Formula 1

Giuliano Alesi e l'addio alla Ferrari Driver Academy

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Dopo aver debuttato al volante di una monoposto di Formula 1 effettuando alcuni giri sulla pista di Fiorano a bordo della Ferrari SF71-H del 2018 a poco più di trent’anni dal primo test in rosso svolto dal padre Jean, Giuliano Alesì ha annunciato il suo addio alla Ferrari Driver Academy.

Un addio dal sapore dolceamaro. Nel giorno in cui ha potuto effettuare i primi giri a bordo di una monoposto di Formula 1 (la Ferrari SF71-H del 2018), Giuliano Alesi (figlio dell'ex ferrarista Jean) ha annunciato l’addio alla Ferrari Driver Academy per iniziare un programma di gare che lo vedrà impegnato in Asia nella F3 giapponese (nella fattispecie nella Super Formula Lights con la TOM’S, squadra corse legata a Toyota).
Una notizia, questa, maturata all’improvviso, ma neanche inaspettata, perché già nello scorso Novembre erano cominciate a filtrare delle indiscrezioni in merito a questa possibile separazione, ufficializzata nella serata di lunedì.

Con l’addio alla Driver Academy, finisce un percorso iniziato nel 2016, quando, entrato nel vivaio Ferrari assieme a Charles Leclerc, Alesi junior fa il suo esordio in Formula 3 con la Trident ottenendo però in quell’anno solamente un punto, grazie al decimo posto rimediato nella Feature Race del Gp del Belgio. Il 2017 invece, rappresenta per il 21enne pilota avignonese figlio d’arte la stagione senza dubbio migliore, caratterizzata dalle prime tre vittorie nella categoria (Sprint Race del Gp di Gran Bretagna, del Gp d’Ungheria e del Gp del Belgio) e dal quinto posto finale in Classifica Piloti con 99 punti. Sempre in Trident nel 2018 Alesi conquista una sola vittoria (Sprint Race del Gp di Spagna), e ben tre podi (due secondi posti nelle Sprint Race del Gp di Gran Bretagna, e nel Gp d’Italia, e un terzo posto nella Feature Race del Gp di Spagna), ma nel complesso la stagione si rivelerà essere leggermente sottotono rispetto all’anno precedente, conquistando il settimo posto in Classifica Piloti con 100 punti.

Dopo tre stagioni trascorse in GP3, nel 2019 Giuliano Alesi sale di categoria in Formula 2 restando all’interno del Team Trident, ma l’adattamento alla nuova serie si rivelerà più ostico del previsto, con il 21enne pilota avignonese che dopo una prima parte di campionato piuttosto deludente, solo nell’ultima parte di stagione comincerà ad entrare con più frequenza in zona punti, conquistando come miglior risultato un quinto posto nella Sprint Race del Gp di Abu Dhabi, ultima gara della stagione.

Ancora più deludente il bilancio della stagione 2020, che lo vedrà disputare le prime nove doppie gare (dal Gp d’Austria al Gp di Toscana al Mugello) con la BWT HWA Race Lab, e gli appuntamenti finali di campionato con la MP Motorsport (vedi immagine sopra riportata) in sostituzione del pilota nipponico Nobuharu Matsushita, che dopo la gara toscana aveva deciso di ritirarsi dalla categoria per cercare delle nuove sfide, ottenendo solamente due sesti posti nella Feature Race del Gp d’Austria, e nella Sprint Race del Gp del Sakhir, ultima prova della stagione.

In tutto questo periodo la Ferrari non ha mancato di dare il massimo supporto al giovane Alesi, fino ad arrivare al test svoltosi lunedì, che lo ha visto scendere in pista a bordo della SF71-H del 2018 con il numero 28 sulla livrea: lo stesso numero usato dal padre Jean nel primo test svoltosi sempre a Fiorano con la Ferrari il 28 Ottobre 1990, a bordo della F1-90, e che caratterizzò la sua prima stagione al volante della Rossa nel 1991, per poi utilizzare dal 1992 al 1995 il numero 27.

Dopo i primi Km affrontati con prudenza da una parte per prendere la giusta confidenza con la monoposto, dall’altra per via del fondo stradale umido a causa delle basse temperature (prossime allo zero), Giuliano nel secondo run svoltosi con gomme slick ha cominciato a spingere via via più velocemente, sotto gli occhi di suo padre Jean, emozionato nel vedere il figlio al suo primo test con una monoposto di F1 al volante della Rossa.

Al termine del test, Giuliano Alesi non ha mancato di ringraziare la Ferrari per l’importante opportunità concessagli. “Ringrazio la Ferrari e la FDA per la fantastica opportunità che mi è stata offerta oggi. Potermi sedere nell’abitacolo della SF71H è stata un’emozione incredibile così come speciale è stato scendere in pista davanti a mio padre su una monoposto contrassegnata dal suo stesso numero di gara. A livello di maneggevolezza la monoposto non è troppo difficile da guidare ma la potenza è sorprendente, sembra non finire mai. Anche la frenata colpisce per quanto è pronta ed efficiente. Questo test è stato il modo più bello che ci potesse essere per salutare la Ferrari. Mi attende una nuova avventura che sono impaziente di cominciare”.

Nel ringraziare fortemente la Ferrari per l’opportunità concessa al figlio Giuliano, in alcune dichiarazioni uscite nelle scorse ore Jean Alesi non ha mancato di rilevare quello che oggi rappresenta un po' il limite della F1 moderna: se ai tempi della sua avventura nella massima serie motoristica grazie al suo talento evidenziato in Tyrrell il pilota avignonese riuscì ad arrivare a correre in Ferrari dal 1991 al 1995 superando la concorrenza della Williams (con cui aveva firmato un pre-contratto, rescisso grazie alla penale da quattro milioni di dollari pagata dalla scuderia di Maranello), oggi come oggi è impossibile arrivare a correre in Formula 1 se non hai un forte budget o se non sei miliardario al punto da riuscire a comprare un intero team. In Europa, sostiene Alesi in un’altra intervista rilasciata a Motorsport.com, non c’è più meritocrazia, bisogna solo e unicamente pagare per avere un posto nella massima serie motoristica. Cosa che in Giappone non avviene.
Per fortuna la Ferrari oltre a fornire i motori mette a disposizione dei piloti qualche chance, con Mick Schumacher entrato in F1 come campione del Campionato di F2, ma, ammette Alesi, senza Maranello non ci sarebbe riuscito.

Se l’avventura di Giuliano Alesi con la Ferrari Driver Academy si è conclusa lunedì con il test di Fiorano, non si è certo chiusa la sua storia con la Ferrari, che sarà ancora la sua famiglia. A ribadire una volta di più una bellissima storia d’amore tra la Rossa e suo padre Jean iniziata poco più di trent’anni fa.