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Formula 1, presentazione Gp Usa© LAPRESSE

Formula 1, presentazione Gp Usa

La Formula 1 dopo un anno di assenza causa Covid torna ad Austin sul Circuit Of The Americas per la 17° prova del Mondiale 2021.

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Un testa a testa destinato ad infiammare le ultime sei gare di campionato. Dopo un anno di pausa per via delle restrizioni legate al Covid, la Formula 1 torna negli States (e più precisamente sul Circuit Of The Americas ad Austin), ma l’attenzione è tutta (e non potrebbe essere altrimenti) per i due contendenti al titolo: Lewis Hamilton e Max Verstappen. Dopo aver montato entrambi la quarta power unit stagionale (con annessa penalizzazione in griglia) tutto farebbe presupporre a un duello ad armi pari, non più condizionato da alcun fattore estraneo alla pista, ma la situazione non è così facile: in casa Mercedes, infatti, per consentire ad Hamilton di conquistare l’ottavo titolo mondiale non si è esitato a correre qualche rischio sul fronte dell’affidabilità puntando nelle ultime gare a un uso più spinto dell’ERS (al fine di trovare quella velocità di punta che possa consentire di avere una maggiore prestazione in pista), e così facendo di guadagnare quel tesoretto di punti atto a conquistare anticipatamente il titolo, lasciandosi nelle ultimissime gare anche la possibilità di sostituire ulteriormente il motore. Questo, dunque, il piano della Mercedes, ma, come si dice in questi casi, non bisogna mai fare i conti senza l’oste, che in questo frangente ha le sembianze di Max Verstappen e della Red Bull, che dalla precedente gara in Turchia può nuovamente contare sul prezioso supporto del progettista Adrian Newey (protagonista nelle scorse settimane di un brutto incidente in bicicletta in Croazia, e salvato dall’ex patron della Formula 1 Bernie Ecclestone, il quale non ha esitato a fare tutte le telefonate del caso per consentire al progettista Red Bull i migliori soccorsi e cure possibili). Se sulla carta ad Austin la Mercedes dovrebbe essere favorita, Messico, Brasile ed Abu Dhabi potrebbero rivelarsi essere delle piste molto più adatte alla RB16B che alla Mercedes W12. Ecco, quindi, perché la lotta per il titolo piloti tra Hamilton e Verstappen potrebbe alla fine essere decisa anche dal più piccolo episodio, compreso un cambio di motore in più rispetto al rivale.

Quando si pensa a Lewis Hamilton e a Max Verstappen, non si può non ricordare il duello occorso tre anni fa proprio ad Austin tra i due: in quel frangente ad avere la meglio fu il pilota olandese della Red Bull che si classificò secondo (dopo essere partito diciottesimo) subito davanti al campione inglese della Mercedes in una gara vinta da Kimi Raikkonen, al suo ultimo successo in Formula 1 e al volante della Ferrari.

Restando in ambito Red Bull, la scuderia di Milton Keynes dopo la livrea biancorossa in onore della Honda portata in Turchia torna questo fine settimana alla livrea tradizionale, che presenterà comunque una leggera variazione rispetto al consueto: la scritta Acura al posto del tradizionale marchio Honda su tute, caschi dei piloti ed ala posteriore della monoposto.
Una scelta, questa, voluta da Red Bull così come da Alpha Tauri, per rendere omaggio al marchio di lusso e ad alte prestazioni usato da Honda negli States nell’anno in cui il Circus torna in America e al contempo il motorista nipponico saluterà la Formula 1 a fine stagione.

Occhio, poi, alla Ferrari, attesa protagonista della gara di Austin e impegnata nella lotta per il terzo posto della Classifica Costruttori contro la McLaren. Se è vero che sulla carta la pista potrebbe agevolare il team di Woking, è altrettanto vero però che la nuova power unit della Rossa (montata in Russia sulla monoposto di Leclerc e in Turchia su quella di Sainz) ha molto ben impressionato fin dal debutto in pista. Ecco, quindi, perché dietro Mercedes e Red Bull proprio la Ferrari alla fine potrebbe essere la classica outsider della situazione, su una pista che richiede una power unit reattiva nelle curve veloci e capace di garantire una buona guidabilità nelle curve lente.

Due considerazioni meritano le condizioni meteo, con temperature previste sui 30° nel corso del weekend, ma anche con la pioggia data quasi per certa con possibili temporali sia nella giornata del sabato che in quella della domenica, con in più il rebus legato alle condizioni della pista per la presenza di alcuni dossi a dir poco inopportuni, che tanto hanno fatto lamentare i piloti della MotoGp circa tre settimane fa quando si è corso il Gp degli Usa.

I bump di Austin

Un problema che negli ultimi anni ha caratterizzato la pista di Austin. Stiamo parlando dei dossi (o bump in lingua inglese), dovuti principalmente all’instabilità del terreno su cui è costruito il Circuit Of The Americas e che nel 2019 avevano portato al danneggiamento della sospensione posteriore della Ferrari di Sebastian Vettel, costretto al ritiro dopo pochi giri. Dopo questo episodio nell’inverno 2019/2020 la pista era stata riasfaltata nei punti più nevralgici. Ciò nonostante nella recente gara del Motomondiale il problema è tornato nuovamente a farsi sentire in maniera ancora più pesante nelle aree non soggette alla riasfaltatura con i piloti della MotoGp che hanno chiesto agli organizzatori per il 2022 di riasfaltare la porzione di tracciato compresa dalla curva 2 alla curva 11, altrimenti il prossimo anno non sarebbero più tornati ad Austin.
In attesa, quindi, che i lavori di riasfaltatura possano realmente essere svolti, nelle tre settimane che hanno separato la gara della MotoGp dal Gp di Formula 1 il lavoro degli organizzatori è stato quello di levigare i dossi al fine di ripianarli, in modo tale da assicurare il minor disagio possibile al passaggio delle monoposto. Se i problemi saranno stati risolti o meno, sarà solo la prima sessione di prove libere a dirlo.

