po' più pessimista è apparso Lewis Hamilton, il quale ha dichiarato che se nella giornata di venerdì la macchina andava molto bene, oggi (sabato) ha faticato a trovare lo stesso livello di aderenza, affermando che gli ,mancava un po' di ritmo.

Nel sottolineare l’ottimo lavoro fatto da Russell, Hamilton ha poi dichiarato che in ottica gara proverà a recuperare qualche posizione, ammettendo però che a Imola è molto difficile sorpassare, motivo per il quale se non succede qualcosa di straordinario riuscirà a guadagnare solo pochissime posizioni.

In settima e nona posizione troviamo le Racing Bulls di Yuki Tsunoda (sopra raffigurato) e di Daniel Ricciardo. Se il pilota australiano di origini italiane è riuscito ad accedere alla Q3 cercando poi di dare il massimo nell’unico run a disposizione, impressionante è stata la prestazione del pilota giapponese che già in FP2 aveva fatto registrare il terzo tempo, e che dopo il quarto tempo fatto registrare in Q1, in Q2 aveva addirittura ottenuto il terzo tempo, alle spalle di Verstappen e di Leclerc. In ottica gara è chiaro come l’obiettivo del team di Faenza sia la top 10, mai così seriamente a portata di mano.

A chiudere la top 10 troviamo in decima posizione la Haas di Nico Hulkenberg, con il pilota tedesco che ha dimostrato ancora una volta tutta la sua efficacia sul giro secco.

Nella top 10 non troviamo a sorpresa Fernando Alonso (sopra raffigurato nel corso della FP3): dopo l’impatto nel corso della FP3 contro le barriere all’altezza della Rivazza (e la conseguente visita al centro medico, che lo dichiarato fit, e di conseguenza in grado di correre) il campione asturiano è tornato in pista nel corso del Q1 con la sua AMR24 (prontamente riparata dai meccanici Aston Martin), commettendo però un lungo all’altezza del Tamburello, andando a danneggiare il fondo della sua monoposto, chiudendo così le qualifiche in ultima posizione.
Intervistato dal sito ufficiale della Formula 1, Alonso ha raccontato che non avendo potuto girare molto in FP3, in occasione delle qualifiche in Q1 era stata messa un po' più di benzina nella sua monoposto per potergli far fare qualche giro in più, e paradossalmente il suo miglior giro è stato proprio il primo. Alonso ha poi ammesso che nella giornata di oggi è andato tutto storto, e che in ottica gara sarà estremamente dura, auspicando che il prossimo weekend di gara a Montecarlo possa essere migliore.

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