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F1 Zandvoort: Verstappen in pole, Norris secondo© Getty Images

F1 Zandvoort: Verstappen in pole, Norris secondo

Max Verstappen conquista la pole position del Gp d’Olanda davanti alla McLaren di Lando Norris e alla Mercedes di George Russell. Albon ottimo quarto con la Williams, Alonso quinto. Ferrari: Sainz sesto, Leclerc nono (a muro). Hamilton eliminato in Q2

Un pilota capace di fare la differenza nei momenti che contano. Così può essere spiegata la pole position conquistata nel pomeriggio odierno di parte di Max Verstappen, la terza consecutiva in Olanda da quando Zandvoort è tornata a pieno titolo nel calendario del Mondiale di Formula 1. Se a quattro minuti dal termine del Q3 (interrotto in ben due occasioni per gli incidenti di Sargeant e di Leclerc (entrambi andati a muro) la classifica vedeva l’intera prima fila del Gp d’Olanda tutta McLaren con Norris davanti a Piastri, è bastato un giro da grande campione di Max Verstappen (1'10"567) per far emozionare le tribune dei tifosi Orange e per consentire al due volte campione del mondo della Red Bull di conquistare ancora una volta la pole (l’ottava stagionale). 537 i millesimi di vantaggio su Norris (secondo), 727 i millesimi su Russell (terzo) su quella che è la seconda pista più corta del Mondiale dopo Monaco.

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In questi numeri si nasconde lo strapotere di Verstappen (in assoluto stato di grazia) e la capacità di fare la differenza in pista. Una differenza che, limitandoci in casa Red Bull, ancora una volta Sergio Perez non è stato in grado di fare, come si può evincere dal settimo posto in griglia conquistato dal pilota messicano, staccato di 1”313 da Verstappen a parità di mezzo. Un distacco eccessivamente pesante, che ribadisce una volta di più il momento delicato di Checo sul giro secco (sebbene la precedente gara in Belgio prima della pausa estiva sembrasse aver dato dei segnali di ripresa sul fronte qualifica) su una pista che a dire il vero anche negli anni passati non lo aveva mai visto particolarmente brillare. Probabilmente sul passo gara Perez dimostrerà di essere maggiormente competitivo disputando un’ottima corsa e recuperando diverse posizioni, ma in pochi hanno dubbi sul fatto che il candidato numero uno per la vittoria in gara sia Max Verstappen, desideroso di conquistare davanti al suo pubblico la terza vittoria consecutiva in terra olandese.

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Come detto, in seconda posizione troviamo la McLaren con Lando Norris, con la MCL60 che (dopo il passo falso sul set-up visto in Belgio su una pista dalle caratteristiche diametralmente opposte) è tornata a mostrare tutto il suo potenziale, candidandosi con il giovane talento inglese originario di Bristol per un posto sul podio. Se in condizioni di pista bagnata la McLaren si era fatta preferire alla Red Bull evidenziando una pregevole competitività, una volta che la pista si è asciugata è stato Verstappen che (come detto sopra) sul giro secco ha finito con il fare la differenza, con Norris che al contrario nell’ultimo tentativo ha compiuto alcune sbavature nella seconda parte del giro (a differenza della prima, dove era stato a dir poco impeccabile), che alla fine non gli hanno consentito di conquistare la pole position, ma di rimanere comunque il primo degli altri, alle spalle dell’imbattibile campione olandese.
Per quanto riguarda invece Piastri, un piccolo errore d’inesperienza nel suo giro lanciato lo ha di fatto penalizzato relegandolo in ottava posizione, ma il giovane pilota australiano può sicuramente guadagnare nel corso del Gp delle posizioni (alla luce della buona simulazione del passo gara vista in FP2), sebbene a Zandvoort i sorpassi non siano per niente facili.