L'albo d’oro

Con quella di domenica saranno 42 le edizioni del Gp degli Stati Uniti valide per il Mondiale di Formula 1. Ben otto le sedi in cui si è corsa la gara: Sebring (1959), Riverside (1960), Watkins Glen (1961-1975), Dallas (1984), Detroit (1985-1988), Phoenix (1989-1991), Indianapolis (2000-2007), e infine Austin (2012-2019; 2021).
Per quanto riguarda i piloti che hanno ottenuto il maggior numero di pole position nelle precedenti 41 edizioni, troviamo in testa Ayrton Senna (5), seguito da Michael Schumacher e da Lewis Hamilton (4 ciascuno) e da Graham Hill (3).
Per quanto riguarda infine i piloti plurivittoriosi, troviamo in testa con 6 vittorie Lewis Hamilton (Indianapolis 2007 con McLaren-Mercedes, Austin 2012 con McLaren-Mercedes, Austin 2014-2015-2016 e 2017 con Mercedes), seguito con 5 vittorie da Ayrton Senna (Detroit 1986 e 1987 con Lotus, Detroit 1988 con McLaren-Honda, Phoenix 1990 e 1991 con McLaren-Honda) e da Michael Schumacher (Indianapolis 2000-2003-2004-2005 e 2006 con Ferrari).
Per quanto riguarda i piloti attualmente impegnati nel mondiale di Formula 1 dopo Hamilton troviamo con una vittoria ottenuta ad Austin Sebastian Vettel (2013 Red Bull-Renault), Kimi Raikkonen (2018 Ferrari) in quello che è l’unico successo ad oggi della scuderia di Maranello sul Circuit Of The Americas, e Valtteri Bottas (2019 Mercedes).

Assetto monoposto e gomme Pirelli

Il circuito di Austin (progettato da Hermann Tilke) rappresenta sicuramente un buon mix tra curve lente e curve veloci, con in più dei rettilinei annessi (il più lungo è quello tra la curva 11 e la curva 12, lungo circa 1 km). Il circuito presenta anche alcune curve ispirate dai più celebri circuiti europei (ad esempio la S che si snoda tra la curva 3 e la 6 e che rappresenta sicuramente uno dei punti più affascinanti del circuito ricorda non poco la successione di curve tra Maggots e Becketts presente sul circuito di Silverstone), mentre la parte lenta sul finale ricorda l'ingresso del Motodrom ad Hockenheim. Altra caratteristica del Circuit Of Americas è rappresentata dai cambi di pendenza, alcuni dei quali piuttosto significativi. Un esempio su tutti è la Curva 1,una curva cieca a 90° che i piloti affrontano dopo una salita piuttosto ripida (ben 27 m il dislivello).
Fondamentale per le monoposto è avere un carico aerodinamico medio-alto che sappia supportare un'ottima efficienza aerodinamica associata a un'importante potenza della power unit, sfruttata per oltre il 60% del giro, e che sia in grado di evitare il sottosterzo sull'anteriore.

Per quanto riguarda le gomme, Pirelli ha confermato la stessa scelta adoperata nel 2019 portando ad Austin le mescole C2, C3 e C4, considerando le caratteristiche della pista, nonostante nel corso del 2020 il Circuit Of The Americas abbia subito una riasfaltatura pari al 40%, e che del nuovo asfalto al momento non sia stata ancora misurata la rugosità.
Per quanto riguarda l’allocazione delle gomme, anche negli States sarà quella tradizionale: per questo motivo, quindi, ogni pilota avrà a disposizione 8 set di gomme morbide C4, 3 set di gomme medie C3 e 2 set di gomme dure C2.

Copertura televisiva su Sky e TV8

Il Gp degli Stati Uniti verrà trasmesso in diretta esclusiva sui canali Sky e in differita in chiaro su TV8.
Andando nello specifico, FP1 (Venerdì 22 Ottobre alle 18:30), qualifiche (Sabato 23 Ottobre dalle 23 alle 24) e gara (Domenica 24 Ottobre alle 21) verranno trasmesse in diretta esclusiva su SKY SPORT F1 HD (canale 207 della piattaforma Sky per satellite e fibra) e su SKY SPORT UNO (canale 201 della piattaforma Sky per satellite e fibra; canale 482 (SD) e 472 (HD) del digitale terrestre).
FP2 (Venerdì 22 Ottobre alle 22) e FP3 (Sabato 23 Ottobre alle 20) verranno trasmesse in diretta esclusiva via satellite e fibra su SKY SPORT F1 HD.

Il Gp verrà inoltre trasmesso in differita in chiaro su TV8 (canale 8 del digitale terrestre). Le qualifiche verranno trasmesse nella notte tra Sabato 23 e Domenica 24 Ottobre a partire dall’una (prequalifiche a partire da mezzanotte e mezza), mentre la gara verrà trasmessa Domenica 24 Ottobre con inizio alle ore 23 (pregara a partire dalle 22:45).

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