Formula 1

F1 Ungheria: la confermata squalifica di Vettel e la resa Aston Martin

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La scuderia inglese ha rinunciato al ricorso dopo la bocciatura della richiesta di revisione della squalifica di Sebastian Vettel.

Una notizia che era nell’aria, confermata dal comunicato diffuso nella giornata di ieri, Giovedì 12 Agosto. Aston Martin rinuncia ufficialmente al ricorso dopo che Lunedì 9 Agosto il board dei commissari aveva respinto la richiesta di revisione della squalifica comminata a Sebastian Vettel poche ore dopo la conclusione del Gp d’Ungheria, che aveva visto il campione di Heppenheim chiudere in seconda posizione. Si conclude così una vicenda che ha messo una volta di più in evidenza il fatto che in Formula 1 il regolamento (sportivo o tecnico che sia) deve essere tassativamente rispettato per evitare di perdere (per la presenza nel serbatoio di soli 0.3 litri contro il litro richiesto) un piazzamento sul podio, guadagnato meritatamente in pista.

Le cause che hanno portato alla squalifica di Vettel

Una vicenda, quella che ha portato alla squalifica di Sebastian Vettel dall’ordine di arrivo del Gp d’Ungheria, che prende il via poche ore dopo la conclusione della gara, svoltasi Domenica 1° Agosto. Nell’effettuare le consuete verifiche tecniche, il Delegato FIA Jo Bauer rileva l’impossibilità di estrarre un litro di carburante dall’Aston Martin del pilota tedesco, in violazione all’articolo 6.6.2 del Regolamento Tecnico della Formula 1. Inevitabile la segnalazione dell’episodio alle 20:02 alla Direzione Gara, a cui segue alle 20:11 la convocazione di un rappresentante del team per avere delle spiegazioni. Come si apprenderà in serata, il Team Principal Aston Martin Ottmar Szafnauer sosterrà dinanzi al board dei giudici (costituito dal tedesco Gerd Ennser, dagli italiani Mattia Perini e Vitantonio Liuzzi, dall’ungherese Lajos Herczeg) che all’interno della monoposto di Sebastian Vettel sarebbero rimasti 1.44 litri di carburante ma che la squadra non era in grado di estrarlo, perché all’interno di una delle pompe di sollevamento (nella fattispecie quella sinistra). La Federazione è molto chiara: se non è possibile estrarre 1 litro di benzina dalla monoposto a fine gara, questa non è conforme all’articolo 6.6.2 del Regolamento Tecnico. Scatta così la squalifica di Sebastian Vettel dall’ordine di arrivo del Gp d’Ungheria (inizialmente congelata dopo la notizia della decisione Aston Martin di presentare assieme al ricorso una richiesta di revisione della sentenza, e poi confermata il pomeriggio successivo, con un apposito comunicato), con alle spalle del vincitore Ocon (Alpine) Lewis Hamilton (Mercedes) che da terzo diventa secondo, e Carlos Sainz Jr (Ferrari), che da quarto sale in terza posizione.

Come detto, Aston Martin dopo la squalifica di Vettel comunica al board dei giudici la sua intenzione di presentare assieme al ricorso una richiesta di revisione contro la punizione comminata al suo pilota. Per regolamento, però, la squadra dopo aver presentato l’intenzione di fare ricorso, ha 96 ore di tempo per decidere se farlo o meno. Aston Martin ovviamente decide di andare avanti, e così Venerdì 6 Agosto la Federazione annuncia la discussione del ricorso Aston Martin nella giornata di Lunedì 9 Agosto tramite videoconferenza, in ottemperanza all’articolo 14 del Codice Sportivo Internazionale.

La bocciatura della richiesta di revisione presentata da Aston Martin

Lunedì 9 Agosto, quindi, viene discusso il ricorso Aston Martin, con cui la scuderia di Lawrence Stroll chiede sostanzialmente una revisione della sentenza da parte dei commissari, che, come sopra scritto, avevano squalificato Sebastian Vettel dal Gp d’Ungheria per via della poca benzina presente all’interno del serbatoio. Per capire bene cosa sia successo durante la discussione della richiesta di revisione, ci aiuta non poco il comunicato numero 66 del Gp d’Ungheria (Decision Aston Martin Right of review) in cui i commissari decidono di non accogliere la richiesta dell’Aston Martin. Cosa ha spinto il board a prendere questa decisione?

