Formula 1

Hulkenberg e il ruolo di terzo pilota in Aston Martin

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La scuderia inglese (ex Racing Point) ha ufficializzato nei giorni scorsi l’ingaggio del 33enne pilota tedesco come riserva. Una scelta apparsa da una parte doverosa visto il buon lavoro fatto da Hulkenberg lo scorso anno nelle occasioni in cui ha sostituito Perez e Stroll causa Covid, dall’altra una sorta di richiamo nei confronti di Sebastian Vettel, in difficoltà nella prima gara in Bahrain.

Una scelta prevedibile che rischia di assumere un significato piuttosto particolare alla luce dell’andamento della prima gara di campionato in Bahrain. Nico Hulkenberg nei giorni scorsi è stato ufficializzato dall’Aston Martin (tramite l’hashtag Hulkenback) come riserva, nonché pilota di sviluppo al simulatore.

Si rinnova, quindi, ancora una volta il legame tra la squadra guidata al muretto da Ottmar Szafnauer e il 33enne pilota tedesco di Emmerich am Rhein, iniziato nel 2012 quando la squadra si chiamava Force India e proseguito poi nel triennio 2014-2016, salvo poi tornare a riaccendersi lo scorso anno quando Hulkenberg (appiedato al termine della stagione 2019 dalla Renault) è stato richiamato d’urgenza dalla sua ex squadra per sostituire rispettivamente Sergio Perez (nel Gp di Gran Bretagna e nel Gp del 70° Anniversario a Silverstone) e Lance Stroll (nel Gp dell’Eifel, corso sul circuito del Nürburgring) causa Covid. Se nel corso del Gp di Gran Bretagna Hulkenberg di fatto non ha potuto prendere il via alla gara a causa di un problema alla power unit, nel Gp del 70° Anniversario e nel Gp dell’Eifel il pilota tedesco non ha mancato di fornire delle preziosissime indicazioni alla squadra, utili a definire la direzione degli sviluppi. Da qui la decisione di richiamarlo anche quest’anno non tanto a gettone, ma con un ruolo più fisso, in modo da poter aiutare la squadra a superare un avvio di campionato più complicato del previsto, potendo contare sulla sua esperienza, e sulla sua velocità a sapersi adattare prontamente alla monoposto, capendone subito pregi e difetti.

Una scelta, quella di richiamare in servizio Hulkenberg come terzo pilota che potrebbe esser legata al futuro di Sebastian Vettel. Quando lo scorso Settembre la scuderia di Lawrence Stroll aveva di fatto appiedato Sergio Perez (approdato poi in Red Bull) a favore del campione di Heppenheim, tutti si aspettavano che Vettel potesse mettere a disposizione dell’Aston Martin tutta la sua esperienza in modo tale da consentire alla squadra di fare un deciso passo in avanti, e al contempo aiutare Lance Stroll nel suo progressivo percorso di crescita all’interno del Circus. Nella prima gara corsa in Bahrain, purtroppo, abbiamo visto il fratello gemello del Vettel emerso la scorsa stagione in Ferrari: un pilota in evidente difficoltà con la propria monoposto al punto da non riuscirne a controllare a pieno il retrotreno. A questo poi si aggiunga non solo il mancato rispetto delle bandiere gialle in qualifica (costatogli tre punti in Superlicenza, e una partenza del fondo dello schieramento), ma addirittura nel finale di gara un tamponamento ai danni dell’Alpine di Esteban Ocon (costato al campione tedesco altri due punti in Superlicenza, oltre a una penalità di dieci secondi aggiunti al distacco finale). Insomma, un esordio da dimenticare che certamente non era quello che in Aston Martin si aspettavano, al termine di una gara che ha visto il tanto criticato Stroll conquistare il primo punto storico del celebre marchio inglese in Formula 1.

A difesa del campione di Heppenheim occorre sottolineare che con una sola giornata e mezzo di test è molto difficile prendere confidenza con una nuova monoposto. Impossibile se poi si verificano dei problemi tecnici. Lo stesso Vettel, inoltre, in un’intervista rilasciata pochi giorni dopo la gara del Bahrain aveva rivelato di non sentirsi ancora in macchina come fosse a casa, confessando di aver dovuto combattere contro alcune cose che non gli consentivano di potersi concentrare a pieno sulla sola guida. Il tutto mentre qualche giorno fa il consigliere Red Bull Helmut Marko nel corso di un’intervista ha dichiarato che a suo giudizio Sebastian avrebbe fatto meglio a fermarsi un anno per sistemare le cose, e chiedersi cosa vuole ancora, visto che possibilità per lui per il 2022 ce ne sarebbero comunque state.

Ecco, quindi, che il Gp del Made in Italy e dell’Emilia Romagna (in programma domenica prossima 18 Aprile ad Imola) potrebbe quasi trasformarsi in un primo banco di prova per Sebastian Vettel, già sotto pressione per l’arrivo di Hulkenberg, e che non a caso in queste ore ha dichiarato di non vedere l’ora di entrare in azione sul circuito del Santerno, pista molto diversa da quella del Bahrain, con la possibilità di poter ovviamente valutare gli sviluppi aerodinamici previsti per questa prima tappa europea che potrebbe quindi rilanciare il quattro volte campione del mondo.
Nel caso anche la gara di Imola dovesse voltare le spalle al campione tedesco ex Ferrari, ecco che allora le quotazioni di Hulkenberg per il 2022 potrebbero piano piano risalire.
Quello che il 33enne pilota tedesco di Emmerich am Rhein sogna di vero cuore, al fine di poter tornare a trovare un suo spazio fisso in Formula 1.