Formula 1

F1, Mercedes e Red Bull pronte alla guerra sulle ali flessibili

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I due team stanno seriamente pensando di presentare a Baku una protesta in merito alla regolarità dell’ala anteriore o posteriore del rivale.

Una dura battaglia destinata a diventare sempre più intensa tra Mercedes e Red Bull, candidati alla vittoria finale del Mondiale 2021 di Formula 1. Poco tempo fa avevamo approfondito il cambio regolamentare relativo alle ali, in seguito alla decisione della Federazione Internazionale dell’Automobile di irrigidire i controlli relativi alla flessibilità dell’ala posteriore delle monoposto in seguito alla denuncia Mercedes ad opera di Lewis Hamilton che, in occasione del weekend del Gp di Spagna aveva dichiarato ai media che la Red Bull possedeva un’ala posteriore che flettendosi in rettilineo rendeva la RB16B più veloce di circa tre decimi.

Da quelle dichiarazioni sembra essere passato quasi un secolo: non solamente lo scorso weekend a Monaco non è mancato il classico “botta e risposta” tra Mercedes e Red Bull, ma, addirittura negli ultimi giorni starebbe girando la voce di un possibile ricorso a vicenda che verrebbe presentato in occasione della prossima gara di campionato a Baku da parte delle suddette squadre: nel caso della Mercedes nei confronti dell’ala posteriore della Red Bull; nel caso della scuderia di Milton Keynes nei confronti dell’ala anteriore realizzata dal team campione del mondo dopo aver esaminato numerosi frame da Servus Tv (emittente del gruppo Red Bull che trasmette in Austria la massima serie motoristica) e da Sky Deutschland.

Ricordiamo, infatti, che ai fini del Regolamento tecnico le ali devono mantenere una certa torsione, e quindi non possono assolutamente essere flessibili, perché nel caso di un alettone posteriore la flessibilità più o meno marcata di un’ala può generare una minore resistenza all’avanzamento per via dello schiacciamento dell’ala stessa, ma, anche, una volta che l’ala è tornata nella sua posizione tradizionale, una migliore prestazione nell’affrontare le curve.

Il botta e risposta Mercedes-Red Bull a Monaco e il rischio protesta a Baku

Una volta che subito dopo il Gp di Spagna la Federazione ha inviato alle squadre una lettera per informarle dell’intenzione a partire dal Gp di Francia (in programma il prossimo 20 Giugno sul circuito de Le Castellet) di irrigidire i controlli volti a determinare la presenza o meno di ali posteriori flessibili (al fine di limitare la rotazione dell’ala posteriore di un solo mm sia nel caso vengano applicate due forze da 750 N·m, sia nel caso in cui venga applicata una sola forza da 1000 N) oltre alla possibilità di utilizzare telecamere a bordo per valutare il comportamento delle ali mentre le monoposto sono in movimento, ecco quindi che lo scenario di Montecarlo è stato il primo in cui a livello ufficiale la questione ali posteriori è stata effettivamente affrontata.

Se dai primi rumors arrivati nel corso della prima giornata di prove libere si è capito che il provvedimento riguarda principalmente la scuderia di Milton Keynes, Alpine, Alfa Romeo, e in maniera marginale anche Ferrari (secondo ESPN invece le uniche squadre esenti da modifiche all’ala posteriore sarebbero Mercedes, McLaren e Aston Martin), la sfida si è subito spostata nel paddock, con Mercedes e Red Bull pronte a suonarsele ai microfoni di santa ragione, in uno scenario in cui alcune scuderie più piccole non hanno esitato a protestare nei confronti della tempistica dell’intervento da parte della Federazione, in quanto una riprogettazione dell’ala posteriore in regime di budget cap rischia molto seriamente di limitare lo sviluppo della macchina nel prosieguo della stagione.

Da una parte, infatti, il team tedesco guidato da Toto Wolff non accetta il fatto che i controlli più restrittivi sulla flessibilità dell’ala posteriore entrino in vigore solamente a partire dal Gp di Francia in programma il prossimo 20 Giugno, e annuncia la possibilità di una protesta al termine del Gp dell’Azerbaijan all’indirizzo dei commissari nel caso la flessibilità dell’ala posteriore della Red Bull dovesse aiutare la RB16B a Baku, a cui seguirebbe poi un ricorso alla Corte d’Appello Internazionale, ritenendo che la FIA debba chiarire la questione prima della gara in programma domenica prossima (6 Giugno) in Azerbaijan. D’altro canto, però, la scuderia austriaca non è disposta a sottostare all’ennesima protesta della Mercedes volta a destabilizzare l’avversario, e tramite il Team Principal Chris Horner ha rispedito la patata bollente al mittente, sottolineando che è l’alettone anteriore della Mercedes W12 a flettersi ad alta velocità, con Wolff che ha risposto a sua volta a Horner dichiarando che l’ala anteriore Mercedes è praticamente la stessa che ha anche la scuderia di Milton Keynes.

Negli ultimi giorni lo scontro è ulteriormente proseguito, con Helmut Marko che, intervistato dal portale Formel1.de, ha esplicitamente dichiarato che la protesta di Wolff dovrebbe riguardare non solo Red Bull ma ben otto delle dieci squadre, e che ora si aspetta vengano inaspriti anche i test sulle ali anteriori, visto che l’ala Mercedes è quella più traballante sotto questo aspetto. Marko si chiede poi perché Mercedes insista nel voler così accelerare l’adozione dei nuovi test sulle ali posteriori flessibili minacciando proteste, visto che lo scorso anno in una situazione analoga per via del DAS la Federazione consentì l’uso del dispositivo per tutta la stagione, nonostante non fosse regolare, con Red Bull che decise di non presentare ricorso.

Lo stesso Marko ha poi rincarato successivamente la dose sostenendo che se Wolff ritiene sia tardi che le nuove regole sulla flessibilità delle ali partano dal Gp di Francia (20 Giugno) può essere libero di protestare quanto vuole, anche se a dirla tutta dovrebbe pensare maggiormente alle conseguenze di certi atti, visto e considerato che alcuni video trasmessi da Servus Tv e da Sky Sport Deutschland mostrerebbero una discreta flessione verso il basso dell’ala anteriore della Mercedes. Non è quindi da escludere che nel caso in cui Mercedes presentasse una protesta in merito alla flessibilità dell’ala posteriore Red Bull, anche la scuderia di Milton Keynes faccia lo stesso, mettendo però la lente d’ingrandimento sulla flessibilità dell’ala anteriore del team campione del mondo.

Una domanda, però, si pongono gli appassionati: quante possibilità ha una protesta da parte di Mercedes o Red Bull di essere accettata se le suddette monoposto erano state ritenute regolari dai controlli fatti sulle monoposto ad inizio stagione? Secondo il Motorsport Managing Director della Formula 1 Ross Brawn le possibilità sarebbero francamente scarne, perché se un’ala supera il test prestabilito dalla Federazione non dovrebbe presentare delle irregolarità, a meno che non presenti un meccanismo o qualcosa di nascosto. Ipotesi, questa, al momento non considerabile.
Alla luce della presa di posizione di Liberty Media sopra riportata, resta quindi da capire cosa decideranno di fare alla fine Mercedes e Red Bull: se portare avanti ugualmente le rispettive proteste, o se aspettare l’applicazione delle nuove restrizioni dei test sulle ali che entreranno in vigore a partire dal Gp di Francia. Una cosa, comunque è certa: mai come in questo caso il Gp dell’Azerbaijan si preannuncia davvero caldo, con l’auspicio che alla fine a parlare sia solo e unicamente la pista.