Formula 1

Monoposto F1 2021: McLaren, Aston Martin, Alpine e Alpha Tauri

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Scopriamo le caratteristiche tecniche delle monoposto 2021 fortemente attese al via del campionato dopo aver ben impressionato lo scorso anno.

Dopo aver descritto tecnicamente nei giorni scorsi Mercedes, Ferrari e Red Bull, in questo articolo ci occupiamo di quelle monoposto che lo scorso anno hanno ben impressionato nel gruppo di medio-alta classifica, e che sono fortemente attese dagli appassionati: stiamo parlando di McLaren, Aston Martin, Alpine e dell’Alpha Tauri.

MCLAREN MCL35M

La McLaren MCL35M non solo è stata la prima monoposto a venir presentata, ma a differenza delle altre è quella che presenta le maggiori modifiche in quanto a partire da quest’anno il team di Woking torna ad essere motorizzato dalla Mercedes. Ciò ha comportato una riprogettazione del retrotreno (che nell’ultimo triennio aveva ospitato la power unit Renault) in modo da poterlo più adattare alle esigenze della power unit tedesca, potendo ovviamente contare su delle deroghe regolamentari previste in questi casi e senza spendere alcun gettone.

Andando ad analizzare tecnicamente la monoposto progettata da James Key, l’ala anteriore conferma la filosofia outwash, mentre il muso si conferma stretto. Di nuova concezione il cape, che sembra confluire il flusso verso i turning vanes posti sotto al telaio. La sospensione anteriore mantiene lo schema push-rod, e conferma entrambi i triangoli posti in alto rispetto alle altre monoposto che presentano triangoli disassati. Il bracket sembra però più arcuato. Di nuova concezione la presa dei freni anteriori.


I badgeboard risultano molto più semplificati rispetto ad altre monoposto. Resta il boomerang superiore, mentre quello inferiore è sostituito da una struttura costituita da tre elementi verticali che ricorda quasi gli aghi di un pettine.
Spostandoci sul centro vettura, gli specchietti si presentano carenati da un profilo aggiuntivo posto in alto. Le bocche dei radiatori sono poste in alto sopra al cono anti-intrusione laterale. Sopra di esse vediamo un profilo per lato, la cui funzione è quella di convogliare il flusso d'aria verso l'ala posteriore. Presenti ai lati delle fiancate delle griglie, la cui funzione dovrebbe essere quella di smaltire il calore del motore Mercedes. L'airbox è chiaramente di scuola Mercedes, di forma ovale suddiviso in tre parti.

Pance profondamente rastremate per la McLaren con il chiaro intento di ridurre la resistenza all’avanzamento, e di indirizzare il flusso verso il fondo della monoposto. La pinna si presenta con dimensioni piuttosto modeste rispetto ad altre monoposto.
La sospensione posteriore mantiene lo schema pull-rod. L'ala posteriore è sorretta dal doppio pilone a collo di cigno, in mezzo al quale troviamo lo scarico centrale.

Una monoposto, la MCL35M che nei test invernali ha profondamente impressionato sia con il neo arrivato Daniel Ricciardo, sia con il riconfermato Lando Norris, e che punta chiaramente alla riconferma del terzo posto in Classifica Costruttori. Le premesse ci sono tutte, se riuscirà o meno sarà solo la pista a dirlo.


ASTON MARTIN AMR21

Una monoposto apparentemente simile alla Mercedes, ma con delle differenze. Così si presenta l’Aston Martin AMR21 affidata a Sebatian Vettel e Lance Stroll nella stagione che vede il rientro in Formula 1 dopo 61 anni del celebre marchio inglese (che prende il posto della Racing Point, di cui eredita però lo staff tecnico, essendo entrambi i marchi di proprietà del multimiliardario canadese Lawrence Stroll).

Le analogie con la Mercedes si possono già apprezzare a partire dal muso stretto, identico a quello della passata stagione, così come per quanto riguarda il cape. L’ala anteriore segue la filosofia outwash (come dimostra l’ultimo flap con bordo d’uscita svergolato simil Ferrari), con la paratia laterale simil Mercedes. La presa dei freni è identica a quella della passata stagione, al pari di sospensione anteriore e S-duct, con tanto di corna ai lati per convogliare il flusso verso il fondo.
Spostandoci verso la zona centrale della monoposto, il deviatore di flusso è sorretto dal cono d’intrusione laterale, a cui si attacca un deflettore verticale, sulla cui sommità troviamo un’appendice orizzontale svergolata e attaccata al profilo principale.


Per quanto riguarda i badgeboard, dai tre deviatori di flusso verticali vediamo slanciarsi due boomerang di differente lunghezza: uno più esteso attaccato al deviatore di flusso più lontano, l’altro al deviatore di flusso più vicino. I due boomerang sono agganciati alla tapparella(costituita da cinque elementi orizzontali), la quale sembra agganciata al suddetto deviatore di flusso verticale, sorretto dal cono anti intrusione.
Le bocche dei radiatori sono poste in alto come la passata stagione, e presentano un’apertura aggiuntiva sotto la bocca principale, differenziandosi così da quelle Mercedes. L’airbox risulta identico a quello della scorsa stagione.
Le fiancate si presentano piuttosto rastremate, con le pance scoscese verso il fondo al fine di richiamare l’effetto Coanda, spingendo così i flussi verso l’ala posteriore, ma anche verso il fondo della monoposto.
Nel corso dei test precampionato l’Aston Martin ha presentato il nuovo fondo, il cui pavimento ricorda molto quello Mercedes nonostante sia caratterizzato da tre canali di espansione del flusso (e non quattro come sulla W12) ma di dimensioni maggiori, e dalla presenza di quattro generatori di vortici.
La sospensione posteriore conferma lo schema pull-rod, non è presente la T-Wing, mentre per quanto riguarda l’ala posteriore sembra sostanzialmente identica a quella della passata stagione, sorretta dal doppio pilone a collo di cigno.

