Formula 1

Monoposto F1 2021: Mercedes W12

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L'obiettivo del team campione del mondo con la Mercedes W12 è quello di ribadire una volta di più la propria leadership nella massima serie motoristica.

Recuperare il carico aerodinamico perduto, quantificabile intorno al 10%. Sarà questa sostanzialmente la mission non solo della Mercedes, ma sostanzialmente di tutte le squadre nel progettare la monoposto 2021, alla luce delle modifiche regolamentari introdotte (eliminazione della parte del fondo dove erano soliti essere inseriti gli slot atti ad aumentare l’effetto deportante della vettura e al contempo minore flessibilità del fondo stesso al fine di ridurre la downforce generata; diffusore con dimensioni più ridotte con le bandelle più corte di 50 mm rispetto allo scorso anno) per consentire la sicurezza dei piloti nell’utilizzo delle gomme Pirelli, che anche quest’anno manterranno le mescole adottate nel 2019.
Per quanto riguarda nello specifico il team campione del mondo, l’obiettivo è quello di ribadire una volta di più la propria leadership nel Mondiale di Formula 1, e su questi presupposti nasce la Mercedes W12, chiamata a portare Lewis Hamilton alla conquista dell’ottavo titolo mondiale, cosa che gli consentirebbe di diventare il pilota con più titoli mondiali vinti, andando così a battere il record di sette titoli mondiali vinti conseguito nel 2004 da Michael Schumacher al volante della Ferrari, ed eguagliato lo scorso anno in Turchia dal 36enne campione di Stevenage.

Alla luce del rinvio al prossimo anno della rivoluzione regolamentare prevista, e del conseguente congelamento di numerose componenti (telaio, cambio, muso della monoposto, parte interne delle sospensioni anteriori e posteriori, impianto frenante) modificabili solo previo utilizzo di due gettoni (token), le principali novità sono state ovviamente quelle legate all’aerodinamica e al nuovo motore (che dovrà mantenere la stessa specifica all’interno della stagione).

Prima di analizzare tecnicamente la nuova nata in casa Mercedes, merita un breve cenno la livrea, che mantiene la colorazione nera adottata al via della passata stagione, salvo poi sfumare progressivamente verso il grigio all’altezza della pinna contenente il numero del pilota, caratterizzato da un nuovo font. Confermata la presenza del rosso all'altezza dell'airbox, nelle paratie laterali dell'ala anteriore e all’interno dell'ala posteriore in onore dello sponsor principale Ineos, da quest’anno azionista del team tedesco. Lateralmente all’altezza delle protezioni del pilota troviamo vicino allo sponsor AMDO una stella a tre punte Mercedes colorata di rosso dedicata a Niki Lauda.

Cominciando ad osservare tecnicamente la nuova monoposto, l’ala anteriore è molto simile a quella utilizzata lo scorso anno sulla W11, e sembra confermare la filosofia outwash, con i flap più incurvati per aumentarne l’effetto, al pari degli endplate più inclinati, che sembrano riprendere il soffiaggio interno già visto sulla Red Bull RB16 della passata stagione.
Sempre di scuola Red Bull la soluzione dei forellini nella parte posteriore della paratia dell’ala anteriore, che ha lo scopo di ripulire il flusso che arriva nella parte inferiore dell’ala anteriore.

Occhio, semmai, al cape, il cui bordo inferiore sembra spostare il flusso verso l’esterno, così come merita attenzione la presa anteriore dei freni, che presenta una sezione inferiore più ampia rispetto a quella superiore. Confermato sulla sospensione anteriore lo schema push-rod, con il triangolo superiore disassato e in linea con la W11 della passata stagione. Ai lati della parte finale del musetto le ormai celebri zanne, il cui compito è quello di far confluire il flusso aerodinamico sotto di esse in direzione dei badgeboard, garantendo così un discreto carico aerodinamico sull'anteriore.
Confermato l'S-Duct ai cui lati è possibile rilevare la presenza di due corna, la cui funzione è spingere verso il basso il flusso d'aria.
Il badgeboard è simile a quello utilizzato nell’ultima parte di campionato sulla W11, varia solamente il numero degli elementi verticali passati da 5 a 6, con la conferma della struttura a “tapparella”. L'airscope di forma ogivale è simile a quello adottato nelle passate stagioni ed è suddiviso in tre zone ben distinte.

La parte centrale della monoposto è sostanzialmente simile a quella della W11 della passata stagione, ad esclusione del fondo, che nella nuova versione vista oggi in Bahrain nella prima giornata di test precampionato, prevede la presenza di quattro ondulazioni sul bordo, sormontato da un rialzo rettilineo.

Tornando a quanto visto nel corso della Presentazione, le bocche dei radiatori sembrano leggermente più strette rispetto a quelle usate sulla monoposto dello scorso anno. Ancora più rastremata la zona delle pance, segnale di una ulteriore miniaturizzazione di motore e cambio al fine di recuperare il maggior carico possibile. Gli specchietti si ancorano al deviatore a ponte, andando così a separare il flusso.  Il retrotreno appare più rastremato, con il cofano che sembra leggermente più rialzato, al fine di favorire il passaggio del flusso verso il fondo, che si presenta tagliato al fine di recuperare il maggior carico aerodinamico possibile, al pari dei flap interni alle gomme posteriori, che riducono la capacità di estrazione dell’aria dal fondo vettura, e quindi l’effetto suolo. La pinna conferma le dimensioni già viste sulla W11 della passata stagione, e sulla sua coda sorregge la T-Wing. Appoggiati alla T-Wing i due piloni a collo di cigno che sorreggono l'ala posteriore.

La sospensione posteriore dovrebbe avere uno schema pull-rod con il triangolo superiore quasi sicuramente disassato verso l'alto visto anche il passo lungo della monoposto. Confermato l'assetto Rake, anche se di primo acchito non sembra particolarmente picchiato.

Con la W12 la Mercedes proverà a ribadire in pista il proprio dominio, con Lewis Hamilton e Valtteri Bottas seriamente intenzionati a lottare tra di loro per il titolo mondiale. Red Bull permettendo.