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F1 Austria: Verstappen in pole, Ferrari eliminata in Q2© Getty Images

F1 Austria: Verstappen in pole, Ferrari eliminata in Q2

Il pilota olandese della Red Bull precede per soli 48 millesimi un sorprendente Lando Norris (McLaren). Rossa deludente con Sainz 10° e Leclerc 12°.

Una qualifica appassionante resa imprevedibile dal fattore Norris. Se a conquistare la pole position del Gp d’Austria (nona prova del Mondiale 2021 di Formula 1) è la Red Bull di Max Verstappen (che bissa così la pole del Gp della Stiria conquistata una settimana fa sempre sul circuito del Red Bull Ring), a sorprendere tutti è stata ancora una volta l’ottima performance del giovane pilota inglese della McLaren, arrivato a soli 48 millesimi da un risultato a dir poco insperato, in un sabato che ha visto la Mercedes qualificarsi in quarta e quinta posizione con Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, e la Ferrari mancare il passaggio in Q3 con Carlos Sainz undicesimo (risalito poi in decima posizione per via della penalità comminata a Sebastian Vettel, reo di aver ostacolato Fernando Alonso in Q2), e Charles Leclerc dodicesimo.

Red Bull: la pole position di Verstappen e il terzo posto di Sergio Perez

La quarta pole stagionale, la seconda consecutiva al Red Bull Ring. Verstappen infiamma la marea orange presente al Red Bull Ring per applaudirlo, e conquista una pole position assolutamente meritata per quanto visto nell’arco delle tre sessioni di libere. Se è vero che la McLaren è leggermente più competitiva nel primo settore grazie alla qualità della power unit Mercedes, nel secondo e sopratutto nel terzo settore è stata la Red Bull a farsi prediligere per via di un ottimo bilanciamento e di una perfetta stabilità sul retrotreno che alla fine ha fatto la differenza, sebbene come vedremo Norris per pochissimo non ha mancato una pole che avrebbe avuto quasi del clamoroso. Per quanto riguarda Verstappen, decisivo ai fini della pole è stato il primo tentativo compiuto in Q3 (1’03”720), in quanto nel secondo e ultimo tentativo il pilota olandese non è riuscito a migliorarsi, non mancando di criticare la squadra per averlo mandato in pista per primo.
In merito alla gara di domani, pochi dubbi sul fatto che possa essere lui il favorito per la vittoria, visto l’eccellente passo gara dimostrato nella breve simulazione svolta in FP2.
A conferma della buona forma della Red Bull bisogna anche registrare il terzo posto di Sergio Perez (1’03”990), con il messicano che, dopo aver sofferto in Q1 e in Q2, solamente nell’ultimo tentativo è riuscito a trovare un’ottima performance, precedendo di soli 24 millesimi la Mercedes di Lewis Hamilton. Considerando che Perez è solito avere un eccellente ritmo gara, sarebbe un errore non considerare anche il messicano tra i favoriti. Se non per la vittoria, magari per il podio, o (perché no?) al fianco di Verstappen per una possibile doppietta Red Bull.
A conferma dell’ottimo stato di forma anche della power unit Honda, da registrare il sesto e il settimo posto del team satellite Alpha Tauri con Pierre Gasly davanti a Yuki Tsunoda.

Norris e Russell, i giovani talenti di McLaren e Williams

Due nobili decadute sugli scudi del Red Bull Ring. Le Qualifiche del Gp d’Austria grazie alle eccellenti performance di Lando Norris e di George Russell rilanciano le prestazioni di due team del calibro di McLaren e Williams, capaci di scrivere pagine di storia negli oltre 70 anni di vita della Formula 1.
Se Norris con il secondo posto in griglia odierno è riuscito a portare il team di Woking in prima fila (risultato che mancava dal Gp del Brasile 2012, quando a partire davanti a tutti furono Lewis Hamilton alla gara di addio con il team di Woking, e Jenson Button), Russell con tutto il suo talento al volante riesce a portare la sua Williams in Q3 su una pista dove la sua FW43B sembra dare dei preziosi segnali di risveglio.

Per quanto riguarda Norris, se nel primo settore la power unit Mercedes è stata fondamentale per ottenere il miglior parziale, nel secondo settore il 21enne talento di Bristol ci ha messo tanto di suo per restare in vantaggio nei confronti di Verstappen in vista del terzo settore, che ha poi visto come c’era da aspettarsi, una minore prestazione da parte della McLaren, arrivando però a soli 48 millesimi dalla pole. Un pilota, il giovane Norris, che conferma una volta di più la sua crescita evidenziata nelle prime gare di campionato, rivelandosi una delle realtà più belle della stagione 2021. Al pari di George Russell, che, su una monoposto in ripresa ma comunque meno competitiva della McLaren quale la Williams, riesce addirittura ad approdare in Q3, e a conquistare la nona posizione finale (divenuta poi ottava, dopo la penalizzazione di Sebastian Vettel) battendo le Ferrari (cosa che non accadeva dalle qualifiche del Gp di Russia 2015 con Valtteri Bottas, davanti a Sebastian Vettel e a Kimi Raikkonen). Una grande prova d’orgoglio, quella del 23enne pilota di King’sLynn, che lo avvicina sempre di più alla Mercedes.
Per Norris e Russell che si confermano dei preziosi punti di riferimento per McLaren e Williams, dobbiamo registrare anche le difficoltà da parte dei rispettivi compagni di squadra, con Daniel Ricciardo (McLaren) solo 13° e Nicholas Latifi (Williams) 18°.

