Formula 1

Perez e l'approdo in Red Bull

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Il pilota messicano prenderà il posto dell’anglo-thailandese Alexander Albon (che resterà come pilota di riserva e tester) con l’obiettivo di consentire alla scuderia di Milton Keynes di combattere non più con una sola, ma con entrambe le monoposto contro la Mercedes

Un talento che la Formula 1 non poteva e non doveva perdere. Nella giornata in cui il Circus aspettava la notizia del rinnovo di Lewis Hamilton (dopo che in mattinata era stato ufficializzato il rinnovo fino al 2023 del Team Principal Mercedes ed azionista del team al 33.3% Toto Wolff), è invece arrivata un’altra bellissima notizia che rende omaggio a un pilota che nel corso della stagione corrente ha dimostrato una crescita non indifferente e che meritava non poco di essere al via del prossimo Mondiale. Dopo che per settimane veniva dato per certo il suo addio al Circus (con il diretto interessato che non aveva esitato a paventare l’ipotesi di un anno sabbatico), alla fine anche nel 2021 Sergio Perez sarà al volante di una monoposto di Formula 1, e lo fa approdando in Red Bull. Una squadra chiamata una volta per tutte in quello che sarà l’ultimo anno della Honda come motorista in Formula 1 a mettere la parola fine al dominio Mercedes nell’era turbo-ibrida, iniziato nel 2014 e attualmente in corso.

Una scelta, quella di Perez, che mette fine a un pezzo di storia del team Red Bull, caratterizzato dall’approdo in prima squadra dei migliori giovani del proprio vivaio, iniziato nel 2009 con l’approdo in prima squadra di Sebastian Vettel dal junior team Toro Rosso (l’attuale Alpha Tauri), e proseguito poi con le promozioni di Daniel Ricciardo, Daniil Kvyat, Max Verstappen, Pierre Gasly, ed Alexander Albon. Se nel caso di Vettel (che dal 2021 guiderà l’Aston Martin), Ricciardo (dal 2021 al volante della McLaren) e dell’attuale prima guida Verstappen il passaggio in prima squadra ha consentito di scoprire dei talenti di assoluto valore, più traumatico è stato indubbiamente il passaggio dalla Toro Rosso/Alpha Tauri nel caso di Daniil Kvyat (autore di una buona stagione d’esordio in Red Bull nel 2015, salvo poi venir retrocesso in Toro Rosso dopo il Gp di Russia nel Maggio 2016) e di Pierre Gasly (in difficoltà nella prima parte del Mondiale 2019 nella scuderia di Milton Keynes, salvo poi, una volta retrocesso in Toro Rosso durante la pausa estiva, tornare a realizzare delle buone prestazioni, conquistando il secondo posto in Brasile lo scorso anno, e addirittura quest’anno a Monza la vittoria del Gp d’Italia). Discontinuo, invece, il rendimento che Alexander Albon tra l’Agosto 2019 e tutto il 2020 è stato in grado di assicurare alla Red Bull: se la seconda metà della stagione 2019 era stata estremamente positiva, con il pilota anglo-thailandese vicino a conquistare in Brasile il primo podio della carriera se non fosse stato speronato da Lewis Hamilton, quest’anno solo in alcune circostanze è riuscito ad essere relativamente vicino al compagno di squadra olandese. Due i podi (terzo posto) che Albon è riuscito ad assicurare quest’anno alla Red Bull (Gp Toscana al Mugello, Gp Bahrain) contro gli undici podi (due vittorie nel Gp del 70° Anniversario e ad Abu Dhabi, sei secondi posti e tre terzi posti) assicurati da Max Verstappen.

Evidente la differenza di rendimento tra Albon e Verstappen, con il giovane talento olandese che in buona parte delle occasioni si è trovato da solo a lottare con le due Mercedes di Hamilton e di Bottas. Una situazione, questa, che negli ultimi anni (e in particolare dall’addio di Ricciardo avvenuto a fine 2018) è capitata un po' troppe volte e che sopratutto è inaccettabile per un team di alta classifica come la Red Bull, desideroso di lottare per la conquista di entrambi i titoli iridati (piloti e costruttori). Da qui la decisione della scuderia di Milton Keynes che per il 2021 (ultimo anno di Honda in Formula 1) potrà così avvalersi di due punte, potendo così contare sul talento di Verstappen e sull’esperienza e la maturità di Perez.

