Formula 1

F1, Gp Azerbaijan: Leclerc in pole, delusione Red Bull

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Il pilota monegasco della Ferrari conquista a sorpresa la seconda pole stagionale consecutiva davanti a Hamilton (Mercedes)e a Verstappen (Red Bull).

Tra i due litiganti, il terzo gode. Contrariamente alle previsioni della vigilia che vedevano la battaglia per la pole del Gp dell’Azerbaijan come una sorta di lotta a due tra Lewis Hamilton e Max Verstappen, alla fine a Baku al termine di una qualifica estremamente appassionante a brillare è stata la stella di Charles Leclerc, capace di conquistare con la sua Ferrari SF-21 una pole position (la nona in carriera, la seconda consecutiva dopo quella di Monaco) assolutamente impensabile pochi giorni fa. Merito di un’ottimizzazione del set-up della Rossa, ma anche e sopratutto del talento del giovane pilota monegasco, capace di esaltarsi come non mai sul giro secco.

Che la situazione a Baku potesse essere migliore del previsto per la Ferrari (almeno sul giro secco) lo si era capito fin dalle prime libere di ieri mattina (venerdì), quando non appena scesa in pista la Ferrari SF-21 aveva denotato un ottimo bilanciamento, associato alla facilità di saper ottenere fin da subito una discreta performance cronometrica sia con Leclerc che con Sainz, agevolata dal fatto di avere dei buoni rilievi nei tratti medio-lenti della pista (primo e sopratutto secondo settore), soffrendo meno del previsto nel terzo settore, caratterizzato da un lunghissimo rettilineo di 2.2 Km. Frutto, probabilmente, anche della scelta di un’ala posteriore più scarica, che alla fine si è rivelata essere a dir poco vincente, e che anche domani in gara potrebbe rappresentare sicuramente un vantaggio.
Una tendenza, quella delle prime libere, ribadita ancora di più oggi in qualifica, ed agevolata anche da un pizzico di fortuna, con Leclerc che nel primo tentativo lanciato in Q3 (risultato poi decisivo per la pole position) si è trovato nel lungo rettilineo finale la scia della Mercedes di Lewis Hamilton da sfruttare a pieno, proprio quando il campione inglese dopo due giri di riscaldamento si stava lanciando per realizzare il suo tentativo cronometrato, sperando a sua volta di poter contare sulla scia della monoposto gemella di Valtteri Bottas. Ipotesi, questa, non del tutto riuscita.

Se con questo risultato Leclerc può finalmente mettersi alle spalle la delusione per la pole di Monaco non sfruttata adeguatamente, Sainz purtroppo non va oltre il quinto posto in griglia (1'41"576) nonostante in più occasioni sia nelle libere che in qualifica avesse dimostrato di poter essere vicino (se non superiore) alle prestazioni del compagno di squadra. Decisivo per il pilota spagnolo è risultato il contatto di Tsunoda (Alpha Tauri) con le barriere in curva 4, che ha spinto la Direzione gara a chiudere anticipatamente la Q3, e Sainz a frenare troppo tardi e ad impattare con l’anteriore contro le barriere, per evitare il contatto con il giovane rookie nipponico.
Salvo il muso anteriore da sostituire, non sembrerebbero esserci particolari danni sulla Rossa numero 55, per cui (rimpianti a parte) per Carlos si prospetta la possibilità (su una pista dove i sorpassi sono realizzabili) di rilanciare la propria corsa, visto e considerato che proprio Sainz era risultato essere decisamente più performante di Leclerc sul passo gara.

Se dunque la Ferrari a Baku ha conquistato con Leclerc una preziosissima e al contempo sorprendente pole position (1'41"218), occorre anche dire però che difficilmente (salvo sorprese o casi eccezionali) vedremo la Rossa lottare per la vittoria: nelle simulazioni passo gara, infatti, sopratutto con Leclerc la SF-21 ha evidenziato un’eccessiva usura delle gomme sopratutto su quelle posteriori, con Sainz invece particolarmente efficace nel gestire le mescole, e a ottenere come sopra scritto un miglior passo, seppur leggermente inferiore alla Red Bull e a Lewis Hamilton (Mercedes).