Hamilton, Bottas e le difficoltà Mercedes

Con sole (a dispetto della pioggia, annunciata dalle previsioni meteo) e temperature più calde rispetto a quelle che avevano caratterizzato lo scorso Gp della Stiria, la Mercedes soffre maggiormente il circuito del Red Bull Ring: non deve quindi stupire il quarto e quinto posto ottenuto da Lewis Hamilton (1’04”014, sopra raffigurato) e da Valtteri Bottas (1’04”049).
L’epta campione inglese, fresco di rinnovo contrattuale, cerca di fare tutto quello che può per portare la sua Mercedes W12 almeno in prima fila, al fianco del rivale Verstappen, ma purtroppo deve fare i conti con una monoposto tornata improvvisamente quella dei test precampionato del Bahrain, bizzosa e dal retrotreno piuttosto instabile.
Lo stesso ragionamento vale anche per Valtteri Bottas, in passato perfettamente a suo agio sul circuito austriaco del Red Bull Ring al punto da vincervi in ben due occasioni (nel 2017 e nel 2020) con Mercedes, e quest’oggi alle spalle di Hamilton di soli 35 millesimi. Difficile pensare a una Mercedes che possa lottare per la vittoria della gara.

Ferrari eliminate in Q2: Sainz 10°, Leclerc 12°

Un passo indietro rispetto al Gp della Stiria corso una settimana fa sempre sul circuito del Red Bull Ring. Le temperature più calde associate alla scelta Pirelli di optare per questo fine settimana per delle mescole più morbide di uno step rispetto alla precedente gara hanno creato non pochi disagi alla Ferrari, con una SF21 in difficoltà con la mescola più morbida, con cui non solo tendeva a scivolare, ma anche ad avere un passo gara piuttosto deludente, caratterizzato da un rapido graining. Da qui la decisione di rinunciare sostanzialmente alla prestazione in qualifica e di conseguenza alle gomme soft, per provare a superare il Q2 con gomme medie. Risultato riuscito, come sopra scritto, alla Williams di George Russell, ma non alla scuderia di Maranello, con il sopra raffigurato Carlos Sainz Jr 11° (promosso poi 10° dopo la penalità comminata a Sebastian Vettel) e Charles Leclerc 12°. Inevitabile dire che a questo punto l’obiettivo in casa Ferrari è puntare chiaramente alla gara, e a superare i piloti che al via partiranno con gomma morbida, destinata dopo pochi giri a deteriorarsi piuttosto rapidamente, Se la strategia della scuderia di Maranello sarà o no quella vincente, sarà solo la gara a dirlo.

Direzione Gara: l’impeding di Vettel ai danni di Alonso, le assoluzioni di Bottas e Sainz

Una sessione di qualifica, quella del Gp d’Austria, che ha richiesto un grande lavoro da parte della Direzione Gara nel corso dell’intero pomeriggio, al fine di dirimere i principali episodi occorsi sopratutto nel Q2. L’episodio più controverso è stato senza ombra di dubbio quello che ha visto protagonisti Sebastian Vettel (Aston Martin) e Fernando Alonso (Alpine), con il pilota asturiano (ottimo terzo in Q1) che si è visto di fatto rovinare l’ultimo giro lanciato da un bloccaggio ad opera di Sebastian Vettel, avvisato troppo tardi dalla squadra dell’arrivo del pilota spagnolo. Dopo aver ascoltato i piloti e visto le immagini, la Direzione Gara ha deciso di comminare tre posizioni di penalità in griglia al campione di Heppenheim, oltre a detrargli un punto per un anno dalla Superlicenza. Sebastian Vettel è stato così retrocesso dall’ottavo all’undicesimo posto in griglia di partenza.

Meglio è andata a Valtteri Bottas (Mercedes) e Carlos Sainz Jr (Ferrari), accusati di aver rallentato eccessivamente in curva 9 e 10 in violazione all’articolo 27.4 del Regolamento Sportivo della Formula 1, che vieta a un pilota di procedere lentamente in pista in un modo che possa essere ritenuto potenzialmente pericoloso sia per gli altri piloti, che per qualsiasi altra persona.
Nel caso di entrambi i piloti, la Direzione gara, ascoltando i diretti interessati e guardando con attenzione le immagini, ha constatato che sia Bottas che Sainz hanno rallentato all’entrata di curva 9 per creare un gap per il proprio ultimo giro in violazione all’articolo 24.2a delle note rilasciate dal Direttore di gara, Michael Masi. Siccome però molti piloti hanno contribuito alla formazione della coda in quella parte del circuito, sia Bottas che Sainz non sono da considerarsi colpevoli.

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