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F1 Abu Dhabi: Verstappen in pole, Leclerc secondo© Getty Images

F1 Abu Dhabi: Verstappen in pole, Leclerc secondo

Max Verstappen conquista la pole position del Gp di Abu Dhabi davanti alla Ferrari di Charles Leclerc e alla McLaren di Oscar Piastri. Eliminati Sainz in Q1 (partirà sedicesimo) e Hamilton in Q2 (partirà undicesimo)

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Una pole inaspettata, per quanto visto nelle libere. Max Verstappen conquista la pole position del Gp di Abu Dhabi (ultima prova del Mondiale 2023 di Formula 1) davanti alla Ferrari di Charles Leclerc e alla McLaren di Oscar Piastri al termine delle qualifiche, che hanno così consentito al campione olandese della Red Bull di eguagliare le 32 pole conquistate in carriera dall’indimenticabile Nigel Mansell. Guai, però, a pensare a una pole scontata o già scritta: mai come in questa occasione, infatti, si è visto il talento del campione olandese, capace di fare la differenza e a richiedere le dovute modifiche, se necessario.


Dopo aver rinunciato alla FP1 per lasciar spazio (al pari del compagno di squadra Sergio Perez) a un rookie (come prevede il Regolamento sportivo della F1, che fissa in due le FP1 stagionali in cui i piloti titolari sono costretti a lasciare la propria monoposto a beneficio dei rookie), Verstappen (sopra raffigurato nel corso della FP3 odierna) è tornato al volante della RB19 in occasione della FP2, che ha visto l’interruzione per ben due volte della sessione (con il tempo che continuava regolarmente a scorrere) per consentire il recupero delle monoposto incidentate di Carlos Sainz Jr (Ferrari) prima e di Nico Hulkenberg (Haas) poi, impedendo così al campione olandese di poter correggere un assetto di base adottato dalla Red Bull che si è rivelato essere decisamente sbagliato. Se in passato il team austriaco era solito modificare il proprio assetto nella notte tra FP2 e FP3 mettendo a disposizione di Verstappen una monoposto decisamente più bilanciata, questo non è avvenuto nella mattinata odierna, con Max decisamente scontento dell’assetto determinato, al punto da richiedere nuovamente una modifica dell’assetto nei minuti finali della FP3, con in particolare la sostituzione della barra antirollio. Chiusa la FP3 in sesta posizione, la sensazione che si avvertiva nel paddock era quella di una Red Bull in difficoltà con l’assetto, che difficilmente sarebbe stata in grado di lottare per la pole position. Non è andata per nulla così: con il tramonto del sole e l’abbassamento della temperatura la RB19 grazie alle modifiche richieste da Verstappen ha ripreso vita fin dal Q1, ottenendo poi nel primo tentativo lanciato del Q3 la prestazione cronometrica (1’23”445) che gli è poi valsa la pole position.

Intervistato al termine delle qualifiche dall’ex pilota di F1 Jolyon Palmer, Verstappen ha dichiarato che dopo aver faticato tanto per tutto il weekend, assieme alla squadra sono riusciti a migliorare la monoposto per le qualifiche, mettendolo nelle condizioni fin dal Q1 di poter spingere un po' di più, evitando di scivolare e di perdere del tempo sul giro come avvenuto durante le prove libere. Pensando al Gp, il campione olandese non si è voluto sbilanciare molto con Palmer dichiarando di non avere idea di come la sua RB19 si comporterà in gara, anche se di solito si comporta piuttosto bene. Detto questo, però, lo stesso tre volte campione del mondo olandese non ha nascosto che la stagione di F1 che si sta per concludere sia stata una speciale, e che all’interno della squadra ci sia molta soddisfazione per i risultati ottenuti.
Aldilà delle dichiarazioni rilasciate a Palmer, è chiaro che anche grazie alla pole odierna Verstappen resta senza ombra di dubbio il favorito numero uno per la vittoria della gara.

Restando in casa Red Bull, sfortunata è stata la qualifica di Sergio Perez. Il pilota messicano aveva fatto registrare al termine dell’ultimo tentativo cronometrato in Q3 il quinto tempo, ma a causa del mancato rispetto dei track limits in curva 1 gli è stato cancellato il tempo ottenuto (1’23”868), con conseguente retrocessione al nono posto.
Al termine delle qualifiche Checo non ha nascosto la sua amarezza, auspicando che durante l’inverno possa essere trovata una volta per tutte una soluzione migliore sul fronte dei track limits. Soffermandosi poi sulle sue qualifiche, Perez ha dichiarato di essersi sentito molto competitivo in Q1 e Q2, salvo poi in Q3 accusare un problema di guidabilità con il primo set di gomme, e non riuscire a rispettare i track limits con il secondo set, ponendosi in ottica gara il podio come obiettivo principale.

