Formula 1

F1 Sakhir: la vittoria di Perez e l'harakiri Mercedes ai box

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Sergio Perez si aggiudica il Gp del Sakhir conquistando la prima vittoria in carriera davanti alla Renault di Esteban Ocon e al compagno di squadra Lance Stroll nella domenica in cui alcuni gravi errori della Mercedes in occasione della seconda tornata di soste (effettuate in regime di safety car) privano un ottimo Russell e un deludente Bottas di una doppietta quasi certa.

Una vittoria fortunosa ma tutto sommato meritata. Nel giorno in cui Romain Grosjean poco prima della gara ha salutato la Haas e il mondo della Formula 1 annunciando ufficialmente il suo forfait per l’ultima gara in campionato in programma domenica prossima ad Abu Dhabi, il Circus celebra Sergio Perez che sull’inedito layout esterno del circuito del Sakhir conquista per se e per la Racing Point la prima vittoria in carriera aggiudicandosi il Gp del Sakhir al termine di una corsa che ha visto brillare la stella di George Russell, penalizzato (come vedremo in seguito) da un vero e proprio suicidio del box Mercedes in occasione della seconda sosta che ha finito con il vanificare una vittoria ormai certa.

Soffermandoci però sul vincitore, con questa vittoria Perez riporta il Messico sul gradino più alto del podio dopo 50 anni: l’ultima vittoria di un pilota messicano risaliva infatti al 7 Giugno 1970, quando Pedro Rodriguez a bordo della BRM si aggiudicò il Gp del Belgio sul circuito di Spa-Francorschamps.

Una gara, quella di Perez, apparentemente compromessa al via, quando nel corso del primo giro all’altezza di curva 4 la sua Racing Point viene toccata sul retrotreno dalla Ferrari di un esuberante Charles Leclerc (penalizzato con due punti in meno sulla Superlicenza, e con una penalità di tre posizioni in griglia da scontare domenica prossima ad Abu Dhabi), costringendo il messicano a finire in testacoda, e spingendo a sua volta la Red Bull di Max Verstappen contro le barriere. Rientrato in pista, Perez è riuscito a tornare ai box, e, sostituite le gomme soft con un set di gomme dure, ha dato il via a una rimonta che lo avrebbe portato al massimo al terzo posto, in uno scenario che vedeva George Russell superare al via la Mercedes gemella di Valtteri Bottas, conquistando la testa della gara, e dando alla corsa un ritmo che per diversi frangenti ha ricordato non poco quello dell’assente Lewis Hamilton.

L’episodio che ha spinto la gara nella direzione di Perez è stata la Safety Car mandata in pista nel corso del 63° Giro alla luce del testacoda della Williams di Jack Aitken, che aveva toccato la barriera. A sorpresa la Mercedes richiama ai box sia George Russell (ottimo primo), sia Valtteri Bottas per montare gomme più fresche, nonostante i due avessero già pittato rispettivamente al 46° e al 50° Giro montando entrambi gomme dure, con le quali avrebbero potuto tranquillamente finire la gara.

Non è la prima volta che la Mercedes in regime di Safety Car commette degli errori, ma mai prima d’oggi era capitato che una squadra campione del mondo perdesse una gomma media al momento della sosta di Russell,sostituendola con quella destinata a Bottas rischiando di fare altrettanto con il pilota finlandese montando quella del 22enne pilota di King’s Lynn, salvo poi accorgersi tempestivamente dell’errore, e rimontare al finlandese il set di gomme dure appena smontato dalla monoposto. Se Russell era riuscito comunque a mantenere la testa della gara, il richiamo ai box nel corso del 65° Giro per montare la gomma corretta e l’ulteriore sosta nel corso del 78° Giro per un inizio di foratura ha finito con il consegnare la corsa nelle mani di Perez, il quale una volta passato in testa, ha effettuato le ultime tornate a bordo della sua Racing Point con il piglio del grande campione, conquistando la tanto attesa vittoria con 10”518 sulla Renault di Esteban Ocon (autore di una gara di sostanza che ha confermato il buon stato di forma intravvisto nelle libere, ma non in qualifica), e con 11”869 sulla Racing Point gemella del compagno di squadra Lance Stroll, andando così a costituire per la prima volta nell’era turbo ibrida un podio che non vede protagoniste né Mercedes, né Ferrari, né Red Bull.