Mercedes e una Fenice di nome Hamilton

Un campione capace di dare una zampata anche quando è in seria difficoltà. Lewis Hamilton (sopra raffigurato) conquista un inatteso secondo posto in griglia (1'41"450) dopo che nella giornata di ieri aveva chiuso la FP2 addirittura in undicesima posizione (con Bottas sedicesimo). Su una pista che sulla carta avrebbe dovuto vedere una Mercedes competitiva e che gli anni scorsi non poche soddisfazioni aveva regalato al team tedesco campione del mondo, a sorpresa invece abbiamo rivisto le stesse difficoltà già intravviste a Monaco, con una certa problematicità a trovare il corretto set-up della W12.
Nel caso specifico, osservando gli onboard nelle libere di ieri, la W12 sembrava apparentemente ben bilanciata salvo poi mancare clamorosamente di grip, di aderenza per via della difficoltà nel raggiungere la corretta finestra di temperatura per consentire alle gomme Pirelli di poter funzionare adeguatamente.
Difficoltà palesatesi anche nella mattinata odierna con Hamilton che via radio non ha esitato a lamentarsi con la squadra, sostenendo che l’anteriore della sua monoposto era piuttosto preciso, mentre il retrotreno scivolava troppo. Da qui la decisione della Mercedes di diversificare il set-up in vista delle qualifiche, con Bottas dotato dell’ala posteriore più scarica utilizzata anche da Hamilton fino a quel momento, e con Lewis dotato di un’ala posteriore un pochino più carica volta a stabilizzare il retrotreno della sua monoposto. Un set-up, quello di Hamilton, alla fine rivelatosi essere perfetto: con l’ala più carica, infatti, la W12 ha ritrovato improvvisamente quella competitività mai vista nell’arco dell’intero weekend, e così il campione inglese grazie anche al suo immenso talento ha saputo costruire un giro che gli ha consentito addirittura di chiudere la qualifica in prima fila con un secondo tempo a dir poco impensabile dopo le due libere del venerdì.

Per un Hamilton secondo, c’è anche un Valtteri Bottas che con ala più scarica partirà in decima posizione (1'42"659) in un weekend che mai lo ha visto brillare su quella pista che nel 2019 lo vide conquistare pole e vittoria.

Delusione Red Bull: Verstappen terzo, Perez sesto

La vera sconfitta di giornata. Su una pista che sulla carta avrebbe dovuto esaltare le caratteristiche della RB16B, il terzo posto di Max Verstappen (sopra raffigurato,1'41"563) e il sesto di Sergio Perez (1'41"917)rappresentano senza ombra di dubbio una cocente delusione per la scuderia di Milton Keynes, la quale dal circuito di Baku si aspettava molto di più, a maggior ragione dopo le due libere di ieri che avevano visto rispettivamente Verstappen e Perez in testa alla classifica. Non sappiamo quanto l’incidente occorso a Verstappen durante la FP3 possa aver condizionato il giovane pilota olandese nell’affrontare ad esempio la curva 15. Fatto sta, però, che dopo il botto di questa mattina Max oggi pomeriggio è sembrato perdere qualcosa sul fronte della sicurezza, al punto da non riuscire a migliorare la prestazione di Leclerc nell’unico tentativo realmente a disposizione in Q3 nonostante potesse godere della scia del compagno di squadra Perez (sesto dopo la penalità comminata a Norris). Una giornata da dimenticare, quella odierna, con l’obiettivo di concentrarsi con la massima attenzione sulla corsa di domani, con la Red Bull che nella simulazione passo gara era stata abbondantemente la migliore.

Le qualifiche degli altri

La sorpresa più significativa delle qualifiche odierne viene dall’Alpha Tauri, con Pierre Gasly (1'41"565) quarto e Yuki Tsunoda settimo (1'42"211). Il team di Faenza ha dimostrato di aver trovato un ottimo bilanciamento sulla sua monoposto, e lo stesso Gasly ha una volta ribadito tutto il suo valore, conquistando anche la leadership della FP3. In gara potrebbe riservarci addirittura delle sorprese, visto l’ottimo set-up e bilanciamento denotate dalla AT02.

McLaren double face a Baku: se Lando Norris conquista in pista la sesta posizione (1'41"747), salvo poi venir retrocesso al nono posto per non aver rispettato le bandiere rosse provocate proprio dal compagno di squadra Daniel Ricciardo, l’italo-australiano conferma tutte le sue difficoltà al volante della MCL35M, chiudendo la sua qualifica in tredicesima posizione (1'42"558) dopo esser andato ad impattare contro le barriere in curva 3. Un pilota davvero in crisi, Ricciardo, che speriamo il team di Woking possa recuperare il prima possibile.

Positiva la qualifica di Fernando Alonso (ottavo, 1'42"327) con l’Alpine, con il pilota asturiano che riesce così a star davanti al compagno di squadra Esteban Ocon dodicesimo (1'42"273), che in più frangenti ha baciato il muro delle protezioni all’altezza di curva 15, non riportando però alcun danno.

Numerosi, infine, i contatti occorsi sia nelle libere di ieri che nelle qualifiche odierne in Curva 15, caratterizzata dall’essere una curva in discesa con un punto di frenata che se non perfettamente centrato, rischia di portare la monoposto al contatto con le barriere.
Dopo l’incidente di Leclerc in FP2 (con rottura dell’ala anteriore), oggi è stata la volta di Max Verstappen in FP3 (rottura braccetto sospensione anteriore) e in qualifica di Lance Stroll (Aston Martin) e di Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo) andare ad impattare contro le barriere di quella curva, famosa fino ad oggi solo e unicamente per aver visto il leggero tamponamento tra Hamilton (Mercedes) e Vettel (Ferrari) nel 2017 in prossimità della ripartenza della gara dopo alcuni giri svolti dietro alla Safety Car, con tanto di ruotata di reazione da parte del campione di Heppenheim, infastidito dall’eccessivo rallentamento imposto dal pilota inglese.