Giornale di critica e di politica sportiva fondato nel 1912

F1 Usa: Verstappen e una pole insperata© F1 Twitter

F1 Usa: Verstappen e una pole insperata

Il pilota olandese conquista in extremis ad Austin la nona pole position stagionale davanti a Hamilton e mette fine a un dominio Mercedes in qualifica negli States che durava dal 2014.

  • Link copiato

Una pole inattesa, conquistata all'ultimo secondo, e forse per questo ancora più gradita. Sul circuito del Circuit Of The Americas di Austin che sulla carta doveva esaltare le caratteristiche tecniche della Mercedes W12 a partire davanti a tutti sarà invece la Red Bull di Max Verstappen (1’32”910), più veloce di 209 millesimi della Mercedes di Lewis Hamilton (1’33”119). A conferma della buona forma della Red Bull da registrare anche il buon terzo posto di Sergio Perez (1’33”134), staccato di soli 15 millesimi dalla monoposto dell’eptacampione inglese, con il messicano autore di un’ottima qualifica e che per alcuni istanti si è trovato anche in Q3 davanti a tutti. Bene la Ferrari con Leclerc quinto (1'33"606) e Carlos Sainz Jr sesto (1'33"792) che, per via delle cinque posizioni di penalità inflitte in griglia a Valtteri Bottas (quarto con il tempo di 1'33"475, partirà in nona posizione) per via dell’ennesima sostituzione del motore endotermico (il sesto stagionale) si schiereranno al via rispettivamente in quarta e quinta posizione, con grande rammarico da parte dello spagnolo di non essere riuscito a migliorare con gomme medie la performance cronometrica conseguita nella prima parte di Q2 con le gomme soft. Ciò si rivelerà purtroppo un serio svantaggio in gara per via del rapido surriscaldamento delle gomme più morbide portate ad Austin dalla Pirelli, come peraltro si è visto nel corso della tradizionale simulazione del passo gara in FP2. 

La pole di Verstappen e la grande forza della Red Bull

Mantenere sempre la calma, anche quando il tuo rivale principale sembra più forte di te. Questo il segreto che ha consentito alla Red Bull e sopratutto a Max Verstappen di conquistare la pole position del Gp degli Stati Uniti andata in scena nel tardo pomeriggio americano (tarda serata nel nostro Paese) sul Circuit Of The Americas di Austin. Decisivo per poter conquistare la nona pole stagionale da parte del giovane pilota olandese è stato mettersi subito alle spalle le difficoltà emerse nella giornata del venerdì, che aveva visto la Mercedes W12 adattarsi a una pista che presentava ancora numerosi bump riuscendo a ottenere le migliori prestazioni cronometriche in FP1 con Valtteri Bottas davanti a Lewis Hamilton, e con l’eptacampione inglese che sarebbe stato il più veloce in pista nel corso della FP, se un track limit nell’affrontare l’ultima curva non avesse spinto la Direzione Gara a cancellare il rilievo cronometrico in questione.

Tornando alla Red Bull, il grande problema che falcidiava la RB16B sulla pista di Austin era dovuto principalmente al bilanciamento: una volta individuato il problema, è iniziato un duro lavoro al simulatore durato per tutta la notte con il terzo pilota Sebastien Buemi collegato dalla sede principale di Milton Keynes, che alla fine è stato necessario per trovare il giusto set-up alla monoposto, e che ha poi consentito di migliorare ulteriormente la trazione. Una volta risolto il problema, la Red Bull è così riuscita nel corso della FP3 prima e delle Qualifiche poi a mostrare tutto il suo potenziale, dimostrandosi nelle prime fasi della Qualifica estremamente performante nel primo settore nell’affrontare lo snake, mentre nel corso della Q3 finale è riuscita a fare la differenza sopratutto nel terzo settore. Se nei primi due settori la differenza tra Hamilton e Verstappen era nell'ordine di pochi millesimi a favore di Hamilton, i due decimi e rotti guadagnati nel terzo settore nei confronti della Mercedes hanno consentito da una parte a Verstappen di fare la differenza conquistando la pole position, dall’altra a Perez di poter conquistare un preziosissimo terzo posto (arrivando a soli 15 millesimi dal secondo tempo di Hamilton) potendo riuscire a mantenere la gomma nella giusta finestra di esercizio per tutto il giro a differenza della Mercedes, che ha sofferto di un evidente surriscaldamento alle gomme posteriori nell’ultimo settore.
Una pole, quella conseguita da Max Verstappen e dalla Red Bull, che mette fine a una striscia di sei partenze al palo consecutive realizzata dal 2014 al 2019 dalla Mercedes: l’ultima pole di un pilota non Mercedes risaliva infatti al 2013, e a conquistarla era stato Sebastian Vettel, al volante proprio della Red Bull.

