Formula 1

F1 Abu Dhabi: la vittoria in solitaria di Verstappen

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Il pilota olandese della Red Bull chiude la stagione 2020 di Formula 1 aggiudicandosi il Gp di Abu Dhabi (decima vittoria in carriera) con rispettivamente 15”976 e 18”415 di vantaggio sulle Mercedes di Valtteri Bottas e di Lewis Hamilton. Ferrari sesta in Classifica Costruttori: è il risultato peggiore dal 1980 ad oggi.

Pole, vittoria e l’apprezzamento dei tifosi grazie alla conquista del Driver Of The Day. Non poteva chiudersi in maniera più convincente il 2020 per Max Verstappen, che sulla pista di Yas Marina ha vinto in solitaria il Gp di Abu Dhabi, ultima prova del Mondiale di Formula 1, con un distacco piuttosto pesante (come vedremo) ai danni delle Mercedes di Valtteri Bottas e di Lewis Hamilton.

Una vittoria, la decima in carriera di Max Verstappen, mai messa in alcun modo in discussione, con l’olandese abile a mantenere al via la testa della corsa, nonché a gestire molto bene sia le fasi della Virtual Safety Car (che ha sfruttato per fare la sosta), sia la ripartenza dopo la Safety Car (entrata in pista nel corso dell’undicesimo giro per rimuovere la Racing Point di Sergio Perez, costretta al ritiro mentre si trovava in quattordicesima posizione nel corso del decimo giro per un calo della pressione di quella power unit che lo aveva obbligato a partire dal fondo dello schieramento). Una volta mantenuta la testa della gara anche in quel frangente Verstappen di fatto ha preso il largo risultando imprendibile per gli avversari, ottenendo in più occasioni il giro più veloce (toltogli nel finale da Ricciardo), e denotando un’evidente crescita nelle prestazioni non solo dal punto di vista del telaio e dell’aerodinamica grazie a un’ottima trazione (come dimostrano gli ottimi parziali del terzo settore), ma anche di motore, a dimostrazione della crescita della power unit Honda. A tutto ciò bisogna poi aggiungere il talento del pilota olandese, che negli anni ha mostrato un’evidente maturazione, e che lo porterà senza ombra di dubbio ad essere lo sfidante numero 1 di Hamilton nel 2021 per il titolo iridato.
A conferma dell’evidente crescita tecnica maturata nel corso dell’anno dalla Red Bull oltre alla vittoria di Verstappen (che mette fine al filotto delle sei vittorie consecutive Mercedes che sul circuito di Yas Marina dal 2014 al 2019 aveva sempre vinto in piena era turbo-ibrida) bisogna registrare anche la gara di Alexander Albon, che chiude in quarta posizione, staccato di 1”5 da Hamilton. Il pilota anglo-thailandese si è comportato in gara tutto sommato piuttosto bene, resta solo da capire se questo rendimento così discontinuo degli ultimi mesi che lo ha portato ad alternare delle buone gare a delle prestazioni piuttosto sotto tono e lontane dai tempi di Verstappen possano bastare o meno alla scuderia di Milton Keynes per riconfermarlo anche per il 2021, con Sergio Perez spettatore molto interessato.

In mezzo alle due Red Bull troviamo in seconda e terza posizione le Mercedes di Valtteri Bottas e di Lewis Hamilton, apparse meno efficaci del solito, presumibilmente per via della decisione di ridurre la potenza delle proprie power unit montate sia sulle monoposto del team ufficiale, sia su quelle dei team clienti (Racing Point e Williams) per via di un possibile rischio di surriscaldamento al motore endotermico. Se Bottas ha cercato di non prendersi troppi rischi per portare a casa un prezioso secondo posto finale (basilare per la conquista del secondo posto nella Classifica Piloti) disputando una gara senza lode né infamia, è apparso invece piuttosto provato Lewis Hamilton, positivo al Covid la scorsa settimana, e probabilmente tornato in macchina troppo presto, come confessato nel corso delle interviste post gara. Per Hamilton nelle prossime settimane ci sarà la possibilità di potersi riposare per preparare al meglio la prossima stagione godendosi serenamente la conquista del settimo titolo iridato: se è vero che la firma del rinnovo con Mercedes tarda ancora ad arrivare, ci sono pochi dubbi sul fatto che sarà lui ad affiancare Bottas anche il prossimo anno nel team tedesco campione del mondo.

