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Mike Elliott e l’addio alla Mercedes© Mercedes

Mike Elliott e l’addio alla Mercedes

Il Chief Technical Officer inglese (padre della W13 e W14) ha deciso dopo undici anni di lasciare il team tedesco per una nuova avventura professionale (ancora da definire), una volta concluso il periodo di gardening leave

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Una notizia che da qualche mese era lecito ipotizzare, ma che solo nel pomeriggio di Martedì 31 Ottobre ha avuto la sua ufficialità. L’attuale Chief Technical Officer (CTO) della Mercedes, Mike Elliott, ha infatti deciso dopo undici anni di lasciare il team tedesco per una nuova avventura professionale, una volta che avrà concluso l’inevitabile periodo di gardening leave. Elliott paga sostanzialmente gli scarsi risultati conseguiti dalla filosofia zero pods sulle W13 e W14 (da lui fortemente voluta una volta divenuto Direttore Tecnico in sostituzione di James Allison), che hanno portato lo scorso Aprile a un nuovo rimescolamento degli incarichi, con Allison tornato nelle vesti di Direttore Tecnico dopo il biennio 2021-2023 svolto nelle vesti di CTO e impegnato al contempo nella progettazione della barca del Team Ineos impegnato nell’America’s Cup, e Elliott ritornato a svolgere le funzioni di CTO che già aveva ricoperto dal 2017 al 2021.

Nato in Cornovaglia nella cittadina di St Austell il 4 Giugno 1974, Elliott fa il suo esordio in Formula 1 nel 2000 come ingegnere aerodinamico presso il team McLaren, all’interno del quale verrà poi promosso prima come ingegnere di pista nel 2003, e poi come Responsabile del reparto aerodinamica nel 2006. Dopo esser approdato in Renault nel 2008 (mantenendo la mansione di Responsabile dell’aerodinamica), nel 2012 Elliott inizia a lavorare nel team Mercedes come Responsabile del reparto aerodinamico, all’interno del quale verrà poi promosso nel 2017 diventando il nuovo Chief Tecnical Officer al posto di Geoff Willis, e poi, come già detto, nel 2021 diventando il nuovo Direttore Tecnico del team tedesco in sostituzione di James Allison, in un periodo della vita in cui l’ex Dt Ferrari sentiva il bisogno di stare un po' più vicino alla propria famiglia. Da qui la decisione di Allison di restare in Mercedes assumendo la mansione di CTO, che gli consente da una parte di essere un po' meno presente in fabbrica a Brackley, e al contempo di potersi concentrare su uno dei suoi grandi sogni: progettare una barca a vela per l’America’s Cup. Un sogno divenuto realtà grazie allo stretto rapporto esistente tra Mercedes e Ineos (divenuto azionista del team tedesco, acquistandone nel dicembre 2020 il 33% del pacchetto azionario).

In questo scenario è dunque Mike Elliott come neo Direttore Tecnico a sviluppare la monoposto Mercedes che deve prendere parte al Mondiale 2022 di Formula 1, che vede il ritorno delle monoposto ad effetto suolo (le wing-car), optando alla fine per la filosofia zero pods. Una filosofia che si rivelerà fallimentare, impedendo alla Mercedes di lottare dopo tanti anni per il titolo mondiale, e che vedrà sul finire di campionato la esigua soddisfazione di una vittoria nel Gp di San Paolo con George Russell (al primo successo nella massima serie motoristica).

Paradossalmente proprio quel successo mette le basi per la crisi tra Elliott e il Team Principal Toto Wolff: se Wolff (e con lui l’eptacampione del mondo Lewis Hamilton) desidera per il 2023 tornare a una filosofia più convenzionale , Elliott è convinto che la filosofia zero pods (a maggior ragione dopo la vittoria di Russell in Brasile) non sia del tutto fallimentare, ma anzi abbia un potenziale che in cuor suo spera possa esser stato sbloccato con gli aggiornamenti introdotti sul finire della passata stagione.

© Mercedes

Per questi motivi, pertanto, a differenza di quanto precedentemente concordato con il Team Principal austriaco e con la squadra, Elliott decide così di riproporre anche sulla W14 di quest’anno la filosofia zero pods, arrivando addirittura anche a degli scontri con Wolff, secondo quanto si racconta dalle parti di Brackley. Una scelta che non avrà per nulla i risultati sperati: se da una parte la W14 si dimostrerà nelle primissime gare di campionato una monoposto indubbiamente più competitiva rispetto alla W13, dall’altra però fin da subito appare chiaro a tutti come la W14 non sia per nulla in grado di impensierire minimamente la Red Bull RB19 di Max Verstappen e di Sergio Perez.

