Formula 1

Amazon e un obiettivo chiamato Formula 1

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Il colosso americano di proprietà di Jeff Bezos secondo quanto riportato dal Financial Times avrebbe iniziato una trattativa con il CEO della Formula 1 Chase Carey per trasmettere sulla propria piattaforma streaming Prime Video le gare della massima serie motoristica.

Assicurarsi, dopo il calcio, anche la Formula 1. Dopo aver acquisito negli anni i diritti di trasmissione di circa 20 partite di Premier League a stagione sul suolo britannico e la trasmissione nel nostro Paese della miglior partita del mercoledì della Champions League per il triennio 2021/2024 (16 a stagione) nonché della finale della Supercoppa Europea per il medesimo periodo, Amazon starebbe seriamente valutando la possibilità di acquisire i diritti di trasmissione della massima serie motoristica. A dare la notizia è stato il prestigioso Financial Times, che in un articolo uscito in queste ore riferisce attraverso le dichiarazioni dell’attuale Ceo della Formula 1, Chase Carey, non solamente dell’esistenza di una trattativa avviata con i vertici di Amazon (con cui la Formula 1 ha instaurato una partnership ormai da due stagioni, visto che le statistiche trasmesse durante prove libere, qualifiche e gara vengono elaborate da AWS, Amazon Web Services) e con le principali piattaforme digitali, ma anche delle opportunità che questo accordo in caso di effettivo raggiungimento potrebbe andare a determinare. In caso di esito positivo tra le parti, secondo Carey, la F1 avrebbe infatti la possibilità di raggiungere una tipologia di pubblico a livello giovanile che attualmente è più abituata a seguire un evento sportivo in streaming rispetto alla tradizionale trasmissione televisiva, andando così ad accrescere di conseguenza il business del Circus.

Al momento (secondo quanto riporta il Financial Times) la trattativa si sarebbe incagliata sulla richiesta economica presentata da Liberty Media, che a causa della crisi economica legata al Covid ha fatto registrare nei primi nove mesi di quest’anno delle perdite pesanti quantificabili in circa 363 milioni di dollari per via non solo delle minor numero di gare effettuate (17) rispetto al calendario originario che ne prevedeva 22, ma anche per via delle gare disputate a porte chiuse. A questo bisogna poi aggiungere l’iniezione di 1.4 milioni di dollari nelle casse della F1 avvenuta lo scorso Aprile per aiutare alcune squadre in difficoltà (Williams, McLaren in primis) anticipando il pagamento delle quote derivanti dal Patto della Concordia, nonché il licenziamento da parte della stessa Liberty Media di metà della propria forza lavoro, oltre a concordare dei tagli salariali ai propri dipendenti.
Una situazione complicata che il gruppo americano proprietario della Formula 1 spera di superare il prossimo anno proponendo un calendario costituito da 23 gare, nonostante il Presidente FIA Jean Todt abbia anticipato nei giorni scorsi nel corso delle consuete Premiazioni di fine stagione di ritenere assai probabile anche per il prossimo anno una possibile modifica dell’attuale calendario previsto per il 2021 a causa della pandemia.

Se quindi una possibile trasmissione della F1 su Amazon potrà garantire un’esperienza di visione assolutamente inedita per gli appassionati, la preoccupazione da parte di Chase Carey è al contempo quella di non perdere i fan più maturi del Circus, con meno dimestichezza con una piattaforma di streaming a pagamento, e più abituati a vedere le gare in televisione.
Proprio il rapporto con le emittenti televisive sarà la parte che Liberty Media dovrà gestire con la massima attenzione. Nel corso dell’anno sono stati infatti rinnovati gli accordi televisivi con diversi paesi; un eventuale accordo con Amazon sopratutto in caso di accordi in esclusiva potrebbe sotto un certo punto di vista spingere i broadcasters a chiedere giocoforza la riduzione della quota da pagare. Vedi ad esempio il caso dell’Italia, che a fine Giugno tramite Sky ha rinnovato l’accordo per la trasmissione dei Gp in esclusiva fino al termine della stagione 2022.
Non è quindi da escludere uno scenario che vedrebbe in caso di raggiungimento dell’accordo con Amazon il nostro Paese momentaneamente escluso (come ad esempio avviene con la trasmissione in diretta delle gare su F1TV, con la possibilità di vedere le gare on-line solamente in differita), salvo poi a fine 2022 differenziare il contratto tra televisioni e piattaforme Web (Amazon).

Una cosa, comunque, è certa: a proseguire il lavoro di Carey (che in questi anni ha provveduto grazie al suo passato in Fox a valorizzare gli Esports, nonché ad instaurare una partnership con Netflix, dove viene trasmessa la serie “Drive to survive” dedicata al Circus) in questa trattativa con Amazon sarà Stefano Domenicali, che dal prossimo 5 Gennaio prenderà il posto del 67enne manager irlandese naturalizzato americano. A lui il compito di riuscire a mettere nero su bianco un accordo destinato non tanto nell’immediato quanto a medio termine a cambiare la modalità di visione dei Gran Premi di Formula 1.