Qualifica in chiaroscuro anche in Ferrari: se Charles Leclerc (sopra raffigurato nel corso della FP3 odierna) conquista un incredibile secondo posto, Carlos Sainz Jr viene purtroppo eliminato in Q1, e domenica in gara dovrà pertanto partire dalla sedicesima posizione in griglia di partenza.
Se nella giornata del venerdì Leclerc aveva fortemente impressionato in FP2 ottenendo il miglior tempo della sessione (dopo aver ceduto la sua monoposto in FP1 a un buonissimo Robert Shwartzman, arrivato a 30 millesimi dalla prestazione cronometrica di Carlos Sainz Jr) facendo registrare il parziale record nel secondo settore e delle buone performance nel primo e nel terzo settore, questa mattina in FP3 dinanzi a un miglioramento sul passo gara (apparso piuttosto convincente) è coinciso un passo indietro sul giro secco. In tanti immaginavano a questo punto per la Ferrari una possibile seconda-terza fila, ma nessuno aveva fatto i conti con il grande talento di Leclerc sul giro secco, con il pilota monegasco che nell’ultimo tentativo in Q3 (effettuato con gomma soft nuova) è arrivato a soli 139 millesimi dalla pole position di Verstappen, facendo registrare il tempo di 1’23”584.

Intervistato da Sky al termine delle qualifiche, Leclerc non ha esitato a definire un mezzo miracolo la prima fila, non nascondendo di aver molto faticato sia nella FP3 della mattina, sia in Q1 e Q2. Guardando agli avversari, il pilota monegasco della Rossa è consapevole che ad Abu Dhabi McLaren e Red Bull siano molto forti (e altrettanto lo saranno in gara), e che Mercedes sia stata piuttosto competitiva nelle libere, mentre in qualifica ha fatto molta più fatica. Detto questo, però, secondo Charles è la gara domenicale quella che davvero conta, e il suo obiettivo è quello di finire davanti alla Mercedes, non nascondendo che se per caso ci dovesse essere la possibilità di poter lottare per la vittoria (sebbene considerando la pista e il caldo sarà molto più complicato rispetto che a Las Vegas) lui non esiterà a provarci.

Chi è chiamato a una nuova gara di rimonta è senza ombra di dubbio Carlos Sainz Jr (sopra raffigurato nel corso della FP3 odierna), autore di una qualifica e di un weekend di gara piuttosto deludente, che ha visto il pilota spagnolo andare contro le barriere in FP2 e venir eliminato in Q1 (cosa che non accadeva dal Gp del Brasile 2019, quando guidava ancora per la McLaren) con il sedicesimo tempo.
Intervistato da Sky, Sainz non ha nascosto le difficoltà accusate in qualifica, sostenendo di essere uscito in ritardo dai box per l’ultimo run, di aver avuto un problema all’ala anteriore, e di aver trovato traffico nel primo e nel secondo settore. Anche se il terzo settore è stato molto buono, purtroppo non è stato sufficiente per garantire un passaggio in Q2.
Sainz, come detto, è chiamato a una difficile gara di rimonta su una pista che non favorisce molto i sorpassi per cercare di dare il proprio contributo nella caccia alla Mercedes per il secondo posto della Classifica Costruttori.

In terza e in quinta posizione troviamo la McLaren, con Oscar Piastri (sopra raffigurato nel corso della FP3 odierna) davanti a Lando Norris. Su una pista che sembra esaltare sopratutto nel primo settore le caratteristiche tecniche della MCL60, il team di Woking non ha deluso, anche se dai piloti forse era lecito aspettarsi un po' di più. Vero, Piastri alla fine ha conquistato il terzo posto in griglia, ma non sono mancate delle sbavature nel giro di qualifica del giovane rookie australiano, protagonista peraltro nell’ultimo giro lanciato di un potenziale impeding ai danni dell’Alpine di Pierre Gasly.


Piastri è stato poi assolto dalla Direzione Gara: come possiamo leggere nel comunicato diffuso dalla Direzione Gara,“la telemetria dell'auto 10 (di Gasly n.d.r) ha mostrato che l'acceleratore era al 100% quando l'auto 10 si è avvicinata e ha superato l'auto 81 (di Piastri n.d.r). Il conducente dell'auto 10 ha dichiarato che doveva prendere un minor cambio di direzione ma ciò non ha influito sul suo giro. L'autista dell'auto 10 ha dichiarato di non esser stato influenzato dall'auto 81, e i dati hanno mostrato che ha ottenuto il suo tempo più veloce nel mini-settore proprio in quel punto”.

Intervistato al termine delle qualifiche, Piastri non ha nascosto di essere arrivato in qualifica senza aver completato un giro pulito nelle varie sessioni di libere, pasticciando in Q1, mettendo tutto insieme in Q2, e trovando una buona prestazione in Q3, sebbene sia consapevole del fatto che avrebbe potuto fare un po' di più. In ottica Gp il giovane rookie australiano è convinto che un po' tutti abbiano puntato sulla simulazione del giro secco, per cui sarà importante capire come si svilupperà la gara, assicurando che darà tutto se stesso per regalare un buon risultato alla McLaren.

