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F1 Usa: la vittoria di Verstappen e la disperata rimonta di Hamilton© F1 Twitter

F1 Usa: la vittoria di Verstappen e la disperata rimonta di Hamilton

Il pilota olandese conquista il Gp degli Usa e porta a 12 i punti di vantaggio su Hamilton, giunto secondo. Terzo Perez, quarto Leclerc.

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Una prova di maturità forse decisiva per l’assegnazione del titolo. Sul Circuit Of The Americas di Austin (che ha visto negli anni passati in più occasioni brillare la stella di Lewis Hamilton e della Mercedes) a conquistare il Gp degli Stati Uniti di Formula 1 è la Red Bull di Max Verstappen, con il giovane pilota olandese bravo a controllare nel finale la rimonta del campione inglese (giunto secondo) grazie a un brillante gestione delle gomme dure dopo la seconda sosta, in una domenica che ha visto la Red Bull celebrare il suo duecentesimo podio in Formula 1 grazie anche al terzo posto di Sergio Perez.
Fuori dal podio la Ferrari di Charles Leclerc in quarta posizione al termine di una corsa che ha visto la SF21 non ancora sul passo di Verstappen e di Hamilton, ma in grado di giocarsela (sopratutto nella seconda metà di gara) a livello di prestazione cronometrica con il già citato Perez.
Alle spalle del pilota monegasco troviamo la McLaren di Daniel Ricciardo (quinto), seguito dalla Mercedes di Valtteri Bottas e dalla seconda Rossa di Carlos Sainz Jr, autore di una buonissima gara che lo ha visto purtroppo penalizzato nel corso della seconda sosta da un pit stop troppo lento: senza l’ennesimo errore commesso ai box, Carlos sarebbe stato quasi sicuramente quinto, alle spalle del compagno di squadra Leclerc.

Il duello Hamilton-Verstappen e l’importanza delle seconde punte

Una gara emozionante, decisa da una strategia messa a punto dal muretto della Red Bull rivelatasi vincente. Max Verstappen spezza il dominio Mercedes ad Austin conquistando il Gp degli Stati Uniti (ottava vittoria stagionale), al termine di una gara che verrà ricordata per il duello intenso tra il giovane pilota olandese e Lewis Hamilton, capaci di dare alla corsa un ritmo insostenibile per gli altri.

Se al via è l’eptacampione del mondo della Mercedes a beffare il pilota olandese della Red Bull prendendo la testa della gara grazie a dei riflessi fulminei alla prima curva nonostante partisse dal lato più sporco della pista, fin da subito però si capisce che Verstappen ne ha di più, denotando una maggiore velocità rispetto alla Mercedes e scendendo sotto al secondo di distacco già nel corso del terzo giro, senza però riuscire a superare la monoposto di Hamilton, andando così man mano a surriscaldare le gomme medie posteriori. Diventa così basilare studiare qualcosa di alternativo, e nel corso dell’undicesimo giro la Red Bull decide di provare l’undercut anticipando la sosta di Verstappen montandogli gomme dure. La Mercedes decide di non rispondere facendo proseguire Hamilton, ma alla luce della sosta di Perez (avvenuta nel corso del 13° Giro, con gomme medie nuovamente montate sulla monoposto del pilota messicano) si vede costretta alla tornata successiva a richiamare (troppo tardi) ai box il proprio campione.

Un vero e proprio errore da parte della Mercedes, sia perché grazie a quei tre giri in più effettuati con gomma dura (in quel frangente la mescola più prestazionale) Verstappen può così passare in testa con un vantaggio di circa 7 secondi su Hamilton, ma anche perché la W12 nell’arco della stagione ha sempre dimostrato di trovarsi molto bene con i compound più duri. Ed è quello che avviene puntualmente anche negli States con Hamilton che comincia a rosicchiare man mano il vantaggio nei confronti del pilota olandese fino ad arrivare al termine del 29° Giro a un distacco di 2.6 secondi, con Verstappen costretto a quel punto a una nuova sosta, avendo di fatto finito il primo set di gomme dure.