Un vero e proprio regalo di Natale. A conferma di una crescita intravvista già la scorsa stagione, la McLaren conclude il 2020 conquistando il terzo posto finale nella Classifica Costruttori, approfittando della battuta di arresto della Racing Point (costretta al ritiro con Sergio Perez, e arrivata al traguardo decima con Lance Stroll, autore di una gara francamente sotto tono), conquistando in gara il quinto posto con Lando Norris (sopra raffigurato) e il sesto con Carlos Sainz Jr (al passo di addio, prima di approdare il prossimo anno in Ferrari). Merito di una squadra molto ben amalgamata (che vedrà nel 2021 Daniel Ricciardo prendere il posto di Sainz) e di una monoposto, la MCL 35, sapientemente progettata da James Key, che il prossimo anno è destinata a crescere ulteriormente grazie alla ritrovata partnership con Mercedes, che tornerà a motorizzare il team di Woking.

Proprio Daniel Ricciardo (giunto sul traguardo in settima posizione) è stato autore di una buonissima gara a bordo della Renault, che saluta con una prestazione assolutamente convincente disputando un primo stint piuttosto lungo con gomme hard (40 giri sui 55 previsti), e ottenendo poi con gomme medie nel corso dell’ultima tornata il giro più veloce (1’40”926). Sempre nell’ultimo giro la Renault gemella di Esteban Ocon ha portato a casa un prezioso nono posto finale superando la Racing Point di Lance Stroll. Con questa gara la Renault (che questo fine settimana ha celebrato i suoi 400 Gp in Formula 1 consentendo a Fernando Alonso di tornare in pista a bordo della RS25, con cui l’asturiano aveva conquistato nel 2005 il suo primo titolo iridato) saluta il Circus, in quanto dal prossimo anno prenderà la denominazione di Alpine.

In ottava e undicesima posizione troviamo l’Alpha Tauri rispettivamente con Pierre Gasly e con Daniil Kvyat. Se il pilota francese è riuscito ad assicurare dei punti preziosi per il team con sede a Faenza, il pilota russo saluta (momentaneamente ?) la Formula 1 con una gara conclusa fuori dalla zona punti, con il giapponese Yuki Tsunoda impegnato ad osservare al muretto la monoposto che guiderà sia nel test riservato ai giovani piloti in programma Martedì 15 Dicembre ad Abu Dhabi, sia presumibilmente il prossimo anno, al posto proprio di Kvyat.

Per trovare la Ferrari bisogna scendere dietro all’ottimo Kimi Raikkonen (autore di una buona gara al volante dell’Alfa Romeo conclusa in dodicesima posizione) addirittura in tredicesima e quattordicesima posizione con Charles Leclerc davanti a Sebastian Vettel (sopra raffigurato mentre, applaudito dalla squadra, lascia il box per andarsi a schierare in griglia prima della gara), al passo di addio con la Rossa, a cui ha dedicato il team radio finale rivisitando la canzone di Adriano Celentano “Azzurro”.

Non c’è dubbio sul fatto che la Ferrari sia stata l’autentica delusione del weekend di Abu Dhabi. Già qualcosa, a dire il vero, si era intravvisto in qualifica nel corso della Q3, con Leclerc improvvisamente più lento con gomme soft, una volta scesa l’oscurità e con temperature dell’asfalto più basse. Un trend, questo, emerso purtroppo anche oggi in gara, con la SF-1000 apparsa decisamente un passo indietro rispetto alla concorrenza, e sopratutto senza un ritmo gara adeguato per attaccare i rivali. Se a questo aggiungiamo poi l’incomprensibile scelta strategica di non fermare Leclerc durante la Virtual Safety Car, si capisce come oggi i piloti (entrambi doppiati) non potevano fare più, con il monegasco apparso meno aggressivo del solito con gli avversari in pista (ma che ha comunque rischiato una penalità, rimediando la bandiera bianco-nera per essere uscito fuori dalla curva 21 almeno tre volte), e con Sebastian Vettel più in forma con la gomma dura riuscendo a stare davanti a Leclerc (come possiamo vedere nella foto sottostante) nella prima parte di gara, salvo poi plafonarsi nelle prestazioni una volta arrivato con gomme medie alle spalle del compagno di squadra monegasco.