Una vittoria, quella di Perez, che auspichiamo possa convincere Red Bull nell’assegnare il sedile a fianco di Verstappen (attualmente occupato da Alexander Albon, autore di una gara a dir poco sotto tono culminata nel sesto posto finale) al pilota messicano, che merita non poco di restare in Formula 1.

Se Perez festeggia una vittoria conquistata sul campo, c’è grande rammarico per il nono posto finale conquistato da George Russell. Il 22enne pilota inglese, come già detto, è stato autore di un weekend di gara a dir poco esemplare, culminato in qualifica con quel secondo posto a soli 26 millesimi dalla pole, e che al via della corsa era stato capace di superare Valtteri Bottas andandosi così a prendere la testa della gara, riuscendo a gestire brillantemente il distacco sull’avversario, ricordando non poco l’assente Hamilton. Russell sarebbe andato incontro senza alcun dubbio alla prima vittoria in carriera con la Mercedes se non ci fosse stata quella serie di gravi errori sopra ricostruita (in occasione dell’incomprensibile sosta ai box per via della Safety Car mandata in pista per l’incidente di Aitken), che lo colloca in nona posizione (e per cui in tarda serata la Mercedes è stata multata di 20.000 Euro dalla Direzione Gara), ma che non può e non deve cancellare tutto quanto di buono aveva fatto il giovane talento inglese.

Comprensibili (e se vogliamo alquanto doverose) le scuse a Russell da parte del muretto box Mercedes e del Team Principal Toto Wolff, per aver rovinato con una sosta inutile una bellissima gara, che ha visto peraltro Russell ridimensionare il suo compagno di squadra Valtteri Bottas (anche con un eccellente sorpasso nel corso del 70° Giro), autore di una gara estremamente deludente conclusa in ottava posizione.

Se quindi George Russell (premiato dai tifosi con il Driver Of The Day) è costretto al momento a rinunciare alla sua prima vittoria in Formula 1 pur conquistando i primi punti in carriera (tre di cui due per il nono posto, e uno per il giro più veloce), è altrettanto vero però che la stella del 22enne pilota inglese brilla forse ora più forte che mai, e che sicuramente negli anni a venire sarà in grado di regalarci delle grandissime emozioni.

Soffermandoci sulla lotta al terzo posto nella Classifica Costruttori, se Racing Point si invola tranquillamente verso l’obiettivo grazie alla vittoria di Perez e al terzo posto di Stroll, con McLaren quarta con Sainz e decima con Norris, e Renault seconda con Ocon e quinta con Ricciardo, al contempo bisogna registrare l’assenza dalla top 10 della Ferrari.  Se Leclerc ha vanificato l’ottimo giro di qualifica (con il quarto tempo) con il grave errore commesso al via e culminato nell’incidente esposto in precedenza che di fatto ha rovinato non solo la sua gara ma anche e sopratutto quella di Max Verstappen (costretto al ritiro dopo pochi metri in una gara dove avrebbe potuto fare molto bene visto l’ottimo passo gara evidenziato nella simulazione fatta in FP2), Vettel ha disputato sul circuito del Sakhir una gara deludente conclusa in 12° posizione, determinata dalle difficoltà rilevate nel primo stint con la gomma media, mentre con gomma dura la sua SF-1000 sembrava decisamente più in forma.

In Classifica Piloti per quanto riguarda le primissime posizioni Hamilton (Campione del mondo) rimane in testa con 332 punti, con Bottas secondo con 205 punti.Verstappen è terzo con 189 punti. In quarta posizione sale Sergio Perez con 125 punti, seguito da Ricciardo (112), Leclerc (98), Sainz (97), Albon (93), Norris (87) e Stroll (74).

In Classifica Costruttori la Mercedes (Campione del Mondo) è in testa con 540 punti, seguita dalla Red Bull con 282 punti. In terza posizione torna la Racing Point con 194 punti, seguita da McLaren (184), Renault (172), Ferrari (131), Alpha Tauri (103), Alfa Romeo (8), Haas (3).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 13 Dicembre con l’ultimo Gp della stagione ad Abu Dhabi (diretta pomeridiana su Sky e in chiaro su TV8).