Per l’Aston Martin erano presenti in videoconferenza il Team Principal Ottmar Szafnauer, il Dt Andrew Green e il Ds Andy Stevenson, mentre per la Federazione oltre ai commissari del Gp d’Ungheria (a cui spettava il giudizio finale) erano presenti il Direttore di Gara Michael Masi, il Delegato tecnico FIA per le monoposto Nicholas Tombazis, il Responsabile delle questioni tecniche Tim Goss e Cedric Staudohar come analista dati della F1.

Nel ricordare che per rivedere una decisione nelle Competizioni FIA riguardanti una coppa o un campionato è necessario mettere a disposizione dei commissari che all’epoca avevano disposto la squalifica della monoposto di Vettel una prova non disponibile al momento di redigere la prima sentenza, il board dei commissari ha provveduto ad analizzare se le nuove prove portate da Aston Martin potessero essere considerate come nuovi elementi, come significative e rilevanti, come frutto di una reale scoperta e se erano realmente indisponibili in occasione della prima sentenza.

Secondo quanto emerge dal comunicato diffuso dalla Federazione, la nuova prova portata da Aston Martin (derivata dall’analisi di più di 100 canali di dati del sistema di alimentazione) ha portato alla scoperta di un problema al sistema di alimentazione della monoposto di Sebastian Vettel, con una perdita di pressione nella camera di combustione che avrebbe portato la pompa dell’aria nella suddetta camera ad attivare la massima potenza possibile, comportando così un maggiore consumo di carburante durante la gara, con i già citati 0.3 litri rimasti al termine della corsa.

Alla luce della presente situazione, il board dei commissari in parole povere ha tenuto a ricordare che indipendentemente dalle cause che possano aver portato a una riduzione di carburante, il fatto è che a fine gara l’Aston Martin numero 5 non era nelle condizioni di rilasciare 1 litro di carburante nel corso delle verifiche post gara, come richiesto dal già citato articolo 6.6.2 del Regolamento Tecnico. Per tutta questa serie di motivi la richiesta di revisione della prima sentenza da parte di Aston Martin non è stata accolta, con l’ordine di arrivo del Gp d’Ungheria che resta quello che vede l’esclusione del campione di Heppenheim.

La definitiva resa di Aston Martin

Se nelle ore immediatamente successive alla mancata accettazione della richiesta di revisione, era girata voce che l’Aston Martin potesse presentare ricorso, nella giornata di ieri, Giovedì 12 Agosto, la squadra di Lawrence Stroll ha ufficializzato la sua decisione di non presentare alcun ricorso.

Come si può leggere, infatti, su Twitter, “dopo aver considerato la nostra posizione ed aver preso atto del verdetto degli steward FIA secondo cui c’erano nuove prove evidenti di un guasto al sistema di alimentazione, abbiamo comunque ritirato il nostro appello sulla base del fatto che riteniamo che ciò superi i vantaggi dell’essere ascoltato”.

Indipendentemente dalla forma utilizzata, resta comunque il fatto che Sebastian Vettel è stato escluso dall’ordine di arrivo del Gp d’Ungheria, e che in virtù di questa situazione Lewis Hamilton si conferma in testa alla Classifica Piloti con 8 punti di vantaggio su Max Verstappen, ed è proprio da questa situazione che ripartirà la seconda parte di stagione della Formula 1, con una tripletta di gare (back to back to back come direbbero gli inglesi), che vedrà il 29 Agosto il Gp del Belgio, il 5 Settembre il Gp d’Olanda, e poi il 12 Settembre il Gp d’Italia a Monza, con il circuito brianzolo che ospiterà anche la seconda Sprint Qualifying stagionale.