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Alonso e la prima vittoria in Formula 1© Getty Images

Alonso e la prima vittoria in Formula 1

Il 24 Agosto 2003 il pilota asturiano si aggiudica al volante della Renault il Gp d’Ungheria davanti alla McLaren di Kimi Raikkonen e alla Williams BMW di Juan Pablo Montoya

Un pilota che ancora oggi all’età di 42 anni mantiene intatto il suo talento nella guida. Tra le più belle sorprese della prima parte della stagione 2023 di Formula 1 non possiamo non citare Fernando Alonso, con il campione asturiano capace di conquistare nella sua prima stagione in Aston Martin ben sei podi nelle prime otto gare di campionato (quattro terzi posti in Bahrain, Arabia Saudita, Australia e a Miami, e due secondi posti a Monaco e in Canada). Un campione, Fernando Alonso, che nell’arco della sua carriera dopo la stagione d’esordio nel 2001 in Minardi ha guidato per Renault (2003-2006, 2008-2009), McLaren (2007, 2015-2018), Ferrari (2010-2014), Alpine (2021-2022), prima di approdare quest’anno in Aston Martin. Due i titoli mondiali conquistati da Fernando Alonso in Formula 1 (2005 e 2006 in Renault alla corte di Flavio Briatore), 32 le vittorie ottenute nella massima serie motoristica (l’ultima delle quali al volante della Ferrari il 12 Maggio 2013 sul circuito del Montmelò nel Gp di Spagna).

Un campione, Fernando Alonso che sin dagli albori della sua carriera aveva stupito tutti per il suo innato talento al volante, al punto che in tanti vedevano per lui un futuro pieno di soddisfazioni in Formula 1, con la prima vittoria nella massima serie motoristica arrivata il 24 Agosto 2003 in Ungheria sul circuito dell’Hungaroring. Esattamente 20 anni fa.

Gli inizi nel mondo del motorsport e l’approdo in Formula 1

Nato ad Oviedo il 29 Luglio 1981, Fernando Alonso viene instradato verso il mondo del motorsport dal padre Jose Luiz, meccanico e corridore dilettante dei kart, che gli adatta un kart inizialmente destinato alla sorella di Fernando, Lorena. Dopo le prime vittorie giovanili in ambito kartistico, nel 1998 viene notato dall’ex pilota Minardi Adrian Campos, il quale gli offre la possibilità di provare per la prima volta un’auto da corsa, con Fernando che dopo tre giorni di prove sul circuito di Albacete riesce ad eguagliare il tempo fatto registrare dal precedente pilota di Campos, Marc Genè. Nel 1999 Campos offre ad Alonso la possibilità di poter disputare la World Series By Nissan, con il giovane talento asturiano che riuscirà a battere per un punto il rivale per il campionato Manuel Giao. Dopo aver partecipato alla Formula 3000 nel Team Astromega ottenendo nelle ultime due corse un secondo posto e una vittoria, nel 2000 viene scelto come terzo pilota dalla Minardi dopo aver effettuato un test come collaudatore in cui era risultato decisamente il più veloce.

©@MinardiOfficial

Nel 2001 arriva l’esordio in Formula 1 con il team di Faenza, con Alonso che, seppur limitato dalle prestazioni tecniche della monoposto, riuscirà comunque a precedere in griglia piloti molto più esperti di lui, ottenendo come migliori prestazioni il decimo posto in Germania e l’undicesimo posto in Giappone.

Pur chiudendo la stagione 2001 a zero punti, le prestazioni di Alonso vengono osservate con molta attenzione da numerosi team, tra i quali spicca la Benetton (che di lì a breve sarebbe stata acquistata dalla Renault), con il Team Principal Flavio Briatore che fiuta subito il grande talento del pilota asturiano, e decide di metterlo sotto contratto. Il 2002 vede così l’approdo di Alonso in Renault nelle vesti di terzo pilota, alle spalle dei titolari Jarno Trulli e Jenson Button.
In quello stesso anno (per la precisione il 3 Giugno 2002) Alonso effettua un test con la Jaguar per volere del Team Principal Niki Lauda, il quale considera il pilota spagnolo il miglior nuovo talento della Formula 1. Il test vedrà Alonso ottenere in quei 50 giri svolti sul circuito di Silverstone dei pregevoli riscontri cronometrici, ma alla fine resterà un’esperienza isolata: i pensieri in ottica futura di Fernando sono rivolti solo ed esclusivamente alla Renault, dove ha in Flavio Briatore un autentico punto di riferimento, visto che anche il Team Principal piemontese crede molto in lui, al punto che nel 2003 lo promuove come pilota titolare, al posto di Jenson Button e al fianco di Jarno Trulli.

