Formula 1

F1, Gp Azerbaijan: vince Perez, Hamilton e Verstappen senza punti

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Il pilota messicano si aggiudica la gara di Baku davanti a un redivivo Sebastian Vettel e a Pierre Gasly. Ferrari 4° e 8° con Leclerc e Sainz.

Il podio che non ti aspetti. Il Gp dell’Azerbaijan si conferma ancora una volta una gara pazza (sopratutto negli ultimi giri), dove tutto può veramente succedere, e così, al termine di una corsa che ha visto l’ingresso di ben due Safety Car per via dell’esplosione di due gomme posteriori sinistre (sulla Aston Martin di Lance Stroll e sulla Red Bull di Max Verstappen), una bandiera rossa e addirittura una Sprint Race nel finale di soli due giri, a salire sul gradino più alto del podio è la Red Bull di Sergio Perez, che festeggia così la sua seconda vittoria in carriera (la prima con la scuderia di Milton Keynes) davanti all’Aston Martin del redivivo Sebastian Vettel (nominato per la seconda volta consecutiva Driver Of The Day dagli appassionati di tutto il mondo) e all’Alpha Tauri di Pierre Gasly. A secco di punti i due sfidanti per il titolo mondiale, Max Verstappen e Lewis Hamilton, con il giovane talento olandese costretto al ritiro per lo scoppio in pieno rettilineo a oltre 300 Km/h della gomma posteriore sinistra, e con il sette volte campione del mondo classificatosi solo quindicesimo per un clamoroso errore in fase di ripartenza, che fa il paio con quello commesso a Imola mentre inseguiva Verstappen, coperto solamente, in quella occasione, dalla grande rimonta nel finale che lo portò a tagliare il traguardo in seconda posizione.

Verstappen e il cedimento della gomma posteriore sinistra

Una gara sostanzialmente vinta. Il grande rammarico di Max Verstappen una volta conclusosi il Gp dell’Azerbaijan è quello di aver perso una gara che senza colpi di scena sarebbe stata decisamente sua. Dopo esser rientrato in pista davanti a Lewis Hamilton dopo la prima sosta approfittando del pit stop più lento del campione della Mercedes (che ha dovuto aspettare il passaggio in pitlane della Alpha Tauri di Pierre Gasly prima di lasciare la propria piazzola), il pilota olandese della Red Bull era man mano riuscito a costruire un prezioso vantaggio nei confronti di Hamilton, adeguatamente rallentato dalla Red Bull gemella di Sergio Perez, e quasi sicuramente si sarebbe aggiudicato meritatamente la gara. Si sa, però, che a Baku tutto può succedere e così è accaduto anche oggi.
Già nel corso del 29° Giro avevamo assistito al cedimento della gomma posteriore sinistra sulla Aston Martin di Lance Stroll, che al via con la gomma hard portata da Pirelli era stato protagonista di un ottima rimonta che lo aveva fatto risalire fino al quarto posto. Bruttissimo lo schianto a oltre 300 Km/h contro le barriere, ma per fortuna il pilota canadese ne è uscito illeso.
Nel corso del 46° Giro anche sulla Red Bull di Max Verstappen all’improvviso ha letteralmente ceduto la gomma posteriore sinistra, con il pilota che di botto ha perso il controllo della sua monoposto che è andata a schiantarsi contro il muretto alla destra del rettilineo del traguardo. Anche in questo caso, per fortuna, il pilota non ha riportato particolari conseguenze se non la rabbia per esser stato costretto dal destino a rinunciare a una vittoria che di fatto sarebbe stata sua. Una domanda, però, è lecito porsi: cosa ha portato sia nel caso di Stroll (dopo 29 giri) che in quello di Verstappen (33 giri) la gomma posteriore sinistra hard della Pirelli a cedere? Eccessiva usura (nonostante la stessa Pirelli indicasse il numero massimo di tornate da effettuare con questa mescola tra 36 e 40) o la presenza di detriti in pista? Al momento l’ipotesi più plausibile è quella dei detriti, anche se immaginiamo nei prossimi giorni Pirelli una volta analizzate le gomme in questione non esiterà a dare una risposta a questo doppio inatteso cedimento.

