Formula 1

F1, Gp Portogallo: Bottas in pole, Hamilton secondo

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Prima fila Mercedes a Portimao con il pilota finlandese davanti per 7 millesimi al campione inglese. Ferrari 5° con Sainz e 8° con Leclerc.

Un’occasione mancata. La Mercedes conquista sul circuito di Portimao l’intera prima fila del Gp del Portogallo, ma a partire domani davanti a tutti non sarà Lewis Hamilton ma Valtteri Bottas, capace di battere l’eptacampione del mondo di soli 7 millesimi. Un niente, che, siamo certi Hamilton non avrà certamente apprezzato, nonostante le comprensibili dichiarazioni di facciata. Conquistare la centesima pole in carriera aveva un significato speciale per Lewis: a maggior ragione nella giornata odierna, in cui la Formula 1 ricorda a 27 anni di distanza dalla scomparsa il grande campione brasiliano Ayrton Senna, venuto a mancare il 1° Maggio 1994 a Imola nelle prime fasi del Gp di San Marino in seguito al violento impatto avvenuto al Tamburello. Senna per Hamilton non è stato un campione di Formula 1 come tanti altri: è stato un idolo della propria giovinezza. Non possiamo non ricordare la sua emozione quando il 10 Giugno 2017 una volta eguagliato il numero di pole position ottenute da Senna (65) Hamilton ricevette al termine delle qualifiche del Gp del Canada una copia del casco indossato dal campione brasiliano nella stagione 1987 al volante della Lotus. Ecco, quindi, perché conquistare la sua 100° pole nel giorno della scomparsa di Magic e per di più nella stessa nazione che vide il campione di San Paolo conquistare il 20 Aprile 1985 sul circuito dell’Estoril a bordo della Lotus-Renault la sua prima pole position in carriera (a cui seguirà il giorno successivo la prima vittoria ottenuta sul bagnato) sarebbe stato qualcosa di veramente emozionante non solo per Hamilton, ma anche per la stessa Formula 1, che in Lewis vede molti tratti in comune con il leggendario campione brasiliano.

Una sceneggiatura, se vogliamo, degna di un film, ma si sa che a volte la realtà può essere più dura della fantasia, e così, come detto, per soli sette millesimi ad ottenere la pole position del Gp del Portogallo è stata a sorpresa la Mercedes del compagno di squadra Valtteri Bottas, apparso sin dalle libere del venerdì in buona forma, e sopratutto desideroso di mettersi alle spalle un inizio di stagione piuttosto deludente.

Con una pista che con il passare dei minuti è andata peggiorando per via dei continui cambi di direzione del vento andato sempre più a intensificarsi, fondamentale è stato ottenere la miglior performance nel primo tentativo in Q3. Bottas ci è riuscito (1’18”348), Hamilton no, e nel corso dell’ultimo tentativo a disposizione ha provato a migliorare la propria prestazione cronometrica montando quelle gomme medie che in Q2 si erano molto ben comportate, senza però riuscirci, arrivando a soli sette millesimi (1’18”355) dal tempo di Bottas.
Una Mercedes, quella vista oggi a Portimao, apparsa nettamente competitiva, e candidata senza ombra di dubbio alla vittoria sopratutto con Hamilton, apparso nella simulazione passo gara del venerdì molto convincente. Verstappen permettendo.

Red Bull in seconda fila

In seconda fila troviamo le due Red Bull con Max Verstappen (sopra raffigurato) terzo (1’18”746) e Sergio Perez (1’18”890) quarto. Guai, però, a pensare a una RB16B meno a suo agio rispetto alla Mercedes W12 sulla pista di Portimao, come il riferimento cronometrico farebbe pensare. Fin dalle libere del venerdì la scuderia di Milton Keynes sopratutto con il giovane pilota olandese ha dimostrato di sapersi ben adattare alle difficili condizioni della pista di Portimao, con il vento che cambia facilmente direzione al punto da cambiare il comportamento della pista da un giro all’altro, e con un asfalto che presenta in alcuni punti (curva 4-5, ma anche curva 14) uno scarsissimo grip. Non solo: la RB16B si è dimostrata fin da subito in grado di trovare con una certa facilità rispetto alla Mercedes la corretta finestra di temperatura per far funzionare al meglio le gomme Pirelli. Quello che purtroppo non ha consentito alla Red Bull e a Max Verstappen di ottenere la pole position è stato il mancato rispetto in curva 4 del track limit, che ha così costretto la Direzione Gara ad annullare in Q3 al giovane talento olandese una prestazione cronometrica (1’18”209) che sarebbe valsa con il senno di poi la pole position. Verstappen ha provato a questo punto a migliorare nel corso del secondo tentativo il proprio tempo, ma di fatto senza riuscirci per via di una incomprensione con l’Aston Martin di Sebastian Vettel.
Non c’è dubbio, però, sul fatto, che domani in gara Verstappen possa comunque dire la sua, lottando con il coltello tra i denti contro Hamilton e la Mercedes, magari supportato dal compagno di squadra Perez, autore di un buon giro di qualifica che lo ha portato a poco di più di un decimo dal compagno di squadra olandese.