Già alla seconda gara di campionato al volante della Renault Alonso conquista in Malesia la prima pole position in carriera, oltre al primo podio in virtù del terzo posto finale. Dopo aver subito un brutto incidente in Brasile andando a sbattere a 290 Km/h contro le barriere di protezione dopo aver toccato una ruota della Jaguar di Webber riuscendo comunque a conquistare il terzo posto (alla luce della decisione dei commissari di fermare la gara e di considerare per la classifica finale il giro precedente che lo vedeva in terza posizione), in Spagna sale nuovamente sul podio, conquistando il secondo posto. In tanti sono convinti che nell’arco di quella stessa stagione Alonso possa arrivare addirittura a vincere una gara. Una previsione, questa, che diventa una certezza il 24 Agosto 2003 sul circuito dell’Hungaroring, dove è in programma il Gp d’Ungheria, tredicesima prova del Mondiale.

La prima vittoria di Alonso in Formula 1

Fin dalle prove libere del Gp d’Ungheria emerge la superiorità delle gomme Michelin nei confronti delle Bridgestone, con le gomme nipponiche che (come già visto nella precedente gara in Germania) sembrano soffrire non poco con le alte temperature, in quella che senza ombra di dubbio rappresenta la stagione più complicata dal 2000 per la Ferrari, capace di vincere per ben tre anni consecutivi il titolo mondiale (dominando le stagioni 2001 e 2002), e soffrendo non poco in quel 2003, con la Classifica piloti che vede sì in testa Michael Schumacher (Ferrari gommata Bridgestone) con 71 punti, ma con Juan Pablo Montoya (Williams-BMW gommata Michelin) a 65 punti, e Kimi Raikkonen (McLaren-Mercedes gommata Michelin) a quota 62.

Una difficoltà che emerge anche in qualifica, con ben otto vetture nelle prime dieci posizioni gommate Michelin: le uniche due monoposto gommate Bridgestone nella top ten sono ovviamente le Ferrari, con Rubens Barrichello quinto in griglia e Michael Schumacher addirittura ottavo. Andando con ordine, a conquistare la pole position del Gp d’Ungheria è la Renault di Fernando Alonso (1’21”688) davanti alla Williams-BMW di Ralf Schumacher (1’21”944), e sorprendentemente alla Jaguar-Cosworth di Mark Webber (1’22”027), mentre in quarta e quinta posizione troviamo con lo stesso tempo (1’22”180) la Williams-BMW di Juan Pablo Montoya e la Ferrari di Rubens Barrichello, con il pilota colombiano davanti al pilota brasiliano della Ferrari per fatto registrare prima il proprio tempo. A completare la top 10 in qualifica la Renault di Jarno Trulli (1’22”610), la McLaren-Mercedes di Kimi Raikkonen (1’22”742), la Ferrari di Michael Schumacher (1’22”755), la McLaren-Mercedes di David Coulthard (1’23”060) e la Toyota di Olivier Panis (1’23”369).

Al via della gara Alonso mantiene la testa della classifica, con Webber e Barrichello che approfittano della partenza piuttosto lenta delle Williams (dovuta al fatto di scattare dal lato sporco della pista, con Montoya che retrocederà dal quarto all’ottavo posto, e con Ralf Schumacher che addirittura andrà anche in testacoda in curva 2 rientrando in ultima posizione) salendo in seconda e terza posizione. La classifica al termine del primo giro vede quindi Alonso davanti a tutti, seguito da Webber (Jaguar), Barrichello (Ferrari), Raikkonen (McLaren), Trulli (Renault), Coulthard (McLaren), Michael Schumacher (Ferrari), e Montoya (Williams-BMW). Webber, però, non ha il passo per stare dietro alla Renault di Alonso, che dopo soli tre giri registra già un vantaggio di ben sette secondi sul pilota australiano della Jaguar: per questo motivo, in quella stessa tornata Barrichello proverà a superarlo, finendo però in testacoda e rientrando in pista in quinta posizione, alle spalle della McLaren-Mercedes di Raikkonen e della Renault di Trulli.

Nel corso del tredicesimo giro iniziano le prime soste (per via del gran caldo la maggior parte delle squadre adotterà la strategia a tre soste), con Alonso (forte dei suoi 21 secondi di vantaggio) e Webber che si fermano per primi, con il pilota spagnolo che rientrerà in seconda posizione alle spalle di Raikkonen. Una volta che nel corso del 16°giro Raikkonen, Barrichello e Montoya effettueranno la prima sosta (seguiti nel giro successivo da Michael Schumacher, che al rientro in pista si ritroverà alle spalle di Montoya), Alonso tornerà in testa alla gara.