Da qui la decisione del team Mercedes (e del Team Principal Toto Wolff in primis) di introdurre a partire dalla prima gara europea (Gp di Monaco in programma il 28 Maggio a Montecarlo, dopo l’annullamento del Gp del Made in Italy e dell’Emilia Romagna in programma a Imola sul circuito intitolato ad Enzo e Dino Ferrari il 21 Maggio a causa della violenta ondata di maltempo che aveva colpito l’Emilia Romagna) una versione B della W14 dotata di pance.
Contestualmente a questa prima vittoria che ha portato di fatto a un ridimensionamento del progetto zero pods (visto che causa budget cap non è possibile rifare totalmente ex novo una monoposto) il Team Principal Mercedes Toto Wolff ne aggiunge un’altra: aldilà degli aggiornamenti che verranno introdotti a partire da Imola/Monaco, è chiaro a tutti che Mercedes anche quest’anno non sarà purtroppo in grado di lottare per il titolo iridato con la Red Bull di Max Verstappen. Da qui pertanto la necessità non solo di cominciare a lavorare con largo anticipo alla Mercedes del prossimo anno (la W15), ma anche di apportare dei cambiamenti all’organico, con Toto Wolff che con successo chiede a James Allison di tornare a rivestire il ruolo di Direttore Tecnico, accettando al contempo la richiesta di Elliott di tornare a ricoprire il ruolo di Chief Technical Officer. Un passaggio, questo, che verrà ufficializzato nella seconda metà dell’Aprile di quest’anno, con Wolff che in un’intervista rilasciata ad Autosport racconterà che, confrontandosi con Elliott, quest’ultimo era arrivato alla conclusione che con il ritorno di Allison come Direttore Tecnico la squadra non avrebbe esitato a buttarsi nel fuoco con lui e per lui, mentre lo stesso Elliott era fortemente convinto di poter dare un miglior aiuto alla squadra nello sviluppare la futura organizzazione della squadra, in vista del nuovo Regolamento tecnico che partirà nel 2026.

Con il passare dei mesi, però, Elliott deve aver capito che probabilmente che il suo ciclo all’interno del team tedesco era arrivato ai titoli di coda. Da qui la decisione di dimettersi dall’incarico di Chief Technical Officer, con il saluto alla squadra avvenuto Martedì 31 Ottobre.

L’omaggio di Toto Wolff e il saluto alla Mercedes di Mike Elliott

Così il Team Principal Mercedes Toto Wolff ha reso omaggio nel comunicato diffuso dal team tedesco nel pomeriggio di Martedì 31 Ottobre al 49enne ingegnere inglese.

“Mike è stato uno dei pilastri dei successi del team negli ultimi dieci anni, ed è con sentimenti davvero contrastanti che lo salutiamo oggi. Mike è una mente tecnica estremamente intelligente e un grande uomo squadra; ha dato un forte contributo non solo alla vittoria delle auto da corsa, ma anche alla costruzione della cultura del nostro team. Ma d’altro canto, è chiaro che è pronto per nuove avventure al di fuori di Mercedes, quindi so che questo è il passo giusto da fare anche per lui. Lascia il team oggi con i nostri ringraziamenti per gli sforzi, l’impegno e l’esperienza che ha apportato al team negli ultimi 11 anni – e con i nostri migliori auguri per il futuro”.

Con queste parole Mike Elliott ha voluto salutare la squadra con cui ha condiviso gli ultimi undici anni della sua vita, caratterizzati dalla conquista di ben quindici titoli mondiali (sette titoli piloti (di cui sei con Hamilton e uno con Rosberg) e ben otto titoli costruttori) dal 2014 al 2021 ad opera del team tedesco.

"È stato uno dei grandi privilegi della mia carriera far parte del team Mercedes. Durante il mio mandato l'ho visto crescere da un gruppo di persone che lavorava per vincere le gare, poi un primo campionato, fino ad arrivare al record di otto campionati costruttori consecutivi. – e sono orgoglioso di aver dato il mio contributo a quel percorso.
Anche se le ultime due stagioni non ci hanno visto vincere gare nel modo in cui aspiriamo, ci hanno messo alla prova in molti altri modi e ci hanno costretto a mettere in discussione i nostri presupposti fondamentali su come fornire prestazioni. Negli ultimi sei mesi mi sono divertito a sviluppare la strategia tecnica che speriamo possa fornire le basi del prossimo ciclo di successo del team.
Ho deciso che ora è il momento giusto per fare il mio prossimo passo lontano dalla Mercedes: prima per fermarmi e fare il punto, dopo 23 anni di lavoro a pieno ritmo in questo sport, e poi per trovare la mia prossima sfida. Vorrei ringraziare i miei compagni di squadra per le fantastiche 12 stagioni insieme e augurare loro ogni successo per gli anni a venire”.

Per Mike Elliott, una volta concluso il periodo di gardening leave, inizierà subito una nuova sfida: riuscire a dimostrare il proprio valore al di fuori di Mercedes e all’interno di una nuova realtà lavorativa (ancora da definire). Se ci riuscirà o meno, sarà solo il tempo a dirlo.

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