La gara a questo punto sembrerebbe essere nelle mani di Hamilton, che decide anche in questo caso di non rispondere alla strategia Red Bull, in modo tale da avere delle gomme più fresche per poter attaccare Verstappen, una volta che il pilota olandese fosse andato in testa per via della sosta del campione inglese. Nessuno, però, può immaginare che anche Verstappen ha un asso a disposizione da giocarsi: avendo spinto troppo con il primo set di gomme dure e dovendo forzatamente far durare il secondo set per i 27 giri rimanenti in modo da poter concludere la gara senza altre soste, Max decide di gestire al massimo il nuovo set di gomme dure in quei primi giri, in modo tale da poter rispondere agli inevitabili attacchi che Hamilton con gomma più fresca proverà a compiere nel finale di gara. Ed è quello che puntualmente avviene.

Se Hamilton si fermerà nel corso del 38° Giro montando gomme più fresche di 8 giri rispetto al rivale e limando giro dopo giro il proprio distacco passando da 8”7 a 1”9 nel corso del 50° Giro a sei tornate dal termine, sarà proprio nella fase finale (doppiaggi permettendo) che Verstappen riuscirà grazie a quei giri di gestione gomma subito dopo aver effettuato la seconda sosta a tenersi alle spalle Hamilton, arrivato sotto il secondo di distacco solamente all’inizio dell’ultimo giro, con Max abile a controllare Lewis in quell’ultima tornata. Alla fine sarà 1”333 il distacco al taglio del traguardo tra Verstappen e Hamilton, con il campione inglese che una volta arrivato in pitlane per il consueto parco chiuso apparirà frustrato, quasi demoralizzato per aver perso una preziosissima occasione di vittoria su una pista che sulla carta doveva essergli amica come gli ultimi anni, ma che alla fine potrebbe risultargli fatale per la perdita del titolo, visto che sempre sulla carta le prossime due gare in programma a Città del Messico e a Interlagos dovrebbero essere più favorevoli alla Red Bull RB16B che alla sua Mercedes W12.

In tutto questo, ovviamente, merita un cenno anche la gara della seconda Red Bull di Sergio Perez, autore di un ottimo primo stint di corsa e perfetto complice con la squadra ad anticipare la prima sosta obbligando così Hamilton ad anticipare a sua volta la sosta. Il pilota messicano nel corso della gara non è poi più riuscito a sostenere il ritmo infernale impresso dal compagno di squadra Verstappen e da Hamilton a causa di un problema al sistema idrico all’interno della sua monoposto che lo ha portato a disidratarsi nel corso della gara non potendo di fatto bere, portando comunque di fatto a casa un preziosissimo terzo posto nel giorno in cui Valtteri Bottas (partito nono per la sostituzione del motore endotermico) conclude al sesto posto una gara a dir poco opaca, senza così dare alla Mercedes quel contributo che nel suo piccolo Perez è riuscito a dare alla Red Bull, a dimostrazione che in un Mondiale così combattuto tra Hamilton e Verstappen, anche i secondi piloti (o le seconde punte) possano giocare un ruolo chiave.

La consistenza della Ferrari ad Austin

Altri quattro punti guadagnati sulla McLaren. La Ferrari esce da Austin con la certezza che il nuovo ibrido può davvero consentire alla SF21 di fare un deciso passo in avanti in vista del prossimo anno. In quella che sulla carta era la pista più ostica da qui fino a fine stagione e che sulla carta ben si sposava con le caratteristiche della power unit Mercedes, la scuderia di Maranello si è ben comportata conquistando un quarto posto con Charles Leclerc e un settimo posto con Carlos Sainz Jr (che avrebbe potuto tranquillamente essere un quinto posto, se al momento della seconda sosta non ci fosse stato l’ennesimo inconveniente).

