Formula 1

F1, Gp Spagna: Hamilton e il trionfo della strategia Mercedes

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Grazie alla seconda sosta anticipata il campione inglese supera Verstappen e Bottas e si aggiudica la gara. Ferrari 4° con Leclerc e 7° con Sainz.

Una gara decisa dalla perfetta intuizione strategica del muretto Mercedes. Lewis Hamilton conquista il Gp di Spagna (quarta gara del Mondiale 2021 di Formula 1) portando a 98 i suoi successi nella massima serie motoristica, ma mai come in questo caso non può che ringraziare la sua squadra, capace dinanzi al patron Ineos Jim Ratcliffe (entrato come azionista in Mercedes al 33% lo scorso Dicembre) di inventare una strategia risultata poi essere decisiva per conquistare la gara, dinanzi al pilota olandese della Red Bull Max Verstappen (giunto secondo) e all’altro pilota Mercedes, Valtteri Bottas.

Una gara, quella di Hamilton complicatasi al via quando con una manovra piuttosto dura ma pulita Verstappen all’altezza di curva 2 era riuscito a prendere la testa della gara, con il campione inglese che in più occasioni aveva provato a restare vicino al giovane talento della Red Bull senza però riuscire a trovare il modo per superarlo, sia nella prima fase di gara, sia dopo la prima sosta.
Il momento chiave che ha deciso il Gp di Spagna avviene così nel corso del 42° Giro quando, portatosi a pochi decimi da Verstappen, Hamilton viene richiamato ai box per una seconda sosta, dove gli vengono montate delle gomme medie, e viene rispedito in pista con un distacco di circa 20-21 secondi. Come già avvenuto in occasione del Gp d’Ungheria 2019, man mano con il passare dei giri il campione inglese della Mercedes comincia a recuperare nei confronti di Verstappen, fino ad arrivare nel corso del 59° dei 66 giri previsti al sorpasso nei confronti del rivale. Una rimonta davvero appassionante, quella di Hamilton, che ribadisce una volta di più la sua voglia di vincere e di non accontentarsi mai assieme alla ritrovata superiorità tecnica Mercedes, non solo al muretto grazie a una strategia rivelatasi vincente, ma anche la forza di una monoposto, la W12 apparsa nettamente la migliore su una pista come quella del Montmelò che dal 2013 ad oggi può tranquillamente essere considerata come una sorta di feudo Mercedes, per via delle vittorie conseguite continuativamente (ad eccezione del 2016, quando l’harakiri Rosberg-Hamilton dopo poche curve consegnò la vittoria nelle mani di un giovane Verstappen, al debutto in Red Bull).
In tal senso, le cinque vittorie conseguite dal 2017 ad oggi da Hamilton al Montmelò permettono al campione inglese (nominato dagli appassionati di tutto il mondo Driver Of The Day del Gp di Spagna) di eguagliare le cinque vittorie consecutive conseguite dall’indimenticabile Ayrton Senna a Montecarlo dal 1989 al 1993. Una nuova pagina di storia della Formula 1 scritta con grande passione dal 36enne pilota di Stevenage.

Per quanto riguarda il Mondiale Costruttori, importante anche il terzo posto di Valtteri Bottas (superato al via in curva 3 da Charles Leclerc, a sua volta sorpassato dal finlandese in occasione della prima sosta, e poi nel corso del 57° Giro), agevolato però dalla strategia del muretto Mercedes. Un ruolo, se vogliamo, più da gregario che da pilota desideroso di lottare per il titolo mondiale, che a molti ha ricordato la figura di Rubens Barrichello, fedele gregario in Ferrari al servizio di Michael Schumacher negli anni d’oro dei successi del campione di Kerpen.

Red Bull: Verstappen 2°, Perez 5°

Una sconfitta strategica molto chiara. In una domenica che ha di fatto rivitalizzato la Mercedes, tornata al suo ruolo di dominatrice tecnica, chi esce delusa dal Gp di Spagna è senza ombra di dubbio la Red Bull, dalla quale era lecito aspettarsi qualcosa di più. Sia chiaro: Max Verstappen (sopra raffigurato) in pista è stato a dir poco perfetto, riuscendo a trovare al via la testa della corsa superando Hamilton (abile ad evitare il contatto con la Red Bull alzando il piede quando era necessario) con una manovra dura ma pulita che ha ricordato sotto certi aspetti il sorpasso al via del Gp dell’Emilia Romagna ad Imola. Decisiva, però, come spiegato sopra, è stata la seconda sosta ai box di Hamilton, con la Red Bull colpevole nel non aver risposto prontamente alla strategia Mercedes, non facendo fermare Verstappen nel giro immediatamente successivo alla sosta di Hamilton. Certo, non è da escludere l’ipotesi secondo cui Hamilton alla fine avrebbe comunque sorpassato Verstappen perché con gomme medie aveva un passo gara migliore. Un conto, però, è provare a ribattere colpo su colpo all’avversario. Un altro conto è invece continuare a lasciare in pista una monoposto e un pilota di talento come Verstappen con le gomme che man mano cominciano a deteriorarsi, mentre il tuo rivale (Hamilton) sta arrivando con gomme più fresche, e con tempi cronometrici più veloci di 1.5-2 secondi, ma sopratutto con un grip migliore, agevolato dalla gomma più fresca.