Per il pilota messicano l’approdo alla Red Bull rappresenta non solo un premio per l’ottima seconda parte di campionato al volante della Racing Point (culminato nella vittoria del Gp del Sakhir), ma anche un’occasione da sfruttare al massimo, visto e considerato che per la prima volta nella sua carriera Perez potrà guidare per una scuderia in grado di lottare per il titolo.

Vero, se andiamo a vedere la sua carriera nella massima serie motoristica (iniziata nel 2012 in Sauber, dove vi era approdato come pilota appartenente alla Ferrari Driver Academy) nel 2013 Perez era approdato in McLaren (rompendo così il cordone ombelicale che lo legava alla Ferrari) al fianco di Jenson Button per sostituire un campione del calibro di Hamilton (approdato in Mercedes al fianco di Nico Rosberg per prendere il posto di Michael Schumacher), ma bisogna anche dire che la squadra all’epoca non era più il top team capace di vincere con il campione inglese il titolo nel 2008, rimanendo comunque una buona compagine, ma alle spalle dei due battistrada Red Bull e Ferrari.

Ecco, quindi, il motivo per cui l’approdo in Red Bull per Sergio Perez (arrivato nel 2014 in Force India, divenuta poi nel 2018 Racing Point Force India in seguito all’acquisizione del team fondato da Vijay Mallya ad opera di Lawrence Stroll, con ulteriore cambio di denominazione nel 2019 in Racing Point) può essere considerato come un’occasione da sfruttare al massimo per il pilota messicano per poter dimostrare tutte le sue qualità.

Nel sottolineare che la scelta di escludere Alexander Albon (che resterà comunque all’interno del team come pilota di riserva oltre a lavorare sullo sviluppo della monoposto 2022) dalla line-up 2021 è stata molto sofferta perché in Red Bull auspicavano tutti un successo del pilota anglo-thailandese alla fine non arrivato, il Team Principal Chris Horner ha sottolineato sia nel Comunicato ufficiale rilasciato dalla squadra, sia in una successiva intervista rilasciata ad Autosport che a far pendere la bilancia in direzione di Perez sono state in primis le performance conseguite al volante della Racing Point sopratutto nella seconda metà di campionato, assieme alla straordinaria capacità di saper sfruttare al massimo la propria vettura, oltre alla giusta esperienza acquisita nel corso degli anni. Non solo: ad Autosport Horner ha sottolineato che la lotta per il secondo sedile al fianco di Verstappen ha riguardato solamente Albon e Perez. Pur riconoscendo che Hulkenberg meriterebbe un posto da titolare in Formula 1, il Team Principal Red Bull ha ammesso che c’è stata una breve trattativa con il pilota tedesco, arenatasi però quasi subito.
A chi gli chiede se l’approdo di Perez possa generare una battaglia interna con Verstappen dopo che nelle stagioni precedenti il pilota olandese ha avuto relativamente vita facile, Horner risponde che l’obiettivo per il 2021 non sarà la lotta tra i due piloti Red Bull, quanto colmare il divario che separa la scuderia di Milton Keynes dalla Mercedes.

Anche Verstappen sembra aver accolto piuttosto positivamente l’approdo di Sergio Perez in Red Bull sottolineando la grande stagione e il superlavoro svolto da Checo in Racing Point, così come la grande esperienza che il messicano sarà in grado di portare alla squadra. Il pilota olandese è convinto che entrambi andranno molto d’accordo, essendo Perez un bravo ragazzo, auspicando che il prossimo anno con entrambe le vetture potranno riuscire a mettere maggiormente in difficoltà la Mercedes. Una considerazione, questa, che ai più è sembrata una critica (non troppo sottile) all’indirizzo di Albon.

Chi appare impaziente di iniziare questa nuova avventura in Red Bull è proprio Sergio Perez, che sui social del team austriaco non ha mancato di ricordare che fin dal suo esordio in Formula 1 il suo sogno era quello di poter correre con una squadra capace di lottare per il titolo, e Red Bull è una di queste. Ribadendo l’orgoglio di indossare i colori di una squadra che ha la sua stessa mentalità vincente, il pilota messicano ha concluso sottolineando che il suo obiettivo è quello di ottenere dei risultati importanti in pista.

Non c’è dubbio che con l’approdo di Sergio Perez la Red Bull rinforza non poco la sua line-up di piloti, potendo affiancare ad un giovane di talento come Verstappen un pilota pratico e di esperienza come Perez. Se tutto questo servirà per mettere pressione alla Mercedes vivacizzando la lotta per titolo iridato nel 2021 sarà solo il tempo a dirlo.