Se è vero che il passo gara di Leclerc da una parte non era sufficiente per poter lottare con Hamilton e Verstappen (riuscendo solamente nel secondo stint di gara a girare sui tempi di Perez), dall’altra però è stato sufficiente per poter tenere tranquillamente alle spalle la McLaren di Daniel Ricciardo (autore di un buon weekend ad Austin) come ben testimoniano i circa 24 secondi accusati dal pilota australiano di origini italiane nei confronti del pilota monegasco della Ferrari. Davanti a Ricciardo ci sarebbe potuto essere anche come detto la Rossa di Carlos Sainz Jr: il pilota spagnolo se al via a sorpresa ha sofferto con le gomme soft perdendo la posizione proprio nei confronti del pilota australiano, nel corso della gara era arrivato anche sotto il secondo senza però riuscire a superarlo. Da qui il tentativo nel corso del 30°Giro dell’undercut, alla fine non riuscito come detto per un inconveniente al momento della sosta. Nel corso del 43° Giro il pilota spagnolo della Ferrari è poi riuscito ad arrivare in scia a Ricciardo tentando nuovamente il sorpasso, ma un contatto tra i due con un lieve danneggiamento dell’ala anteriore (e del fondo?) ha impedito a Carlos di concludere il sorpasso, rimanendo alle spalle del pilota McLaren, e subendo nel finale il sorpasso ad opera di Bottas al termine di una gara coriacea che avrebbe meritato sicuramente una migliore posizione per quanto dimostrato da Sainz, in un weekend che ha visto la seconda McLaren guidata da Lando Norris chiudere all’ottavo posto al termine di una gara piuttosto opaca da parte del giovane talento inglese.

La gara degli altri

Scorrendo la classifica, merita un plauso la gara dell’Alpha Tauri di Yuki Tsunoda: al debutto sul Circuit Of The Americas, il pilota giapponese ha denotato un buon passo gara nonostante al via (al pari di Sainz) fosse partito con gomma soft. Restando all’interno del team di Faenza, giornata da dimenticare per Pierre Gasly, con il pilota francese costretto al ritiro nel corso del 15° Giro per un problema alla sospensione posteriore per via dei dossi presenti sull’asfalto di Austin. Stessa problematica anche in casa Alpine con Esteban Ocon e Fernando Alonso costretti entrambi al ritiro.

Il pilota asturiano peraltro a fine gara non ha mancato di criticare la Direzione Gara in merito all’interpretazione del Regolamento Sportivo in merito ai track limits, sostenendo che il sorpasso subito ad opera di Kimi Raikkonen in curva 1 nel corso del 16° Giro non fosse regolare perché effettuato fuori pista. Le immagini effettivamente dimostrano il sorpasso avvenuto fuoripista, ma anche che è stato lo stesso Alonso a “spingere” quasi fuoripista il pilota finlandese dell’Alfa Romeo, andando così quasi a giustificare la manovra di Raikkonen, ritenuta non a caso regolare dalla Direzione gara.

Le Classifiche iridate

In Classifica Piloti Max Verstappen porta a 12 i punti di vantaggio su Hamilton: 287.5 i punti dell’olandese contro i 275.5 del campione del mondo uscente. In terza posizione troviamo Valtteri Bottas con 185 punti, seguito da Perez (150), Norris (149), Leclerc (128), Sainz (122.5), Ricciardo (105), Gasly (74), e Alonso (58).

In Classifica Costruttori la Mercedes resta in testa con 460.5 punti, seguita dalla Red Bull a quota 437.5 punti. La McLaren resta al terzo posto con 254 punti, seguita dalla Ferrari, a quota 250.5 punti. In quinta posizione troviamo l’Alpine con 104 punti, seguita dall’Alpha Tauri a quota 94, da Aston Martin (62), Williams (23), e Alfa Romeo (7).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 7 Novembre, con il Gp del Messico, con diretta esclusiva su Sky, e differita serale in chiaro su TV8.

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