Si chiude un’annata senza ombra di dubbio difficile per la Ferrari, che conclude nel Mondiale Costruttori in sesta posizione, ottenendo di fatto il peggior risultato dal 1980 (anno in cui chiuse in decima posizione dopo il trionfo dell’anno prima con al volante Jody Scheckter) ad oggi. Necessario il lavoro di ricostruzione della squadra (con l’arrivo di Carlos Sainz Jr al posto di Vettel, e con una nuova monoposto che grazie a una power unit più potente possa consentire alla Rossa di poter tornare il prossimo anno quantomeno a lottare per il podio nelle singole gare), ma anche della società (chiamata nelle prossime settimane a designare il sostituto dell’Ad Louis Camilleri, dimessosi nella serata di giovedì per motivi personali, dopo aver superato la dura battaglia con quel nemico invisibile chiamato Covid).

In quindicesima e in diciasettesima posizione troviamo, infine, la Willams rispettivamente con George Russell davanti a Nicholas Latifi (in mezzo alle monoposto del team di Grove troviamo Antonio Giovinazzi, sedicesimo con la sua Alfa Romeo). Per la prima volta nella sua gloriosa storia, il team fondato da Frank Williams chiude il Mondiale di Formula 1 a zero punti. La dimostrazione, questa, del duro lavoro che nei prossimi mesi aspetterà l’attuale management del team (rappresentato dal fondo d’investimento americano Dorilton Capital) per riportare presumibilmente dal 2022 il team di Grove a un maggiore livello di competitività.

In Classifica Piloti per quanto riguarda le primissime posizioni Hamilton chiude il Mondiale con 347 punti, seguito dal compagno di squadra Bottas a quota 223. Verstappen conclude la stagione al terzo posto con 214 punti. Nonostante il ritiro odierno, Sergio Perez conferma la quarta posizione con 125 punti, seguito da Ricciardo (119), e dal duo Sainz-Albon (105). In ottava posizione troviamo Leclerc (98), seguito da Norris (97), e da Gasly (75).

In Classifica Costruttori la Mercedes chiude in testa con 573 punti, seguita dalla Red Bull con 319 punti, e dalla McLaren, che sale in terza posizione con 202 punti. Scende in quarta posizione la Racing Point (195), seguita dalla Renault (185). Più staccata in sesta posizione troviamo la Ferrari con 131 punti, seguita da Alpha Tauri (107), Alfa Romeo (8), Haas (3) e Williams (0).

Con il Gp di Abu Dhabi si chiude, quindi, la stagione 2020 della Formula 1. Una stagione pesantemente condizionata dalla pandemia legata al Coronavirus, ma che ci ha comunque consentito di scoprire (o di riscoprire) alcuni circuiti quali Imola, Mugello, Nürburgring, Portimao, ed Istanbul, capaci di regalarci delle gare estremamente appassionanti, e che speriamo di poter rivedere quanto prima nella massima serie motoristica.
Per le squadre non è ancora, però, tempo di vacanza: i team infatti torneranno in pista sempre ad Abu Dhabi Martedì 15 Dicembre con una giornata destinata ai giovani piloti a cui prenderanno parte non solo i piloti con Superlicenza FIA che abbiano disputato meno di due Gp nella massima serie motoristica, ma anche piloti che quest’anno non hanno partecipato al Mondiale come titolari in una squadra. Sarà così l’occasione per vedere in pista non solo ad esempio Mick Schumacher al volante della Haas, Yuki Tsunoda in Alpha Tauri, Callum Ilott guidare l’Alfa Romeo o il duo Robert Schwartzman/Antonio Fuoco al volante della Ferrari, ma anche per rivedere campioni come Fernando Alonso al volante della Renault (dal prossimo anno Alpine), Robert Kubica in Alfa Romeo, e il campione 2016 della Formula E Sebastien Buemi a bordo della Red Bull, in attesa che la Formula 1 torni nuovamente in pista il 21 Marzo 2021 a Melbourne con il Gp d’Australia.