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F1 Monza: Verstappen e la decima vittoria consecutiva in campionato© Getty Images

F1 Monza: Verstappen e la decima vittoria consecutiva in campionato

Doppietta Red Bull a Monza, con il campione olandese (primo pilota nella storia della F1 a vincere dieci gare consecutive) che precede Sergio Perez. Ferrari terza e quarta, con Sainz davanti a Leclerc

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Un nuovo record al termine di una gara a dir poco appassionante. Max Verstappen si aggiudica a bordo della sua Red Bull RB19 il Gran Premio d’Italia davanti al compagno di squadra Sergio Perez e alla Ferrari di Carlos Sainz Jr diventando il primo pilota nella storia della massima serie motoristica ad aver ottenuto in campionato dieci vittorie consecutive in una singola stagione (Miami, Monaco, Spagna, Canada, Austria, Gran Bretagna, Ungheria, Belgio, Olanda e Italia), dopo aver eguagliato domenica scorsa a Zandvoort il precedente record di nove vittorie consecutive fatto registrare nel 2013 da Sebastian Vettel (sempre su Red Bull).

Una vittoria, quella odierna di Verstappen a Monza, per nulla facile, grazie a una Ferrari che ha ribadito nella gara di casa di trovarsi particolarmente a suo agio con la SF-23 sulle piste a basso carico (come quella brianzola), e con Carlos Sainz Jr apparso rispetto a Charles Leclerc più a suo agio con l’assetto della vettura, capace di fare la differenza non solo nel primo settore, ma anche e sopratutto in quel secondo settore che sulla carta avrebbe dovuto privilegiare il maggior carico aerodinamico presente sulla RB19 di Verstappen e di Perez. Operazione riuscita, fino a un certo punto.

Andando a rivivere la gara, al via sia Sainz che Verstappen (in prima fila) partono bene, ma chi ha uno scatto migliore è senza ombra di dubbio Leclerc, decide di sfruttare la scia di Sainz per provare a superare la Red Bull del campione olandese, mettendosi dietro al compagno di squadra. Una volta resosi conto che difficilmente avrebbe avuto lo spazio per porre la sua Ferrari numero 16 davanti alla Red Bull del campione olandese, Leclerc alza il piede all’altezza della Prima Variante, restando alle spalle sia di Sainz che di Verstappen. Fin dai primi giri emerge quanto Verstappen sia più veloce di Sainz, ma il pilota spagnolo nei limiti del possibile cerca di difendersi nei confronti del campione olandese dando tutto quello che può con la macchina (anche a costo di usare forse troppo le gomme, senza poterle correttamente gestire), riuscendo ogni volta a chiudere il tentativo di attacco da parte di Verstappen, il quale pur potendo contare sul DRS, non riesce mai a trovare quel millesimo capace di consentirgli di stare davanti, una volta arrivati alla Prima Variante. Carlos è consapevole che sul passo gara la RB19 sia più competitiva (seppur di soli tre-quattro decimi) rispetto alla sua Ferrari, ma nei limiti del possibile prova a sfruttare la velocità di punta della sua SF-23 (per via non solo della power unit nuova, ma anche dall’ala a basso carico portata per questa gara) per difendersi nei confronti del due volte campione del mondo, come ad esempio succede nel corso del sesto giro, quando Verstappen prova a superare Sainz provando un attacco all’esterno all’altezza della Prima Variante, trovando la ferma difesa del pilota spagnolo.

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Nulla può Sainz nel corso del quindicesimo giro, quando un suo bloccaggio all’altezza della Prima Variante mette Verstappen nelle condizioni di uscire più forte e di tentare così un sorpasso che troverà il suo definitivo completamento all’altezza della Variante della Roggia. Verstappen passa dunque in testa, e da quel momento in poi giro dopo giro comincerà gradualmente a dare un ritmo alla gara, che gli avversari non saranno in grado di sostenere.

Nel corso della tornata successiva (16°giro) è la volta della Red Bull di Sergio Perez superare la Mercedes di George Russell e salire al quarto posto in classifica, dopo esser partito dal quinto posto in griglia ed aver battagliato in quella fase con il giovane pilota del team tedesco.