Hamilton e l’errore alla ripartenza

Una volta che Verstappen è ufficialmente fuorigioco per via del cedimento della gomma posteriore sinistra nel corso del 46° Giro, la Direzione Gara decide di utilizzare la Safety Car, ma la pista è veramente piena di detriti, non ha senso effettuare gli ultimi giri in queste condizioni. Da qui la decisione di richiamare le monoposto in pitlane al termine del 48° Giro, consentire alle squadre di schierarsi in griglia sfruttando il 49° Giro dietro alla Safety Car e disporre una ripartenza per le ultime due tornate (50° e 51° Giro). In questo scenario chi aveva sicuramente meno da perdere era Lewis Hamilton, il quale anche con un secondo posto dietro alla Red Bull di Sergio Perez (passato in testa dopo il ritiro di Verstappen) avrebbe conquistato la leadership della Classifica Piloti, e non a caso il campione inglese con un team radio alla squadra aveva detto che alla fine l’obiettivo era quello per quelle due ultime tornate di non commettere errori, ricordandosi che alla fine la lotta per il Mondiale era una maratona costituita da più gare.
La pratica, però, è stata decisamente diversa rispetto alla teoria, con Hamilton che al via della ripartenza (50° Giro) dopo essersi presentato in griglia con freni fumanti ha cercato un attacco (riuscito) nei confronti di Perez, bloccando le gomme senza per questo riuscire a svoltare, andando così lungo in curva 1. Un errore da principiante che non può essere perdonato a un sette volte campione del mondo che fino a questo momento aveva fatto della freddezza e della sua capacità di leggere le gare il suo punto forte, e che di fatto gli è costato la gara, conclusa in 15° posizione. Inevitabili le scuse alla squadra in una domenica che ha visto la Mercedes non conquistare alcun punto in Classifica Costruttori grazie al 12° posto finale di Valtteri Bottas, autore di un weekend di gara a dir poco anonimo che solleva non pochi dubbi in merito a una sua possibile permanenza nel team tedesco per il 2022.

Perez e la prima vittoria in Red Bull

In questo scenario, quindi, che ha visto i due principali rivali per il titolo mondiale non conquistare alcun punto, a brillare è stata così la stella di Sergio Perez, che una volta di più ha dimostrato tutto il suo valore sul passo gara, riuscendo nell’arco delle prime otto tornate a risalire dal sesto al terzo posto, e poi a sopravanzare Hamilton dopo la sosta non perfetta del campione inglese, gestendo con molta oculatezza ogni possibile tentativo di sorpasso. Una volta acquisita la testa della gara (che sarebbe stata sua se nel corso del pitstop avvenuto durante il 14° Giro non ci fosse stato un problema nel montaggio di una gomma posteriore) dopo l’errore di Hamilton, Checo ha saputo controllare bene la gara, con un leggero brivido nel finale, quando via radio una volta tagliato il traguardo gli è stato consigliato di fermare la macchina per un possibile problema di matrice idraulica. Una cosa, comunque, è certa: il contributo di Perez oggi è stato fondamentale per la Red Bull, che grazie alla vittoria del pilota messicano può così guardare dall’alto dei suoi 26 punti di vantaggio in Classifica Costruttori la Mercedes. Una cosa impensabile alla vigilia di questa gara.