Ferrari quinta con Sainz e ottava con Leclerc

Umori diversi in casa Ferrari. Per la prima volta in qualifica Carlos Sainz Jr (sopra raffigurato) riesce a stare davanti a Charles Leclerc chiudendo in quinta posizione, confermando così un feeling sempre più in crescita con la sua monoposto. Se in Q2 Carlos è riuscito ad evitare di un soffio l’eliminazione potendo così mostrare un discreto potenziale in Q3, è anche vero però che il passaggio sofferto alle gomme soft (necessarie per evitare l’eliminazione in Q2) con cui disputerà il primo stint di gara lo porterà almeno nelle prime fasi a soffrire maggiormente di graining. Ecco, quindi, che mai come nella gara di domani sarà fondamentale gestire nelle prime fasi molto bene le gomme. Caratteristica, questa, che Sainz ha già dimostrato nelle gare precedenti, e che sicuramente sarà di vitale importanza anche nella gara di domani a Portimao.

Qualifica un po' sottotono per Charles Leclerc, ottavo ed apparso leggermente più in difficoltà del solito, con la possibilità però domani nel corso del Gran Premio di poter mostrare tutto il suo potenziale, come emerso anche nelle simulazioni passo gara viste nella giornata di venerdì, che lo vedevano più performante rispetto a Sainz. In tal senso, poter partire al via con le gomme medie (al pari di Mercedes e Red Bull) potrebbe dargli una grossa mano nel preservare il graining, potendo così allungare il più possibile il primo stint di gara.

Alpine, McLaren e Aston Martin double face

Una squadra in ripresa. Così è apparsa fin dalle prime prove libere l’Alpine, trovatasi fin da subito a pieno agio con i saliscendi dell’Autodromo Internazionale dell’Algarve, e che nella giornata odierna è sembrata molto vicina alle prestazioni della Ferrari, arrivando con Esteban Ocon (sesto) a soli tre millesimi dalla Rossa guidata da Carlos Sainz Jr.
Più in difficoltà è apparso invece Fernando Alonso, 13° ed eliminato in Q2. La sensazione (già vista ad Imola) è che il campione asturiano senta meno la A521 rispetto al compagno di squadra francese, facendo fatica a sfruttarne il potenziale.

Scenario, questo, simile in casa McLaren, con anche in questo caso il pilota più giovane (ed esperto per via della maggiore conoscenza della squadra) davanti al pilota più abituato a lottare ai vertici. Se Lando Norris pur faticando a dimostrazione di una MCL35M non perfettamente a suo agio a Portimao alla fine riesce a conquistare un preziosissimo settimo posto in griglia stando davanti alla Rossa di Leclerc, peggio ancora è andata al più esperto compagno di squadra Daniel Ricciardo, 16° ed eliminato in Q1. Anche in questo caso la sensazione è che il pilota australiano di origini italiane non senta ancora il potenziale della sua monoposto.

Segnali di ripresa, invece, arrivano a sorpresa da Sebastian Vettel, con il campione di Heppenheim che dopo 16 gare torna finalmente in Q3 (cosa che non avveniva dal Gp di Gran Bretagna della scorsa stagione), conquistando alla fine un buon decimo tempo in griglia superando così per la prima volta quest’anno in Aston Martin il neo compagno di squadra Lance Stroll, autore di una qualifica decisamente sottotono rispetto alle gare precedenti.

Le qualifiche degli altri piloti

Scorrendo la classifica, da rilevare il nono posto in griglia dell’Alpha Tauri con Pierre Gasly, con Yuki Tsunoda 14°. Rispetto al Bahrain o a Imola, l’Alpha Tauri è sembrata un po' più sottotono. Da verificare il passo gara, con Gasly vicino ai tempi Ferrari.

Si conferma ancora una volta il talento di George Russell, undicesimo con la Williams ed eliminato per soli 57 millesimi dall’approdo in Q3. La conferma, se vogliamo, di quanto a volte il giovane talento britannico sia in grado di andare nettamente oltre i limiti della propria vettura (come dimostra il 18° tempo del compagno di squadra Latifi), portando a casa delle prestazioni che lo mettono di gran lunga in testa alla classifica del possibile sostituto in ottica 2022 di Valtteri Bottas in casa Mercedes.

Sul fronte Alfa Romeo, ancora una volta Giovinazzi (12°) riesce a trarre il massimo del potenziale della sua C41, con il compagno di squadra Kimi Raikkonen 15° e staccato di quasi sei decimi dal pilota di Martina Franca.

In fondo allo schieramento, infine, troviamo la Haas, con Mick Schumacher ancora una volta davanti al compagno di squadra Nikita Mazepin: tra i due quasi mezzo secondo a favore del giovane pilota tedesco figlio d’arte.