Se Piastri si è qualificato in terza posizione, Lando Norris si è dovuto accontentare del quinto posto. Pur essendo più veloce di Piastri, il giovane talento inglese della McLaren è stato protagonista di un traversone nella zona dell’hotel, che lo ha privato di una potenziale seconda posizione.

Intervistato da Sky, Norris non ha nascosto la sua delusione, dichiarando che aveva avuto la sensazione di poter prendere la pole ma che alla fine non c’è riuscito, in quanto ha perso il posteriore della sua MCL60 nella zona dell’hotel, andando così a rovinare un giro che a suo giudizio era buono. In ottica gara Norris non si pone obiettivi, auspicando che il passo sia efficace, che il degrado sia buono, ma sopratutto di potersi divertire.

Al pari di Ferrari anche Mercedes deve registrare una qualifica in chiaroscuro, con George Russell (sopra raffigurato nel corso della FP3 odierna) quarto e Lewis Hamilton eliminato addirittura in Q2 con l’undicesimo tempo.
Una W14 dai due volti, quella vista sul circuito di Yas Marina, estremamente competitiva con Russell (autore del miglior tempo in FP1 e FP3) e al contempo in evidente difficoltà con Lewis Hamilton, mai a suo agio al volante della monoposto, al punto da venir eliminato per la seconda volta consecutiva in Q2 dopo la scorsa settimana a Las Vegas.
Comprensibile il differente stato d’animo dei due piloti: se Russell non ha nascosto il rammarico per il quarto posto in griglia dopo le migliori performance fatte registrare nelle libere auspicando però non solo la possibilità di poter salire sul podio per ottenere il massimo dei punti per la squadra in Classifica Costruttori ma anche la possibilità che domenica in gara Hamilton possa fare dei progressi, l’eptacampione del mondo non ha nascosto le sue difficoltà con la W14 nonostante il suo assetto fosse simile a quello del compagno di squadra.


Hamilton, infatti, ha dichiarato che pur avendo lo stesso assetto della W14 gemella di Russell non è riuscito di fatto ad ottenere delle prestazione simili, affermando che bisogna capire cosa ci sia nel suo lato di garage che sta causando una mancanza di prestazioni, in modo poi da poter fare del proprio meglio, e recuperare domenica in gara più posizioni possibili.

Scorrendo la classifica, merita di essere sottolineato il sesto posto in griglia dell’AlphaTauri di Yuki Tsunoda (sopra raffigurato nella FP3 odierna) in una qualifica che ha visto il suo compagno di squadra Daniel Ricciardo chiudere in quindicesima posizione, a conferma che il nuovo fondo portato per quest’ultima gara di campionato (e che quasi sicuramente vedremo anche sulla monoposto del prossimo anno) sembra funzionare molto bene sull’AT04.


In settima posizione troviamo Fernando Alonso (Aston Martin), in un weekend che ha visto il suo compagno di squadra Lance Stroll qualificarsi in tredicesima posizione, venendo così eliminato in Q2. Intervistato da Sky, Alonso è sembrato piuttosto sfiduciato in merito alla possibilità di poter conquistare il quarto posto in Classifica Costruttori a spese della McLaren, sostenendo che il team di Woking è molto veloce ad Abu Dhabi, e in una gara normale a suo giudizio è impossibile togliere loro dodici punti a meno che non accusino un problema o un ritiro, cercando in quel caso di fare punti con entrambe le vetture.
Soffermandosi sull’esito delle qualifiche, per Alonso il settimo posto è un buon risultato, vista la scarsa competitività evidenziata in FP3. In ottica gara il campione asturiano è convinto che il degrado renderà la corsa come una sopravvivenza, per cui nel loro caso l’auspicio è che ci possa essere un po' di caos che possa consentire loro di poter emergere.

Positivo l’ottavo posto della Haas grazie all’ottima performance di Nico Hulkenberg sul giro secco, mentre in decima posizione troviamo l’Alpine di Pierre Gasly, in un weekend che ha visto il suo compagno di squadra Esteban Ocon qualificarsi con il dodicesimo tempo.

Un cenno lo merita infine la Williams: se Alexander Albon è stato eliminato in Q2 con il quattordicesimo tempo, non tragga in inganno l’ultimo posto di Logan Sargeant. Il pilota americano aveva realizzato due ottime performance in Q1 (assaporando per alcuni secondi anche l’emozione del quarto posto in classifica), ma la cancellazione di entrambi i tempi per mancato rispetto dei track limits lo hanno portato a chiudere in ultima posizione senza alcun tempo cronometrato e a dover chiedere alla Direzione Gara di dover prender parte alla gara perché fuori dal 107% (permesso ovviamente accordato). Una Williams, quella vista ad Abu Dhabi, in crescita rispetto a un anno fa e che siamo certi proverà a confermare questo trend anche il prossimo anno.

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