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Superato Russell, Perez comincia giro dopo giro ad avvicinarsi alle Ferrari di Sainz e di Leclerc (con il pilota monegasco che vorrebbe passare il compagno di squadra spagnolo alle prese con un sempre più crescente degrado delle gomme, senza però riuscirci), con il gap nei confronti di Leclerc che scende dai tre secondi del 18°giro al secondo scarso del 21°giro, con il pilota monegasco della Ferrari che al termine di quella tornata decide di fermarsi ai box in contemporanea a Verstappen (Sainz per via dell’eccessivo degrado si era fermato nel corso del 20°giro). Al termine del 22°giro sarà la volta di Checo fermarsi ai box per montare un set di gomme dure, rientrando in pista, staccato di pochissimi decimi dalle Ferrari.

La situazione dopo la prima sosta vede Hamilton (partito con gomme dure) in testa con un vantaggio di 941 millesimi su Verstappen, il quale ha un vantaggio di circa cinque secondi sul trio formato da Sainz-Leclerc-Perez. Se nel corso del 25°giro Verstappen supera Hamilton (in crisi di gomme) tornando in testa alla gara, nel corso del 28°giro tocca a Sainz ( all’altezza della Variante Ascari), Leclerc (alla Parabolica intitolata a Michele Alboreto) e Perez superare Hamilton (al rientro ai box per effettuare la sosta), salendo così in seconda, terza, e quarta posizione.

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Con Verstappen che giro dopo giro si allontana facendo gara a se, e con Sainz che prova nei limiti del possibile a sostenere il ritmo del campione olandese, l’attenzione si sposta sulla lotta per il terzo posto tra Leclerc e Perez, con il monegasco che nel corso del 31°giro si difende dall’attacco del pilota messicano alla Variante della Roggia, chiudendogli la traiettoria in modo da farlo finire leggermente con le ruote sull’erba. Una manovra simile a quella che lo stesso Leclerc fece ai danni di Lewis Hamilton in occasione del vittorioso Gp d’Italia del 2019.

Perez però, dimostra in questa fase tutta la competitività della sua RB19, e così nel corso della tornata successiva (32°giro) grazie a un differente approccio della curva della Parabolica riesce ad essere vicinissimo al pilota monegasco della Ferrari e a superarlo di slancio in pieno rettilineo, prima di arrivare alla Prima Variante.
Perez sale quindi in terza posizione e si mette a caccia della Rossa di Sainz, con Leclerc alle sue spalle che a sorpresa riesce a sostenere il suo passo.
Giro dopo giro Perez riduce il suo gap nei confronti di Sainz, che passa da quasi due secondi (37°giro) a sotto il secondo (40°giro), con il pilota messicano che prova a superare il pilota spagnolo della Ferrari all’esterno alla Prima Variante sia nel corso del 41° che del 43°giro (in questo caso tagliandola), senza riuscirci. Solo nel corso del 46°giro Perez riuscirà a superare Sainz in pieno rettilineo del traguardo salendo così in seconda posizione.

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Con le Red Bull ormai avviate verso la doppietta, gli ultimi giri vedono così un’intensa lotta senza esclusione di colpi tra le due Ferrari di Sainz e di Leclerc basata sul rispetto reciproco, con lo spagnolo che alla fine riuscirà a prevalere sul traguardo con un vantaggio di 184 millesimi.

Al termine della gara, sia Leclerc che Sainz hanno dichiarato di essersi molto divertiti in quel duello finale, consapevoli entrambi dell’importanza di poter avere una Ferrari sul podio del Gp d’Italia, indipendentemente da chi fosse il pilota.

Se il Gp d’Italia ha ribadito la superiorità della Red Bull sul passo gara per via del maggior carico aerodinamico che (seppur penalizzante sul giro secco) ha consentito un minor degrado gomma sulle gomme posteriori, la Ferrari esce da Monza con la consapevolezza di essere la seconda forza del campionato sui circuiti da basso carico, confermando così quanto di buono era emerso in Belgio sul circuito di Spa-Francorschamps. Detto questo, però, la scuderia di Maranello è cosciente del fatto che tra due settimane su una pista da alto carico come quella di Marina Bay a Singapore la situazione potrebbe essere differente, anche se lo scorso weekend a Zandvoort grazie ai test effettuati nel corso delle prove libere i tecnici della Rossa siano riusciti finalmente a capire l’origine delle problematiche della SF-23 sulle piste ad alto carico.
L’auspicio è che quanto appreso possa tornare alla Ferrari in ottica 2024, per mettere a punto una monoposto che sappia adattarsi mediamente al maggior numero di piste possibili, riuscendo ad ottimizzare il degrado delle gomme nel passo gara. Una qualità, questa, alla base degli ottimi risultati della RB19.

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