Formula 1

Ferrari e il motore evoluto

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Dopo Monza la scuderia di Maranello si doterà di una nuova power unit che dovrebbe garantire minori consumi e maggiore potenza.

Un’arma da schierare in vista della seconda parte di campionato, e al contempo in ottica 2022. La Ferrari dopo una prima parte di campionato che l’ha vista conquistare seppur in codominio con la McLaren la terza posizione del Campionato Costruttori non intende assolutamente perdere quello che rappresenta l’obiettivo minimo per la stagione corrente. Se il massimo dello sforzo è ovviamente incentrato sulla monoposto 2022 (da non sbagliare per nessun motivo al mondo), questo però non vuol dire che a Maranello non si cerchi di ottimizzare per quello che può consentire la SF21 e il Regolamento corrente il rendimento in pista, sopratutto nella sfida incrociata con la McLaren, e in particolare tra Charles Leclerc e Lando Norris e tra Carlos Sainz Jr e il suo recentissimo passato a Woking, sfidando colui che ha preso il suo posto nella squadra guidata da Andreas Seidl: Daniel Ricciardo.

In una sfida combattuta sul filo dei millesimi ecco, quindi, che una evoluzione dell’attuale power unit può diventare basilare nella seconda parte della stagione, nonostante purtroppo nella gara successiva al Gp d’Italia in cui verrà deciso il debutto del nuovo motore sia Carlos Sainz Jr che Charles Leclerc dovranno scontare la penalità di dieci posizioni in griglia, visto che entrambi saranno di forza al quarto motore, mentre l’attuale Regolamento fissa in tre il numero massimo di power unit da poter usare senza incorrere in penalità. Se nel caso di Sainz l’uso del terzo motore in Ungheria è stato necessario alla luce di alcuni inconvenienti emersi in occasione del test di funzionamento effettuato nella giornata di venerdì 30 Luglio (e che ha obbligato i tecnici della Rossa a violare il primo coprifuoco stagionale), nel caso di Leclerc l’uso della terza power unit a partire dalla prossima gara in Belgio è dovuto all’incidente occorso al via del Gp d’Ungheria, con l’Aston Martin di Lance Stroll che, mettendo le gomme intermedie sui cordoli bagnati della pista ha finito con il perdere il controllo della sua monoposto, andando così a speronare la Rossa di Leclerc, e a danneggiare in modo irreparabile il motore Ferrari, come è emerso dalle analisi fatte a Maranello nei giorni scorsi.

La nuova power unit Ferrari evoluta

In una delle gare successive al Gp d’Italia in programma il prossimo 12 Settembre sul circuito di Monza, la Ferrari potrà disporre di una nuova power unit evoluta per affrontare la seconda parte di stagione. La cosa potrebbe sembrare un po' strana visto che il Regolamento non autorizzerebbe nell’arco della stagione l’evoluzione della power unit. Detto questo, però, è altresì vero che secondo il suddetto Regolamento è possibile aggiornare almeno una volta le componenti che costituiscono la power unit che nel passaggio dal motore 2020 a quello 2021 non sono state sostituite.
Nel caso della Ferrari, come confermato dal Team Principal Mattia Binotto in una recente intervista, all’interno della power unit 2021 sono stati sostituiti alcuni elementi, ma non tutti, ed è proprio nell’aggiornamento di quegli elementi ancora da sostituire che la casa di Maranello conta di avere un significativo miglioramento in fase prestazionale, visto che dei sette decimi accusati dalla Rossa in Ungheria almeno il 60% sarebbe dovuto al motore.

Quali sono, quindi, le novità che la nuova power unit Ferrari dovrebbe presentare? In attesa di indicazioni ufficiali, le indiscrezioni che filtrano parlano di un attento lavoro sulla benzina e sui lubrificanti ad opera di Shell, come anche sulla camera di combustione e nella parte ibrida, al fine di ottimizzare la gestione della potenza elettrica durante il giro.
Il risultato finale sarebbe quindi quello di un motore che sulla carta dovrebbe garantire una maggiore potenza (nell’ordine di una decina di cavalli) associata a una ottimizzazione dei consumi.