Formula 1

La Formula 1 e le libere ridotte del venerdì

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A partire dal 2021 le due sessioni di prove libere del venerdì dureranno sessanta minuti invece dei novanta minuti attuali.

Una decisione passata inosservata, e tornata alla ribalta in queste ultime ore che ci separano dalla fine del 2020. Secondo quanto riportato dall’articolo 32.1 del Regolamento Sportivo della Formula 1 2021 nella versione aggiornata allo scorso 16 Dicembre, a partire dal prossimo anno le due sessioni di prove libere del venerdì (attualmente della durata di 90 minuti ciascuna) dovranno tassativamente avere una durata di 60 minuti ciascuna, con la FP1 e la FP2 separate di almeno due ore e mezza l’una dall’altra, e con la FP3 del sabato mattina che si dovrà svolgere almeno 19 ore dopo la conclusione della FP2.
In quella che sarà senza ombra di dubbio la stagione con più gare all’attivo (ben 23), dunque ci sarà meno azione in pista nella giornata di venerdì. Una decisione, quella di ridurre la durata delle libere del venerdì, volta presumibilmente a risparmiare le power unit visto il maggior numero di gare alla luce anche dell’introduzione del budget cap (a cui i vari team dovranno scrupolosamente attenersi), nonché ad ottimizzare i tempi morti della prima mezz’ora di FP1 e in parte FP2, ma che rischia di avere dei contraccolpi piuttosto pesanti per quanto riguarda l’evoluzione del weekend.

Se la prima mezz’ora di entrambe le sessioni (attualmente utilizzata per raccogliere dei dati in pista) potrebbe venir anticipata da un attento lavoro a casa con il simulatore, non ci sarà invece più modo per i team di fare delle prove comparative sulle macchine in merito a un determinato assetto o a una soluzione aerodinamica da testare, impedendo così a chi eventualmente fosse arrivato in circuito con una simulazione non del tutto corretta di poter in qualche modo rimediare. Si preannunciano, quindi, due sessioni di libere piuttosto dense, in cui ogni sbaglio nell’assetto così come ogni interruzione dovuta ad incidente (con il timer che inesorabile continua a scorrere) rischia di portare via tempo prezioso non più recuperabile. Non parliamo, poi, di chi, viste le scarse possibilità di poter provare in pista, era solito sperimentare in FP1 e/o in FP2 un pacchetto aerodinamico finalizzato per la gara successiva. Una scelta, quella della riduzione delle libere del venerdì, che rischia anche di essere pagata dai terzi piloti, o comunque da giovani desiderosi di affacciarsi al Circus, normalmente utilizzati nella FP1 del venerdì: con minor tempo a disposizione in FP2, come si potrà impedire ai piloti titolari di effettuare la FP1?

Qualcuno potrebbe giustamente obiettare che anche lo scorso fine Ottobre ad Imola la Formula 1 aveva disputato un’unica sessione di prove libere il sabato mattina della durata di 90 minuti prima di affrontare Qualifiche e Gara, rinunciando alle libere del venerdì per via della precedente gara di Portimao che impediva alle squadre di poter arrivare all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari non prima del venerdì. Verissimo, ma, siamo sicuri che riducendo il tempo delle libere obbligando le squadre a un lavoro meno qualitativo e più superficiale dovendo per forza di cose accelerare sui tempi per chiudere repentinamente il programma di giornata si faccia veramente il bene di questo sport?
Se a causa della crisi economica legata alla pandemia la F1 quest’anno ha subito delle perdite economiche piuttosto pesanti al punto il prossimo anno da dover elaborare un calendario di 23 gare, siamo davvero sicuri che riducendo di un’ora l’attività in pista del venerdì (da capire se anche sugli eventuali biglietti ci sarà una possibile riduzione di prezzo o meno) da un punto di vista dello spettacolo sia la soluzione migliore? Non si rischia, semmai, di disaffezionare ulteriormente gli appassionati? Risposte, queste, che solo il tempo sarà in grado di darci.