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Qualifica dai due volti in casa Mercedes, con il sopra raffigurato Russell terzo e Lewis Hamilton addirittura eliminato al termine del Q2 con il tredicesimo tempo. Se con la pista bagnata la Mercedes W14 ha evidenziato una certa difficoltà nel trovare la corretta temperatura di esercizio delle gomme (sopratutto con Hamilton), una volta che la pista è andata ad asciugarsi è riuscita a trovare una pregevole prestazione sopratutto con Russell, dimostrando una volta di più di apprezzare le piste da alto carico come quella di Zandvoort. Intervistato al termine delle qualifiche, Russell non ha nascosto la soddisfazione per il terzo posto in griglia (raggiunto grazie a delle nuove idee che il giovane pilota inglese ha applicato per la prima volta) auspicando di poter lottare per il podio assieme alla McLaren e alla Williams dell’amico Alexander Albon.
Differente, invece, l’umore di Lewis Hamilton (solo tredicesimo e costretto a una difficilissima gara di rimonta), che, intervistato al termine delle qualifiche, ha dichiarato ai microfoni di Sky di non aver commesso errori, e di aver cercato di spingere per fare il miglior tempo, ma nel farlo ha dovuto realizzare due giri veloci consecutivi, andando così a consumare le gomme. Hamilton ha poi dichiarato di non esser più riuscito a trovare nell’arco del weekend quella macchina che gli aveva consentito di ottenere il terzo posto nella FP1disputata nella mattinata di venerdì, sostenendo di non riuscire più a sentirla, assicurando in ottica gara di dare il massimo per provare a rimontare qualche posizione.

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Tra i protagonisti di giornata, un posto speciale lo merita senza ombra di dubbio la Williams, capace di conquistare il quarto posto in griglia con il sopra raffigurato Alexander Albon e il decimo posto con Logan Sargeant su una pista ad alto carico che sulla carta non avrebbe dovuto essere congegnale alle caratteristiche della FW45. Era dalle qualifiche del Gp d’Italia 2017 (con Stroll secondo e Massa settimo) che il team di Grove non qualificava entrambe le sue monoposto nella top 10.
Tornando alla qualifica odierna, Sargeant (al suo primo accesso in Q3) avrebbe potuto addirittura ambire a una posizione migliore del decimo posto in griglia (che riporta un pilota americano nella top 10 a distanza di trent’anni: l’ultima volta era accaduto nel Gp d’Italia 1993, con Michael Andretti qualificatosi in nona posizione a bordo della sua McLaren-Ford MP4/8) se nei primi minuti del Q3 non fosse finito a muro contro le barriere in curva 2.
Per quanto riguarda Albon, invece, la sua qualifica è stata davvero eccellente e gli ha consentito come detto di raccogliere il quarto posto in griglia, che, se ben gestito, gli può dare la possibilità in ottica Classifica Costruttori di conquistare un quantitativo di punti importanti per la sua squadra.

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In ripresa è apparsa l’Aston Martin, che conquista un preziosissimo quinto posto in griglia con Fernando Alonso. Il nuovo fondo introdotto in questa gara sembra ben funzionare su una pista che sulla carta dovrebbe essere congegnale all’AMR23, ma sopratutto rappresenta un segnale di ripresa per la squadra, dopo che il precedente pacchetto aerodinamico introdotto in Canada e a Silverstone, aveva portato a un peggioramento della performance della monoposto.
Un segnale confermato anche dal pilota asturiano ai microfoni di Sky, attraverso i quali ha voluto ringraziare la squadra per tutto il lavoro fatto nel mese di luglio per avere gli aggiornamenti qui a Zandvoort, visto che ad agosto per via della pausa estiva la fabbrica era chiusa.
Se Alonso regala all’Aston Martin un prezioso quinto posto in griglia, Stroll (alle prese con i postumi di un’infezione che lo avevano costretto a saltare la consueta Press Conference nella giornata di giovedì) si è dovuto accontentare dell’undicesimo posto.

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