Vettel Driver Of The Day anche in Azerbaijan

Un campione ritrovato. Tra le storie che hanno caratterizzato il Gp visto oggi in Azerbaijan, una riguarda senza ombra di dubbio l’ex ferrarista Sebastian Vettel, che, dopo una prima fase di stagione piuttosto deludente, sembra finalmente aver ritrovato l’antico splendore. Dopo un’ottima corsa con tanto di quinto posto finale a Monaco, oggi il campione di Heppenheim si è ripetuto con un’altra eccellente gara conquistando il primo podio nella storia dell’Aston Martin grazie al secondo posto finale, frutto dell’ottimo primo stint con le gomme dure che lo ha portato a salire repentinamente la china dopo esser partito dall’undicesima posizione. Una gara, quella di Sebastian Vettel, premiata dagli appassionati di tutto il mondo con il Driver Of The Day del Gp dell'Azerbaijan. La cosa, però, più impressionante, è stato rivedere quella grinta che ha caratterizzato non solo la sua avventura in Red Bull (nelle prime stagioni con la conquista dei quattro titoli piloti consecutivi), ma anche i primi anni della sua esperienza in Ferrari, ed è proprio questo aspetto che ci fa sostenere con assoluta certezza che il Vettel visto oggi è sicuramente un campione ritrovato rispetto ad esempio all’ultimo anno in Ferrari, che può fare molto bene all’attuale Formula 1, e verso cui c’è un sincero rispetto da parte degli altri piloti del Circus. Significativi a fine gara i complimenti ad opera dell’ex compagno di squadra Charles Leclerc, e dell’ex rivale per il titolo Fernando Alonso.

Gasly e il terzo posto a Baku con l’Alpha Tauri

Tra le sorprese di giornata, merita un particolare cenno il terzo posto di Pierre Gasly, con l’Alpha Tauri. Non è la prima volta che il pilota francese (maturato profondamente nell’ultimo biennio) è nuovo a questo tipo di exploit (vedi il secondo posto nel 2019 in Brasile, o la vittoria a Monza della passata stagione) in casi di gare pazze, il che lo rende un talento capace di ottimizzare ogni occasione per portare punti alla propria squadra. Se poi l’AT02 si conferma una monoposto ben bilanciata come quella vista oggi (come ci dimostra anche il settimo posto finale di Yuki Tsunoda), la sensazione è che molto presto Gasly tornerà ad essere visto con molta attenzione da qualche team di vertice.

Ferrari quarta con Leclerc e ottava con Sainz

Sorprendente in qualifica, ancora con qualche difficoltà sul passo gara. La Ferrari vista oggi a Baku conferma sostanzialmente la sensazione intravvista nel corso della FP2 di venerdì. Charles Leclerc ha fatto quello che poteva al via, mantenendo la testa della gara, ma sono bastati la bellezza di 8 giri per passare dal primo al quarto posto, subendo nel lungo rettilineo finale i sorpassi ad opera di Hamilton, Verstappen e Perez. Una volta poi effettuata la sosta e passata alle gomme hard si è chiaramente visto che la SF21 purtroppo non aveva un adeguato passo gara per lottare con Mercedes e Red Bull. Nel finale di gara il pilota monegasco aveva anche provato ad accarezzare un possibile podio provando ad attaccare Gasly, senza purtroppo riuscirci.
Al termine della gara la Ferrari porta comunque a casa 16 punti (12 con il quarto posto di Leclerc e 4 con l’ottavo posto di Sainz) con i quali riesce a conquistare la terza posizione nel Mondiale Costruttori superando di due lunghezze la McLaren (quinta con Norris e nona con Ricciardo nel giorno in cui il team di Woking piange la scomparsa di Mansour Ojieh, ricordato con un minuto di silenzio poco prima della gara assieme a quello riservato all’ex Presidente FIA Max Mosley, scomparso recentemente), ma il lavoro da fare è ancora tanto, in un contesto che vede anche la crescita di Fernando Alonso, sesto con l’Alpine.

Le classifiche iridate

Andando ad osservare la Classifica Piloti, Verstappen mantiene la testa con 105 punti, seguito da Hamilton a quota 101. In terza posizione sale Sergio Perez a quota 69, seguito da Norris (66), Leclerc (52), Bottas (47), Sainz (42), Gasly (31), Vettel (28), e Ricciardo (26).

In Classifica Costruttori grazie alla vittoria odierna di Perez, la Red Bull rafforza la sua leadership con 174 punti, seguita da Mercedes a quota 148. La Ferrari sale in terza posizione con 94 punti, seguita da McLaren (92), AlphaTauri (39), Aston Martin (37), Alpine (25) e Alfa Romeo (2).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 20 Giugno con il Gp di Francia, con diretta tv su Sky e differita pomeridiana su TV8.