Nel corso del ventesimo giro la Ferrari di Rubens Barrichello è costretta al ritiro: in prossimità della prima curva sulla Rossa del pilota brasiliano si stacca improvvisamente la sospensione posteriore assieme alla gomma posteriore sinistra, con Rubinho che va ad impattare frontalmente contro la barriera di gomme posta come protezione. L’impatto è piuttosto violento, ma per fortuna il pilota brasiliano della Ferrari non accuserà alcun problema fisico. Inizialmente viene ipotizzato l’utilizzo della Safety Car per rimuovere la F2003-GA dalle barriere, ma non sarà necessario: basteranno, infatti, le bandiere gialle, con Alonso che mantiene così il vantaggio sulla McLaren di Raikkonen (secondo) nell’ordine dei 24 secondi, con Webber terzo,e con Trulli, Montoya, Micheal Schumacher e Ralf Schumacher in lotta per il quarto posto. Una volta tolte le bandiere gialle, Ralf Schumacher (in rimonta dopo l’errore al via della gara) supererà il fratello Michael, salendo così in sesta posizione.

Nel corso del 30°giro Alonso rientra ai box per effettuare la seconda sosta (tornando davanti a tutti), imitato da Webber (31°giro), Trulli (32°giro), Raikkonen e Ralf Schumacher (33°giro) e Montoya (35°giro). Nel corso del 39°giro Michael Schumacher (risalito fino al terzo posto) decide di fermarsi per effettuare la sosta, ma sulla sua Ferrari la benzina è ormai finita, per cui affronta la pitlane con il cambio in folle, e, una volta reinserito il carburante, avrà bisogno dell’aiuto dei meccanici per ripartire. Alla luce della sosta piuttosto lunga (10.8 secondi) Schumacher torna in pista in ottava posizione, alle spalle di Jarno Trulli prima e di David Coulthard poi (con il pilota scozzese, terzo, che effettuerà la sua seconda e ultima sosta nel corso del 43°giro, rientrando in pista davanti alla Rossa del campione tedesco). Dopo la seconda tornata di soste, la classifica vede Alonso davanti a Räikkönen, Montoya, Webber, Ralf Schumacher, Trulli, Coulthard e Michael Schumacher. In questa fase di gara Montoya sembra essere il pilota più veloce in pista, ma il distacco tra i primi (Alonso e Raikkonen) è troppo elevato. Nel corso del 46°giro Ralf Schumacher supera la Jaguar di Mark Webber salendo al quarto posto. La terza tornata di soste non porta dei cambiamenti significativi nelle prime tre posizioni, mentre all’interno della top 8 è David Coulthard a guadagnare ben due posizioni: approfittando del fatto di non doversi più fermare, il pilota scozzese della McLaren approfitta della terza sosta del duo Trulli-Webber per salire in quinta posizione.

Gli ultimi giri ci riserveranno il doppiaggio di Alonso ai danni della Ferrari di Michael Schumacher e della Renault gemella di Jarno Trulli nel corso del 62° giro, e un testacoda senza conseguenze per la Williams di Montoya nel corso del 63°giro, ma non ci saranno particolari cambiamenti in classifica.


©Sutton Motorsport Images

Fernando Alonso, dunque, si aggiudica il Gp d’Ungheria con 16”768 di vantaggio sulla McLaren-Mercedes di Kimi Raikkonen (secondo), con 34”537 e con 35”620 sulle Williams-BMW di Juan Pablo Montoya (terzo) e Ralf Schumacher (quarto), con 56”535 sulla McLaren-Mercedes di David Coulthard, con 1’02”643 sulla Jaguar-Cosworth di Mark Webber, e con un giro di vantaggio sulla Renault gemella di Jarno Trulli (settimo) e di Michael Schumacher (ottavo), con il campione di Kerpen che con questa battuta d’arresto (che segue quella occorsa nella precedente gara di campionato in Germania) mantiene comunque la testa della Classifica Piloti con 72 punti, con un punto di vantaggio su Montoya (71) e due punti su Raikkonen (70), mentre in Classifica Costruttori la Williams passa in testa con 129 punti, contro i 121 della Ferrari.

Se Alonso dopo l’acuto ungherese non conquisterà più altri successi in una stagione che vedrà Michael Schumacher e la Ferrari confermarsi all’ultima gara Campioni del Mondo piloti e Costruttori, nel 2004 il pilota asturiano (pur senza conquistare alcun successo) proseguirà ulteriormente il suo percorso di maturazione, risultando grande protagonista in Francia, dove otterrà la sua unica pole position della stagione, e combatterà invano per la vittoria, in una gara che passerà alla storia per la strategia delle quattro soste messa a punto dalla Ferrari per Michael Schumacher.
Nel 2005 Alonso tornerà alla vittoria, conquistando ben sette vittorie (Malesia, Bahrain, San Marino, Gp Europa al Nürburgring, Francia, Germania e Cina) e laureandosi al termine della stagione Campione del mondo con la Renault, titolo che bisserà poi anche l’anno successivo. Ma questa, come scriverebbe Michael Ende, è un’altra storia.

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