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Mick Schumacher, un talento che ha bisogno di tempo© Getty Images

Mick Schumacher, un talento che ha bisogno di tempo

Il 21enne pilota tedesco figlio d’arte nei giorni scorsi è tornato al volante della SF71-H del 2018 prima di cominciare a preparare con la Haas la stagione 2021, che lo vedrà al debutto nel mondiale di Formula 1, dopo la FP1 disputata nell’ultima gara di campionato ad Abu Dhabi

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Uno dei piloti più attesi. C’è grande curiosità in Formula 1 per il debutto vero e proprio di Mick Schumacher in un weekend completo di gara, dopo la breve apparizione al volante della Haas nel corso della prima sessione di prove libere del Gp di Abu Dhabi, ultima prova del Mondiale 2020.
Proprio per preparare al meglio il suo debutto completo nella massima serie motoristica, nei giorni scorsi Mick come pilota della Ferrari Driver Academy ha partecipato al test organizzato a Fiorano dalla scuderia di Maranello guidando giovedì pomeriggio e venerdì mattina la Ferrari SF71-H del 2018 (con cui già aveva effettuato alcuni giri lo scorso Settembre) avvicinandosi ai tempi dei piloti titolari, Charles Leclerc e Carlos Sainz Jr.

Qualcuno potrebbe obiettare che una monoposto vecchia di almeno tre stagioni può essere diversa aerodinamicamente parlando da quelle attuali, ma non dobbiamo neanche dimenticarci che per un rookie come Mick (come ben specificato dallo stesso pilota tedesco) è fondamentale poter preparare una nuova stagione su una pista tecnica e impegnativa come quella di Fiorano, e a bordo di una monoposto seppur datata che sia in grado di generare le stesse sensazioni in termini di impegno fisico e comportamento in pista assolutamente paragonabili a quelle di una monoposto attuale.

Una sorta di allenamento, insomma, prima di prendere il via con la nuova stagione, che vedrà Mick Schumacher salire a bordo di una monoposto quale la Haas, che lo scorso anno non ha particolarmente brillato. È ovvio che il nome Schumacher non mancherà di generare grandissima attrazione negli appassionati di Formula 1, e sopratutto in coloro che associano tale nome alle grandissime imprese compiute dal padre Michael alla guida della Rossa di Maranello (cinque titoli piloti consecutivi dal 2000 al 2004, oltre ai sei titoli costruttori consecutivi), capace di conquistare nell’arco della sua lunga carriera sette titoli mondiali, ma sarebbe un gravissimo errore pensare che Mick sia già pronto per vincere, o per emulare fin da subito la carriera del padre.

Analizzando, infatti, con molta attenzione la sua carriera, Mick Schumacher ogni volta che approda in una nuova categoria ha sempre bisogno di un po' di tempo per prendervi confidenza. È successo nella F3 europea con la Prema dove a un primo anno di apprendistato è seguito un secondo anno caratterizzato dal titolo vinto nel 2018, è successo in Formula 2, dove, dopo il primo anno un po' sottotono che ha visto comunque la prima vittoria nella categoria durante la Sprint Race del Gp d’Ungheria, è seguita una seconda stagione culminata lo scorso anno con la conquista del titolo sempre con il team Prema.

In Formula 1 è ben chiaro che difficilmente in due stagioni con la Haas il giovane Schumacher potrà arrivare alla conquista di un eventuale titolo, ma saranno comunque stagioni fondamentali per fortificare il suo carattere, e sopratutto per prendere confidenza con una categoria in cui alla fine oltre a vincere chi ha la monoposto migliore, emerge anche chi è dotato un buon talento.
Un esempio in tal senso ci viene da George Russell, che dopo aver fatto bene nelle categorie minori, e approdato in F1 al volante della Williams, nel Gp del Sakhir dello scorso Dicembre dove Mercedes lo ha chiamato per sostituire Lewis Hamilton causa Covid, non solamente per 25 millesimi è andato vicinissimo alla pole (andata poi al compagno di squadra Valtteri Bottas), ma è stato capace di sfiorare una vittoria che solamente un clamoroso errore ai box del team campione del mondo associato a un pizzico di sfortuna non gli hanno consentito di ottenere.

Non è un caso che il Team Principal Mercedes Toto Wolff in un’intervista rilasciata nelle scorse ore all’emittente televisiva tedesca RTL abbia dichiarato che sarà basilare per il giovane pilota tedesco della Ferrari Driver Academy in prestito alla Haas dargli tutto il tempo necessario senza mettergli troppa pressione addosso.
Mick è uno che conosce molto bene i suoi punti di forza, i suoi limiti, e anche come sfruttare i primi e limare i secondi. Secondo Wolff, il giovane Schumacher ha il talento e l’intelligenza piano piano per arrivare al top, per vincere delle gare e arrivare un giorno a lottare per il titolo mondiale, ma ha bisogno di tempo, come tutti i giovani. Ecco, quindi, perché le prossime due stagioni (2021 e 2022) che lo vedranno impegnato in Haas saranno basilari per Mick Schumacher (che potrà contare su un Team Principal di grande esperienza quale Gunther Steiner, e su un allenatore al pari degli altri piloti della Driver Academy del calibro di Jock Clear) per costruire le basi della sua permanenza in Formula 1, con la possibilità in futuro di guidare una monoposto maggiormente competitiva. Possibilmente una Ferrari, come capitò a suo padre Michael, e come spera un giorno di fare lo stesso Mick.

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