Se Verstappen (autore del giro più veloce dopo aver effettuato la seconda sosta, una volta subito il sorpasso di Hamilton) chiude amaramente al secondo posto una gara che poteva fare sua per colpe non direttamente imputabili a lui, Sergio Perez chiude il Gp di Spagna al quinto posto. Un risultato indubbiamente positivo se consideriamo le qualifiche deludenti del sabato, che lo avevano visto conquistare l’ottavo posto in griglia, ma parzialmente negativo se consideriamo che il suo obiettivo dovrebbe essere quello come seconda punta in casa Red Bull di marcare quanto meno le prestazioni della seconda guida Mercedes Valtteri Bottas, giunto terzo.

Ferrari: Leclerc quarto, Sainz settimo

Bilancio tutto sommato positivo per la Ferrari al termine del Gp di Spagna. Se è vero che Carlos Sainz Jr conquista solamente il settimo posto alle spalle della McLaren di Daniel Ricciardo dopo essere risalito in classifica in seguito a una partenza non del tutto positiva che lo aveva visto perdere alcune posizioni (chiuso dall’Alpine di Esteban Ocon e dalla Red Bull di Perez), estremamente positiva è stata la gara di Charles Leclerc (sopra raffigurato), autore dopo poche curve di un sorpasso addirittura ai danni della Mercedes di Valtteri Bottas. Se la Ferrari ha dimostrato grazie a un prezioso lavoro di squadra di aver superato le difficoltà nella gestione delle gomme viste nella precedente gara di Portimao, resta però ancora la sensazione che manchi qualcosa in rettilineo per poter lottare con Mercedes e Red Bull, anche se l’obiettivo prefissato del 2021 dalla scuderia di Maranello è quello di lottare per il terzo posto nella Classifica Costruttori con McLaren, Alpine e Aston Martin (non appena tornerà ad essere maggiormente competitiva). In tal senso è stato importante per Leclerc concludere davanti alle McLaren di Daniel Ricciardo (sesto) e Lando Norris (ottavo): il distacco nei confronti del team di Woking (apparso sotto tono a Barcellona) scende così a soli cinque punti, come vedremo con il riepilogo della Classifica Costruttori al termine del presente articolo.

Interessanti, invece, le prestazioni ottenute da Leclerc nel terzo settore, dove la trazione è a dir poco basilare, e che potrebbero rappresentare un buon viatico in vista della prossima gara, in programma tra due settimane (23 Maggio) a Montecarlo, lungo le stradine anguste del Principato di Monaco.

La gara degli altri

La McLaren (sesta con Daniel Ricciardo e ottava con Lando Norris) ha sofferto non poco il circuito del Montmelò. Se nei tratti più veloci (primo settore) si è sostanzialmente difesa, è nei tratti più lenti (terzo settore in particolare) che ha evidenziato alcune difficoltà non preventivabili alla viglia di questa gara, e che dovranno tassativamente essere risolti per Monaco.

L’Alpine rispetto alle qualifiche dimostra ancora qualche difficoltà sul passo gara, con Esteban Ocon nono e Fernando Alonso diciassettesimo, alle prese con un problema alla candela della sua power unit Renault.

L’Alpha Tauri conferma anche in terra spagnola di raccogliere molto meno di quanto meriterebbe: se Yuki Tsunoda (deludente in qualifica e ripreso dalla squadra per i suoi team radio piuttosto duri) è stato costretto al ritiro per un problema tecnico che ha di fatto spento la sua monoposto all’altezza di curva 10 costringendo la Direzione gara nel corso del 9° Giro a mandare in pista la Safety Car, Pierre Gasly conquista un preziosissimo decimo posto, dopo esser stato penalizzato al via con 5 secondi (scontati nel primo pit stop) per essersi posizionato oltre la sua piazzola in griglia di partenza, con l’infrazione subito rilevata dalla fotocellula posta lì vicino.

L’Aston Martin vede entrambe le monoposto per la seconda gara consecutiva fuori dalla zona punti (con Lance Stroll 11° e Sebastian Vettel 13°).

Gara da dimenticare anche per l’Alfa Romeo, con Kimi Raikkonen 12° ed Antonio Giovinazzi 15° penalizzato da una clamorosa svista avvenuta durante la sosta effettuata nel corso del 10° Giro in regime di Safety Car. Se l’idea di chiamare subito il pilota di Martina Franca era assolutamente corretta, terrificante è stato vedere uscir fuori dalle termocoperte una gomma media sgonfia, con i meccanici che a questo punto sono rientrati nei box e tornati con un nuovo set di gomme medie. Una leggerezza molto grave, che ha purtroppo pesantemente rovinato la gara di Giovinazzi.

Le Classifiche iridate

Andando ad osservare la Classifica Piloti, Hamilton aumenta il suo vantaggio salendo a 94 punti, seguito da Verstappen a quota 80. In terza posizione sale Valtteri Bottas con 47 punti, seguito da Norris (41), Leclerc (40), Perez (32), Ricciardo (24), Sainz (20), Ocon (10) e Gasly (8).

In Classifica Costruttori Mercedes è ancora in testa con 141 punti seguita da Red Bull a quota 112. Terza si conferma la McLaren con 65 punti, seguita da Ferrari (60), Alpine (15), Alpha Tauri (10) e Aston Martin (5).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 23 Maggio con il Gp di Monaco, con diretta Tv su Sky e TV8.