ALPINE A521

L’Alpine (squadra che ha preso il posto della Renault) si presenta al via della nuova stagione forte del ritorno in Formula 1 di Fernando Alonso e della riconferma di Esteban Ocon, ma con una monoposto (l’Alpine 521) con una livrea molto bella, ma tecnicamente parlando identica alla R.S.20 della passata stagione.
L’ala anteriore (filosofia upwash) è pressochè identica alla Renault 2020 al pari del muso, stretto e di forma ogivale. L’unica novità rilevabile in questa zona viene dal cape, il quale sembra orientare i flussi ai lati della scocca, e non sotto il fondo come avviene in altre monoposto.
La sospensione anteriore conferma lo schema push-rod, e si presenta disassata, con il triangolo superiore posto più in alto rispetto allo schema tradizionale, con il puntone agganciato al montante e non al triangolo inferiore. L’unica differenza rilevabile ad occhio rispetto alla R.S.20 della passata stagione riguarda il bracket che solleva il triangolo superiore, leggermente inclinato verso l’esterno. La presa d’aria dei freni anteriore sembra identica a quella della R.S.20, mentre ai lati dell’S-Duct è confermata la presenza delle due corna, di scuola Red Bull.


La zona dei badgeboard sembra identica a quella della passata stagione, con la presenza del doppio boomerang, e dei tre generatori di vortice posti perpendicolarmente alla base. A fianco troviamo il deviatore di flusso laterale, che presenta la ormai famigerata tapparella, costituita da cinque elementi orizzontali.
Anche l’Alpine A521 presenta gli specchietti carenati, mentre l’airbox di forma circolare presenta al suo interno ben cinque elementi, e sottende a un’ulteriore apertura inferiore, divisa in altri due elementi, quasi come se il motore Renault richiedesse maggiori aperture per rinfrescarsi.

Le bocche dei radiatori sembrano essere rivolte verso l'alto, poste sopra al cono anti-intrusione laterale. Le fiancate sembrano essere meno rastremate rispetto alla scorsa stagione, e le pance non presentano l’andatura a scendere che abbiamo visto ad esempio sulla Red Bull, denotando così uno scarso interesse nel cercare l’effetto Coanda.
La pinna presenta una dimensione maggiore rispetto alle altre monoposto.

La sospensione posteriore conferma lo schema pull-rod. L’ala posteriore è sorretta dal doppio pilone a collo di cigno, il quale però appare particolarmente sottile e divaricato quasi a formare una V. In mezzo troviamo lo scarico centrale. Assetto Rake picchiato sull'anteriore.

ALPHA TAURI AT02

Entrare nella top 5 per quanto riguarda la Classifica Costruttori. Questo l’obiettivo dell’Alpha Tauri che si presenta al via del Mondiale 2021 forte della vittoria conseguita lo scorso anno a Monza con Pierre Gasly, consapevole del talento dei suoi piloti (con il rookie giapponese Yuki Tsunoda che ha molto ben impressionato nei test precampionato assieme al già citato Gasly), e con la certezza di aver ulteriormente innalzato la qualità della propria monoposto in maniera autonoma, senza appoggiarsi al know-how della casa madre Red Bull. Da qui ad esempio la scelta di non utilizzare il retrotreno della RB16B, ma di confermare quello già visto sulla AT01 della passata stagione, preferendo spendere i due gettoni a disposizione sull’anteriore.

Andando più nei dettagli, la AT02 se durante la Presentazione ha mostrato un muso identico a quello della passata stagione, nel corso dello shakedown svoltosi ad Imola e durante i test precampionato del Bahrain è scesa in pista con un muso stretto di nuova concezione mantenendo però una distanza piuttosto ampia tra i piloni di sostegno dell’ala anteriore, in modo da far già passare il flusso all’interno degli stessi.
Di nuova concezione sia la presa d’aria dei freni anteriore, sia sopratutto la sospensione anteriore (che conferma lo schema push-rod): il piantone sembra posto più in alto ed è maggiormente inclinato, con il braccio dello sterzo che ora si trova tra il triangolo superiore e quello inferiore. Confermata la presenza di uno scalino all'altezza dell'S-Duct che ricorda non poco i musi privi di vanity panel adottati nella stagione 2012.

Nuovi anche i badgeboard, con il doppio boomerang che va ad ancorarsi al deviatore di flusso più piccolo, collegato a quello più grande grazie a una griglia simil tapparella, costituita da cinque elementi orizzontali.
Passando alla zona centrale della monoposto, gli specchietti sono carenati da un profilo aggiuntivo nella parte superiore, il cui scopo è quello di pulire il flusso e al contempo garantire una minore resistenza all'avanzamento.
Le bocche dei radiatori sono anche in questo caso rivolte verso l'alto trovandosi sopra al cono anti intrusione laterale. L'airscope è di forma ogivale, ed è diviso in due parti da un profilo orizzontale. Le fiancate sembrano leggermente più rastremate rispetto alla scorsa stagione, e sembrano voler sfruttare l’effetto Coanda.
Passando al retrotreno,l’ala posteriore a differenza dello scorso anno è sorretta dal doppio pilone a collo di cigno. La sospensione posteriore è di tipo pull-rod. La doppia valvola wastegate, come lo scorso anno, è collocata sotto al triangolo superiore della sospensione posteriore. Una scelta, questa, volta a indirizzare i gas caldi verso il diffusore, andando così a generare maggior carico sul posteriore.