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Hamilton e il tormentato rinnovo contrattuale con Mercedes© Getty Images

Hamilton e il tormentato rinnovo contrattuale con Mercedes

Nonostante la conquista del settimo titolo iridato, Lewis Hamilton non ha ancora firmato il rinnovo contrattuale con Mercedes. Il Team Principal della scuderia campione del mondo Toto Wolff è però convinto che presto verrà raggiunto l’accordo.

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Un disoccupato di lusso. Nonostante la conquista del settimo titolo iridato lo scorso 15 Novembre in Turchia, Lewis Hamilton e la Mercedes hanno iniziato il 2021 senza ancora trovare un accordo sul rinnovo contrattuale, con il risultato che a partire dallo scorso 1° Gennaio il 35enne pilota di Stevenage è di fatto senza squadra. Sia ben chiaro: l’opinione diffusa all’interno del paddock è che alla fine verrà trovato un accordo da entrambe le parti, ma, certamente il fatto che non si sia ancora trovata una soluzione lascia qualche dubbio negli appassionati, riportando alla mente le difficili trattative che nel 1993 portarono alla conferma del binomio Mc Laren-Senna. Certo, non è possibile paragonare entrambe le situazioni, perché all’epoca le divergenze tra il campione brasiliano e il team di Woking erano legate sostanzialmente all’addio della Honda in una fase in cui la Williams aveva superato sul fronte delle prestazioni la McLaren, mentre nel caso attuale la Mercedes nonostante la prestazione non eccezionale dell’ultima gara di campionato ad Abu Dhabi sembra ancora essere la monoposto dominante rispetto a una Red Bull apparsa comunque in crescita . Eppure, non si riesce a capire come sia possibile che nel corso della passata stagione che ha visto una netta superiorità della Mercedes W11, non si sia trovato il tempo per concludere una trattativa atta a salvaguardare quella che senza ombra di dubbio rappresenta la punta di diamante della squadra, ovvero Lewis Hamilton, che in più occasioni non ha nascosto il suo amore per il team tedesco.

In queste settimane sono uscite indiscrezioni sulle divergenze tra la proposta avanzata dal campione inglese (un quadriennale da 50 milioni di euro, con Mercedes disposta invece a offrire un contratto per un anno, con opzione per la seconda stagione in un momento difficile per il mercato dell’auto per via della crisi economica legata alla pandemia), voci poi smentite in merito a un possibile coinvolgimento nel pagamento dello stipendio del campione inglese del nuovo azionista Ineos (che dallo scorso Dicembre possiede il 33.3% delle quote del team, al pari del Team Principal Toto Wolff e della Daimler, con quest’ultima ad avere il pieno potere decisionale nelle trattative), chi ha ipotizzato un malumore del Presidente della Daimler e del gruppo Mercedes Ola Kallenius a questo eccessivo protrarsi della trattativa arrivando ad ipotizzare la possibilità di richiamare d’urgenza George Russell dalla Williams, mettendo fuori gioco il 35enne pilota di Stevenage (ipotesi, questa, smentita nei giorni scorsi da Wolff), chi ha invece ipotizzato che la trattativa si sia arenata in seguito alla richiesta di Hamilton di avere oltre allo stipendio una percentuale sul premio garantito alla squadra in caso di raggiungimento del titolo mondiale. C’è chi come Bernie Ecclestone, ex patron della F1, intervistato dallo svizzero Blick, afferma che tutta questa telenovela sia una sorta di show, finalizzato a tenere Hamilton sui titoli dei giornali, in queste settimane in cui la massima serie motoristica è ferma.

Cosa aspettarci, dunque da qui al prossimo 12 Marzo, data d’inizio dell’unica sessione di test invernali della F1 in programma sul circuito del Sakhir in Bahrain, e cerchiata sul calendario Mercedes come deadline delle trattative? Una cosa è certa: Hamilton ha ancora voglia di F1, ha ancora fame di titoli e di vittorie nella massima serie motoristica. A dircelo è lo stesso sette volte campione del mondo che non solo nei giorni scorsi ha ripreso puntualmente la sua preparazione in vista della partenza della nuova stagione (il 28 Marzo in Bahrain), ma addirittura nel corso di una recente intervista a Speedweek ha chiaramente sottolineato che il suo obiettivo è conquistare l’ottavo titolo mondiale, un qualcosa di enorme al punto da non riuscire nemmeno a pronunciarne il numero, ma a cui sono rivolti tutti i suoi sforzi. Hamilton è infatti convinto di poter alzare ulteriormente il suo stile di guida, non a caso già in tempi sospetti aveva fatto presente che solamente quando si accorgerà di non poter mantenere le sue performance, allora quello sarà il momento di ritirarsi. Nè troppo presto, né troppo tardi, ma solo e unicamente quando la sua curva di rendimento sarà in calo.
Non c’è dubbio che sicuramente uno dei punti che ha portato al rallentamento delle trattative sia stato il non potersi incontrare dal vivo, lasciando le stesse a delle riunioni piuttosto asettiche su Zoom, sopratutto alla luce della notizia della positività al Covid del Team Principal Mercedes Toto Wolff, superata nei giorni scorsi, dopo un periodo di quarantena in cui per fortuna non ha manifestato sintomi.

L’auspicio, non solo per gli appassionati Mercedes, ma anche per la stessa Formula 1 di cui Lewis è diventato un simbolo indissolubile anche alla luce delle sue battaglie contro il razzismo e le diversità che hanno spinto Liberty Media ad aprire la campagna denominata #WeRaceAsOne, è che presto il pilota inglese e la Mercedes possano trovare un accordo che possa essere sostenibile per il team (alla luce anche del taglio dell’ingaggio dei piloti che scatterà a partire dal 2023), e che possa consentire al campione inglese di concentrarsi solo e unicamente su quell’obiettivo chiamato ottavo titolo iridato, con Red Bull che, grazie all’approdo di Sergio Perez e alla certezza granitica rappresentata da Max Verstappen, proverà a rendere un po' meno facile questo sogno. Se Hamilton ci riuscirà o meno, sarà solo il tempo a dirlo.

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