Le difficoltà Mercedes ad Austin

Passare dall’ottima performance del venerdì a una prestazione sottotono in qualifica. Sul circuito che sulla carta doveva esaltare le caratteristiche tecniche della W12, la Mercedes esce piuttosto delusa dalle Qualifiche del Gp degli Usa: non è arrivata, infatti, la tanto attesa pole di Hamilton, ma un secondo posto che, pur essendo comunque un risultato positivo, è indubbiamente meno di quanto si aspettava di raccogliere il team campione del mondo, che vedrà peraltro Valtteri Bottas (autore del quarto tempo) partire dal nono posto in griglia per via della sostituzione del motore endotermico (il sesto stagionale).
Se la Red Bull ha avuto il grande merito dal venerdì al sabato di ottimizzare il bilanciamento traendo un giovamento anche sul fronte della trazione per consentire alla RB16B di adattarsi al meglio alla pista estramemente bumpy di Austin, la Mercedes si è invece complicata la vita perdendo di fatto il bandolo della matassa dopo il buon bilanciamento emerso in FP1, andando di fatto fuori strada. Nella giornata odierna il team campione del mondo ha preferito  fare un passo indietro tornando all’assetto e al bilanciamento della FP1, ma con l’aumento delle temperature sono emerse anche le difficoltà croniche della W12 nel mantenere correttamente la temperatura di esercizio della gomma nell’arco dell’intero giro, con Bottas che sopratutto nel corso della Q3 è sembrato andare un po' in difficoltà, e con Hamilton che ha cercato di fare il massimo arrivando comunque secondo. Per il campione inglese la gara si giocherà sopratutto nei primi metri al via, partendo al fianco di Verstappen in prima fila: in caso di una buona partenza, Hamilton potrebbe superare il giovane pilota olandese, prendendo così la testa della corsa e provare a scappare via. Il tutto, però, senza sottovalutare la presenza di Sergio Perez, il quale potrebbe approfittare di un errore del pilota inglese della Mercedes per prendere il secondo posto al via alle spalle di Verstappen, andando così a proteggere il compagno di squadra. Ecco, quindi, perché lo scatto al via potrebbe essere fondamentale sia per la gara che per il Mondiale di Hamilton, visto che poi le prossime gare in Messico e Brasile sulla carta potrebbero favorire la Red Bull.

Ferrari: la buona chance di Leclerc e l’occasione sprecata con Sainz

Un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Questo l’umore in casa Ferrari al termine delle Qualifiche del Gp degli Usa. Dopo esser stato più lento di Carlos Sainz sia nella FP3 che nella prima parte della Q1 per via di un retrotreno che tendeva troppo a sbandare, Charles Leclerc è riuscito nel momento decisivo a perfezionare il set-up della propria monoposto, ottenendo una buona performance con gomme medie in Q2, e cercando di fare il proprio meglio in Q3 con gomme soft, ottenendo un quinto posto finale (che domani in griglia sarà quarto per via della sostituzione del motore endotermico da parte di Bottas). Ora l’obiettivo è riuscire a chiudere la gara davanti alle McLaren di Norris e di Ricciardo per via della lotta per il terzo posto alla Classifica Costruttori, ma non sarà per niente facile, visto che la Rossa ha sofferto non poco di surriscaldamento alle gomme posteriori nel passo gara, anche se il fatto di partire con gomme medie potrebbe limitare non poco il problema.

Chi invece purtroppo è destinato a soffrire nel primo stint di gara è Carlos Sainz Jr: dopo aver tentato un primo stint in Q2 con gomme soft, il pilota spagnolo ha provato a fare un secondo tentativo con gomme medie nuove in modo tale da poter montare quella stessa mescola al via della gara, ma purtroppo la pista era peggiorata rispetto al tentativo precedente, e così alla fine il miglior tempo resta quello ottenuto con le gomme soft. Se al via Sainz dovrebbe avere il miglior scatto garantito dalla mescola in questione, dopo pochi giri dovrebbe però cominciare a soffrire pesantemente di degrado sulle gomme posteriori, con il serio rischio di fermarsi anticipatamente ed essere costretto a reinventare la propria gara. Un errore strategico, questo, che non era necessario e che la scuderia di Maranello dovrà ora riparare per consentire a entrambi i piloti di poter portare punti preziosi per la Classifica Costruttori.

Le qualifiche degli altri

Dietro a Red Bull, Mercedes e Ferrari, da segnalare la buona performance della McLaren che qualifica in settima e ottava posizione (domani in griglia sesta e settima per via della sostituzione del motore endotermico sulla Mercedes di Bottas) Daniel Ricciardo davanti a Lando Norris. Se in qualifica la MCL35M ha evidenziato qualche difficoltà, sul passo gara la monoposto del team di Woking si è rivelata essere nelle ultime settimane piuttosto gentile con le gomme, per cui in ottica gara potrebbe sicuramente creare qualche difficoltà nei confronti della Ferrari.

A chiudere la top 10 odierna (ottavo e decimo posto domani in griglia) troviamo le due Alpha Tauri di Pierre Gasly e di Yuki Tsunoda (anch’egli su gomme soft al pari di Sainz). Se da Gasly era forse lecito aspettarsi qualcosa di più, il pilota nipponico si è piuttosto ben comportato, seppur staccato di otto decimi dal compagno di squadra.

Tra le delusioni di giornata, da segnalare la giornata nera dell’Alpine che manca l’approdo in Q3 con entrambe le monoposto, con Ocon che chiude undicesimo ed Alonso addirittura quattrodicesimo (partirà però penultimo per la sostituzione del motore).

Le sostituzioni di power unit ad Austin

Diversi, infine, i piloti che cambieranno motore in occasione del Gp degli Stati Uniti, in programma questa sera ad Austin. Oltre al già citato Valtteri Bottas (motore endotermico), anche Sebastian Vettel (Aston Martin), Fernando Alonso (Alpine) e George Russell (Williams) cambieranno power unit montando un motore nuovo di zecca in tutte le sue componenti, e per questo partiranno in fondo allo schieramento, come si evince dalla griglia di partenza sotto riportata.

Condividi

  • Link copiato

Commenti

Leggi Guerin Sportivo
su tutti i tuoi dispositivi